Due anni fa è arrivata la mia diagnosi definitiva di Linfoma di Hodgkin
Mi chiamo Antonia e circa due anni fa è iniziata la mia storia con un linfoma di Hodgkin.
Tutto è iniziato lentamente, senza accorgermene. Ho iniziato a sentirmi non in forma nel novembre 2017, ho fatto delle analisi del sangue ma non era emerso niente di particolare se non l’emoglobina bassa. Senza darci troppo peso, ho ripetuto le analisi del sangue dopo qualche mese ma l’emoglobina non solo non era migliorata ma, anzi, era calata e ho cominciato a sentirmi sempre più stanca, affaticata, ho perso 3 kg nel giro in un mese, si vedeva bene che mi stavo sciupando. Pensavo fosse tutto stress, ho tre figli, lavoro e mi piace avere tutto sotto controllo quindi pensavo che forse stavo facendo troppo, e invece non era cosi. Purtroppo, contemporaneamente, in quel periodo ho dovuto subire un intervento chirurgico, ero convinta di rimanere in ospedale un paio di giorni per poi tornare a casa, ma non è stato così. Il chirurgo che mi aveva operato mi disse che avrebbe approfondito per capire cosa non andasse.
Ero in un ospedale, lontano da casa, e li con me c’era solo mio marito, notte e giorno vicino a me. Nel giro di 5 giorni i medici hanno eseguito gastroscopia, colonscopia, tac total body con contrasto, ecografie varie, ed eccoli li all’addome tutti i miei linfonodi ingrossati, ero piena.
Incontro l’ematologo, io non avevo ancora capito mica niente, fu lui a spiegarmi che il quadro clinico suggeriva si trattasse di un linfoma. Il linfoma di Hodgkin io non sapevo cosa fosse, non sapevo nemmeno che esistesse, avevo sentito di altri tumori, ma di questo no. Dopo questa settimana torno a casa, la mia famiglia è tutta intorno a me ed io comincio a stare veramente male, inizia la febbre, una febbre che non mi abbandona praticamente mai, quanto ho odiato quella febbre, mi sfiniva, mi abbatteva.
Arriva la mia diagnosi definitiva di Linfoma di Hodgkin II stadio tipo B.
Quando ti dicono che hai un tumore la tua vita cambia in un attimo, tutto si ribalta, tutto ha un’altra prospettiva. Ho cercato di affrontare tutta la mia malattia col sorriso, durante le chemio non mi sono mai fatta vedere abbattuta, i miei figli , mio marito, mia mamma , mia sorella, i miei zii, le mie cugine e le mie migliori amiche mi erano vicini e soffrivano con me non lasciandomi mai. Ho sempre pensato nei giorni più bui, “domani sarà meglio di oggi, dopodomani starò meglio, fra tre giorni il dolore passerà”. E i mesi sono passati. I miei 3 figli sono stati stupendi, mi sono stati sempre vicino, le mie figlie più grandi di 17 e 14 anni mi aiutavano in tutto, si prendevano cura della loro mamma, il maschietto invece di 7 anni mi teneva la mano, mi accarezzava e mi adulava, mi diceva sempre che ero la mamma più bella anche senza capelli. Ti porti addosso tutti i segni evidenti delle cure, dal perdere i capelli, ad ogni tanto avere vuoti di memoria, macchie della pelle. Non è stato facile affrontare tutto, e non è nemmeno facile adesso parlarne. Tutti mi ripetono che sono stata forte e determinata nel vincere la mia battaglia, ma nessuno sa quanto ancora si soffre. Non una sofferenza fisica, no, è vedere la vita con diversa prospettiva, sei felice di aver vinto ma sei stata ferita e quella ferita è difficile ricucirla.
Devo ringraziare tutto il reparto di Ematologia dell’ospedale San Carlo di Potenza e in particolare il dottor Cimminiello che è diventato fin da subito il mio punto di riferimento, sempre disponibile e pronto a darmi supporto. Sono stata curata con un protocollo della Fondazione Italiana Linfomi, il messaggio che voglio condividere con tutti è che la ricerca scientifica è importante e che realtà come la FIL lavorano proprio per dare a pazienti come me nuove possibilità di cura.
Antonia
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