Il dott. Guido Gini è un ematologo dell’AOU Ospedali Riuniti di Ancona che collabora con la Fondazione da oltre dieci anni. Da inizio 2022 ricopre l’incarico di Responsabile di una delle 12 Commissioni Scientifiche FIL, quella dedicata ai pazienti Lungosopravviventi, alle Comorbidità e alla Qualità della Vita.
Nell’intervista ci racconta lo stato della ricerca in questo campo e gli obiettivi della Commissione.
Per quanto riguarda la specializzazione della sua Commissione, come sta procedendo la ricerca sui linfomi?
Ho ereditato una Commissione in ottima salute, in quanto il Dott. Attilio Guarini che mi ha preceduto, è stato capace di coinvolgere ottime persone e portare avanti un proficuo lavoro. La nostra Commissione ha come fulcro lo svolgimento di protocolli osservazionali su pazienti che hanno superato il linfoma, per comprendere il ruolo avuto dalle pratiche terapeutiche, l’incidenza di effetti a lungo termine, la determinazione di fattori predittivi di rischio di sviluppare nuove malattie.
Al momento stiamo lavorando a molti progetti, alcuni in chiusura come uno special issue sui late effects, gli effetti tardivi collaterali delle cure oncologiche, iniziato ormai tre anni fa e già pubblicato sulla rivista “Cancers”.
Abbiamo avviato ulteriori colloqui con il Gruppo Pazienti AIL-FIL per estendere l’esenzione 048 prevista in caso di patologie oncologiche ai pazienti malati di linfoma e stiamo lavorando ad una proposta di consenso unico informato sui rischi a lungo termine per la fertilità. Oggi non esiste un consenso unico, sarebbe importante averlo da un punto di vista etico e legale, per la tutela dei pazienti e dei medici. La fertilità è al centro di altri studi che stiamo sviluppando con équipe multidisciplinari e ginecologi; in particolare un progetto in collaborazione con SIRU (Società Italiana di Medicina della Riproduzione) intende sviluppare un documento che possa diventare un riferimento per l’attività clinica, una linea guida nazionale con lo scopo di fornire indicazioni puntuali ai clinici onco-ematologi e ai ginecologi che si occupano di pazienti con linfoma.
Abbiamo poi i protocolli sulla qualità di vita, uno sulla tossicità polmonare causata da bleomicina in pazienti con linfoma di Hodgkin e un ulteriore studio che mette a confronto la letteratura sulla riduzione della durata dell’immunità da vaccini nei pazienti immunocompromessi (inclusi quelli affetti da linfoma), argomento che, con la pandemia da COVID-19 e con il rapido sviluppo dei vaccini, è più che mai attuale.
Quali sono le sfide maggiori che la Commissione dovrà affrontare nei prossimi anni?
Fino ad ora ci siamo occupati di guardare nel passato; penso sia arrivato il momento di porci in maniera proattiva e mettere in atto protocolli che siano in grado di prevenire i late effects. Oggi il compito della Commissione è quello di cercare di prevenire, non solo osservare, e fornire indicazioni e suggerimenti per un follow up corretto.
Per fare tutto questo ci occorrono fondi, perché gran parte del nostro lavoro è distante dalle logiche delle company farmaceutiche e dunque deve poter contare su risorse indipendenti.
Qual è il suo legame con la FIL?
Sono entrato nella Fondazione oltre 10 anni fa, praticamente mentre stava nascendo. Ho trovato subito una cosa rara rispetto ad altre Fondazioni o società scientifiche, una grande apertura da parte di quelli che erano già i mostri sacri e un enorme disponibilità verso i giovani. Tutt’ora c’è questa grande attenzione a far crescere nuove generazioni di ematologi. La reputo una cosa intelligente, oltre che arricchente per tutti.
Può raccontarci qualcosa di lei?
Sono nato, cresciuto e ho studiato a Milano, mi sono trasferito ad Ancona per lavoro e pensavo di rimanervi per un tempo limitato, in realtà sono passati 20 anni e sono felice sia andata così. Sono sposato e ho una figlia di 14 anni, che studia in Inghilterra. È un dolore, ma rappresenta per lei una grande opportunità. In fondo in famiglia ci piacciono le sfide!
Adoro il cibo, sono un buongustaio e mi diletto a cucinare. Per “smaltire” questa passione ricorro al jogging.
