La Ricerca FIL protagonista alla Conferenza Internazionale sul linfoma maligno

Si è chiusa la Conferenza Internazionale sul linfoma maligno (ICML) iniziata lo scorso 18 giugno e svoltasi in modalità on line fino al 22 giugno.
FIL vi ha partecipato con 5 presentazioni, riguardanti altrettanti studi.

 

Il Dott. Andrés J.M. Ferreri, Ematologo presso l’Ospedale San Raffaele di Milano, ha presentato lo studio internazionale IELSG32 che ha indagato la tolleranza e l’efficacia di tre combinazioni di farmaci antitumorali seguiti da due forme diverse di consolidamento in pazienti affetti da linfoma primitivo del sistema nervoso centrale. Lo studio ha permesso di dimostrare l’efficacia di una particolare combinazione di terapie in termini di sopravvivenza.

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La Dott.ssa Annarita Conconi, Ematologa presso il Nuovo Ospedale degli Infermi di Biella, ha tenuto un intervento sullo studio internazionale IELSG30, finalizzato a valutare un programma intensificato di prevenzione della diffusione della malattia al sistema nervoso centrale in pazienti affetti da linfoma diffuso a grandi cellule B a primitiva localizzazione testicolare. La ricerca ha portato a risultati positivi nel campo della prevenzione, dimostrando un’alta efficacia di trattamento.

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È dedicato alle alterazioni genetiche e alla loro incidenza sulla refrattarietà dei pazienti con linfoma mantellare, lo studio presentato dal Dott. Simone Ferrero, Ematologo presso l’AOU “Città della Salute e della Scienza” di Torino. Partendo dallo studio FIL-MCL0208, la ricerca ha permesso di creare un nuovo modello prognostico, che consente di identificare fin dalla diagnosi i pazienti che a causa di specifiche caratteristiche biologiche sono a maggior rischio di non risposta alla terapia.

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Per la prima volta, grazie alla presentazione curata dal Dott. Michele Merli, Ematologo presso l’Ospedale di Varese, sono stati riportati i risultati dello studio prospettico BArT, coordinato dal Prof. Luca Arcaini dell’Università di Pavia, che ha valutato l’impiego dei nuovi regimi di terapia antivirale interferon-free (farmaci ad azione antivirale diretta appropriati secondo il genotipo virale) come terapia di prima linea nei pazienti affetti da linfoma indolente ed epatite C. I dati ottenuti dimostrano l’efficacia di tali farmaci e aprono nuove possibilità di trattamento per questo tipo di pazienti.

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Ha concluso gli interventi FIL il Prof. Stefano Luminari, Ematologo presso l’AUSL IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.  A lui il compito di presentare i risultati dello studio FOLL12 sul linfoma follicolare, nel quale la terapia di mantenimento standard dopo immunochemioterapia è stata messa a confronto con un trattamento sperimentale basato su una diminuzione di intensificazione della terapia di mantenimento per i pazienti con risposta metabolica completa dopo immunochemioterapia.  I risultati hanno evidenziato come la terapia standard sia superiore a quella sperimentale in termini di rischio di progressione della malattia, ma la ricerca apre la strada a ulteriori studi nell’ambito della personalizzazione delle cure.

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Grazie alla condivisione dei lavori scientifici in rilevanti congressi internazionali come l’EHA e l’ICML, la FIL ribadisce la sua importanza nelle attività di ricerca nell’ambito dei linfomi.

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