I risultati della ricerca scientifica FIL all’ASH

Dal 7 al 10 dicembre si è svolto ad Orlando in Florida il 61esimo Congresso dell’American Society of Hematology (ASH), il convegno mondiale di ematologia che ha riunito oltre 25.000 medici provenienti da tutto il mondo.

La Fondazione Italiana Linfomi ha partecipato con tre presentazioni orali e due poster scientifici su diversi studi condotti in questi anni condividendone i risultati ottenuti.

Il primo intervento è stato a cura del Prof. Alessandro Pulsoni, ematologo presso l’Università La Sapienza di Roma.  La presentazione riguardava i primi risultati relativi allo studio FIL_Mirò sul trattamento dei Linfomi follicolari a stadio localizzato con radioterapia locale ed immunoterapia con Ofatumumab guidata dalla biologia molecolare. I risultati mostrano che la radioterapia non è in grado di eradicare la malattia in tutti i pazienti, poiché in oltre la metà di essi la biologia molecolare indica la presenza di malattia minima residua. Il trattamento con l’anticorpo monoclonale anti-CD20 è in grado di eliminare la malattia residua in oltre il 90% dei casi. La strategia di trattamento con immunoterapia di casi con malattia residua dopo radioterapia ha pertanto un solido razionale, l’ulteriore osservazione nel tempo consentirà di valutarne l’efficacia clinica.

La seconda presentazione orale è stata a cura del dott. Andrés J.M. Ferreri, ematologo presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. Sono stati mostrati i risultati dello studio internazionale MARIETTA, promosso dall’International Extranodal Lymphoma Study Group (IELSG) con il coordinamento della Fondazione Italiana Linfomi per i centri italiani. Lo studio, che ha coinvolto 24 centri oncoematologici tra Italia, Regno Unito, Olanda e Svizzera, ha valutato l’efficacia e la tolleranza di uno schema di chemioimmunoterapia intensificata supportata da un trapianto di cellule staminali autologhe per il trattamento dei linfomi diffusi a grandi cellule B che hanno raggiunto il sistema nervoso centrale. Lo schema terapeutico utilizzato ha portato ad un miglioramento del 20% della sopravvivenza libera da progressione di questi pazienti (a 2 anni di follow up è migliorata dal 44% – dato riportato dagli studi precedenti – al 64% osservata nello studio MARIETTA). Il programma terapeutico proposto dallo studio MARIETTA è senza dubbio un passo avanti rilevante nel trattamento dei pazienti affetti da linfoma secondario del sistema nervoso centrale e rappresenta la base sulla quale verranno inseriti nuovi farmaci e strategie terapeutiche in studi futuri. La cooperazione internazionale sarà fondamentale per raggiungere ulteriori miglioramenti nella cura di questa patologia e la Fondazione Italiana Linfomi certamente giocherà un ruolo centrale negli studi futuri in questo ambito.

La terza presentazione è stata a cura del dott. Michele Spina, ematologo presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. La presentazione riguardava lo studio FIL “Elderly Project” finalizzato a cambiare l’approccio terapeutico dei pazienti anziani affetti da linfoma non Hodgkin. Sono stati raccolti dati su oltre 1350 pazienti oltre i 65 anni affetti da linfoma non-Hodgkin diffuso a grandi cellule B. I ricercatori hanno selezionato i pazienti valutandoli non solo per l’età (come si  è fatto finora) ma applicando le scale di valutazione geriatrica che hanno permesso di stratificare i pazienti in base alle loro capacità di essere autonomi nelle loro funzioni primarie (nel mangiare, vestirsi, lavarsi), nelle funzioni di relazioni (capacità di prendere in autonomia le medicine, di gestire la casa, usare il telefono ecc) e alla presenza di altre gravi patologie ( es cardiache, ipertensione, diabete) ricavandone così 3 gruppi: i pazienti FIT, gli UNFIT e i Fragili, dimostrando che la sopravvivenza dei tre gruppi diminuisce in modo significativo passando dai primi (FIT) ai terzi (Fragili). La novità del progetto consiste nell’aver creato un nuovo punteggio basato non solo sull’età, il tipo di linfoma e la presenza di altre patologie ma anche sulla capacità di autonomia del paziente nelle funzioni primarie e relazionali. Grazie all’integrazione di tutti questi parametri si potranno ridisegnare i criteri di inserimento dei pazienti anziani nei trials clinici.

I poster scientifici targati FIL presentati durante l’ASH sono quello della dott.ssa Annalisa Chiappella, ematologa presso l’lstituto Nazionale Tumori di Milano, sui risultati preliminari dello studio FIL_VERAL12 riguardante i pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule recidivato/refrattario e quello dello studio FIL_ReRi del dott. Guido Gini ematologo presso gli Ospedali Riuniti di Ancona riguardante il trattamento con Lenalidomide + Rituximab nei pazienti anziani con linfoma diffuso a grandi cellule.

Grazie a questi contributi scientifici presentati in un ambito di assoluto prestigio come l’ASH la Fondazione ribadisce la sua importanza internazionale nella ricerca sui linfomi.

 

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