Simontacchi - Presidente Commissione Radioterapia

Intervista dott. Gabriele Simontacchi – Presidente Commissione Radioterapia FIL

I vantaggi della personalizzazione della cura e la complessa competenza del radioterapista

Nelle moderne strategie di radioterapia per il linfoma ogni paziente scrive la sua storia

La Commissione radioterapia FIL quali tipi di attività svolge? Come e in che termini questa Commissione collabora con le altre Commissioni interne alla Fondazione?

La Commissione Radioterapia, con la sua attività all’interno della Fondazione Italiana Linfomi, persegue due strade differenti che rappresentano le due diverse nature operative della Commissione.

Infatti, se da una parte si impegna nel proporre nuovi studi riguardo l’utilizzo della radioterapia per la cura del linfoma, dall’altra svolge il suo specifico ruolo di interazione con le altre Commissioni di ricerca a supporto della loro attività.

Proprio per questo motivo quella di Radioterapia è considerata nel circuito della FIL una delle cosiddette Commissioni trasversali la quale può partecipare, a seconda delle necessità, alla stesura dei protocolli terapeutici di diverse tipologie di linfoma.

Questo non la rende di certo una Commissione con importanza secondaria, ma piuttosto fondamentale al fine di ottimizzare gli standard delle linee guida nazionali e per supportare l’attività di formazione per un utilizzo sempre più moderno della radioterapia.

Quando si parla di radioterapia moderna cosa si intende?

La radioterapia dei linfomi negli ultimi anni è cambiata radicalmente in molti suoi aspetti: è infatti notevolmente cambiata la definizione dei volumi che devono essere irradiati, i quali tendenzialmente si sono sempre più ridotti per andare verso una terapia maggiormente personalizzata e consentire una rilevante riduzione delle tossicità tardive.

In generale le moderne tecnologie consentono una irradiazione selettiva del “volume bersaglio” permettendo un risparmio degli organi a rischio.

Nel trattamento di altre tipologie di tumore la radioterapia rispetta dei vincoli che non possono essere gli stessi del trattamento del linfoma.

Sappiamo infatti che alcuni tipi di linfomi, come il linfoma di Hodgkin, possono colpire con percentuali importanti anche i giovani.

Irradiare questo tipo di pazienti e spesso in regioni delicate, comporta delle responsabilità ben diverse.

Quando si ha di fronte un ragazzo con una lunga aspettativa di vita davanti a sé, è necessario che il medico agisca spostando la prospettiva ancora più lontano cercando di evitare comorbidità nel futuro e di garantire una lunga qualità della vita senza compromettere il livello ottimale della cura.

Nel luglio 2019 sono state da noi pubblicate delle linee di indirizzo proprio in merito all’utilizzo delle moderne tecnologie (in particolare della radioterapia a modulazione di intensità) per l’irradiazione di pazienti con linfoma del mediastino.

L’evoluzione tecnologica delle tecniche di trattamento, infatti, richiede una competenza molto specifica che deve essere continuamente aggiornata.

Dunque la radioterapia negli anni è diventata un’opzione terapeutica sempre più importante e sempre più precisa nel trattamento dei linfomi. Ci può raccontare qualcosa in più in merito all’attività di formazione?

Nello svolgere il mio ruolo ho capito quanto sia importante, oggi più che mai, avere delle linee guida in comune e condividere lo stesso approccio terapeutico tra gli addetti ai lavori.

Infatti, proprio per il fatto che le cure tendono ad essere sempre più personalizzate, è fondamentale seguire dei rigidi criteri che permettono delle scelte di personalizzazione del trattamento con efficacia e sicurezza.

Per questo motivo da due anni la FIL promuove un incontro educazionale dedicato alle evoluzioni nel campo della radioterapia dando l’opportunità a giovani medici di confrontarsi con esperti della materia anche da un punto di visto pratico.

Il corso infatti si svolge seguendo una doppia struttura, una parte si svolge come una lezione frontale mentre un’altra parte come un vero e proprio workshop, che vede i partecipanti intenti a realizzare dei piani di trattamento su postazioni dedicate a seconda dei casi clinici che vengono presentati.

Abbiamo sempre riscontrato un fortissimo interesse riguardo a questo evento, dovuto soprattutto alla particolarità del linfoma come tipo di neoplasia su cui si sta consolidando una forte necessità di studio e approfondimento.

Appena saremo usciti da questo periodo di allarme sanitario dovuto alla diffusione del COVID-19 siamo pronti con una prossima edizione!

E’ da poco terminato il 2020, anno del decennale della Fondazione, può fare una valutazione dei traguardi raggiunti e degli obiettivi futuri che si pone la Commissione?

Il primo obiettivo per il nostro gruppo di lavoro è sempre stato quello di esserci.

Fino a poco tempo eravamo in pochi a operare all’interno della Commissione svolgendo un ruolo più marginale all’interno della FIL, oggi invece contiamo ben 60 radioterapisti iscritti FIL e l’interesse intorno alla nostra attività sta crescendo in modo sempre più considerevole.

Posso affermare che la Commissione all’interno della Fondazione con il suo impegno c’è e in forma sempre più rilevante, e grazie alla sinergia con gli altri gruppi di lavoro si stanno raggiungendo traguardi importanti nella cura dei diversi linfomi.

La Commissione quindi porta avanti il proprio impegno sia con il supporto alle altre Commissioni sia promuovendo studi clinici ed iniziative autonome.

 

Vedi: Commissione Radioterapia

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