Analisi perfette, ma un mal di schiena che non passa.
Inizia così la mia storia con il linfoma, tumore che ho conosciuto in un modo decisamente rocambolesco.
La risonanza individua una piccola macchia, 5 mm appena.
I dottori mi tranquillizzano, mi dicono che si tratta, probabilmente, di un’ernia, ma il dolore continua e dopo un mese quel puntino è una massa di 5 cm.
Mi ricoverano d’urgenza, mi prelevano del materiale per fare accertamenti e il responso dell’esame istologico dice stafilococco, un’infezione causata da batteri.
Siamo a marzo 2020, in pieno Covid, e io ho 28 anni.
Inizio un’infusione per endovena e la situazione sembra migliorare, ma dopo 3 mesi il dolore ritorna.
Questa volta la diagnosi è inequivocabile: linfoma di Hodgkin al 4° stadio.
Il tumore, nel frattempo, si era espanso e aveva intaccato l’anca sinistra e il femore destro.
Nel giro di un paio di settimane subisco tre complessi interventi chirurgici per rimuovere le masse tumorali e farmi impiantare delle placche in grado di preservare la mia colonna vertebrale.
Segue una fase di chemioterapia per circa un anno.
Dopo le cure sto meglio, ma questa ritrovata normalità dura poco, appena 3 mesi.
Ho, infatti, una ricaduta, questa volta con l’ingrossamento di un linfonodo sul collo.
La terapia che mi viene proposta consiste in una chemioterapia sperimentale, che ho concluso a dicembre 2023.
Sono stati anni difficili, per me e per le persone vicine a me, caratterizzati da tanta incertezza e paura, ma anche da una grande determinazione e altrettanta fiducia nelle cure.
L’esperienza della malattia ha indubbiamente cambiato la mia vita, ma in un certo senso mi sono sempre sentito pronto ad affrontare le conseguenze.
Forse perché la mia storia personale mi ha fatto conoscere presto le sfide: a 6 anni sono stato curato per un meningioma.
Sono grato alla ricerca scientifica per le nuove terapie che riesce a mettere a disposizione e ai medici del Policlinico Gemelli di Roma che mi hanno curato e fornito supporto morale.
Oggi mi sento bene, so che devo proseguire il mio percorso di follow up, ma sono sereno.
A chi sta affrontando tutto questo dico “non abbattetevi e abbiate fiducia nella scienza”.
Manuel
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