Il vaccino antinfluenzale, strategia efficace anche in corso di chemioterapia
Ogni anno nel periodo invernale l’epidemia da virus influenzale è causa importante di malattia, con sintomi come febbre, cefalea o dolori osteo-muscolari, e di mortalità, per possibili complicazioni come polmonite e insufficienza respiratoria, in particolare in persone anziane o con malattie croniche.
Vaccinarsi è il modo migliore per contrastare l’influenza, sia perché aumenta sensibilmente la probabilità di non ammalarsi sia perché, in caso di sviluppo di sintomi influenzali, questi sono molto meno seri e, generalmente, non seguiti da ulteriori complicazioni.
Il vaccino assicura un’elevata protezione, limitata però a soli 6-12 mesi: pertanto la vaccinazione deve essere ripetuta ogni anno perché i virus influenzali si modificano di continuo.
Il vaccino antinfluenzale è costituito da virus uccisi, appartenenti ai ceppi responsabili delle epidemie più recenti. Non ha effetti collaterali di rilievo, anche in pazienti con tumori solidi o ematologici.
Negli adulti è sufficiente in genere una sola iniezione ed occorrono circa 3-4 settimane per ottenere la massima protezione, per cui il periodo di vaccinazione consigliato va da ottobre a fine novembre.
Gli studi condotti in questi anni nei pazienti con tumori solidi ed ematologici, hanno dimostrato che la vaccinazione antinfluenzale è una strategia efficace, anche in corso di chemioterapia.
L’efficacia del vaccino nei pazienti affetti da linfoma può essere inferiore rispetto ai soggetti sani, per una minore capacità di produrre anticorpi, soprattutto in corso di trattamenti immunosoppressivi. Data la possibilità di avere comunque una risposta protettiva a fronte di scarsissimi effetti collaterali, il rapporto beneficio/rischio del vaccino è ritenuto favorevole.
Si raccomanda ai pazienti di vaccinarsi, laddove possibile almeno due settimane prima o un mese dopo il termine della chemioterapia; per chi è già in trattamento immuno/chemioterapico, si consiglia di vaccinarsi il più possibile a distanza dall’ultimo ciclo di terapia.
