Alla figura dell’infermiere e alla sua centralità nel percorso clinico-assistenziale del paziente oncoematologico, è dedicato il progetto EMATONurse, nato da un’idea della Commissione Gruppo Infermieri della Fondazione Italiana Linfomi coordinata da Giuliana Nepoti.
Il confronto tra infermieri, clinici, farmacisti ospedalieri e rappresentati delle associazioni di pazienti, ha portato alla redazione di un documento, realizzato dalla Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria grazie al sostegno di Roche, che delinea il perimetro di intervento dell’infermiere nel percorso terapeutico-assistenziale del paziente.
La pubblicazione mette in luce l’importanza del percorso formativo dell’infermiere, che dovrebbe essere sempre più specialistico; passa poi in rassegna il percorso clinico-assistenziale del malato, con un focus sulle cure domiciliari, e termina dando voce ai bisogni dei pazienti.
Oltre a sensibilizzare sull’importanza di una formazione ‘professionalizzante’ per l’infermiere, EMATONurse vuole fornire delle linee di indirizzo alle strutture ospedaliere, per ridefinire al meglio il ruolo di questo operatore sanitario all’interno dei reparti oncoematologici e a livello di assistenza domiciliare.
Il progetto ha visto la collaborazione di AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma), GITMO (Gitmo Onlus Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo), F.A.V.O. (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) e SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici).
Il documento è scaricabile -> EmatoNurse
