Ricerca scientifica

Bando Roche per la Ricerca 2020: FIL vincitrice con uno studio sul linfoma diffuso a grandi cellule B

Il progetto “Modulating Liver X Receptors (LXRs) in tumor-infiltrating macrophages to develop new therapeutic strategies in Diffuse Large B-cell Lymphoma”, presentato da FIL con la Dott.ssa Maria Carmela Vegliante come Principal Investigator è risultato vincitore del Bando Roche per la Ricerca 2020 nella sezione Ematologia Oncologica.

La Dott.ssa Vegliante, biotecnologa, svolge la propria attività di ricercatrice presso l’IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari e svilupperà l’attività di ricerca con il team del Laboratorio di Diagnostica Ematologica e Terapia Cellulare, coordinato dal dott. Sabino Ciavarella (U.O. di Ematologia, Dir. Dr. Attilio Guarini), in collaborazione con l’IRCCS-Istituto Europeo di Oncologia e la Fondazione Italiana Linfomi.

Il progetto di ricerca sul linfoma diffuso a grandi cellule B

Lo studio si focalizzerà su uno dei tumori ematologici più frequenti e aggressivi, il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), ancora caratterizzato da una percentuale (circa il 40%) di pazienti che non risponde alla immuno-chemioterapia standard.

In particolare, il gruppo di ricerca studierà la componente non maligna che circonda il tumore e che può giocare un ruolo importante nella progressione della malattia.

L’obiettivo principale del progetto sarà la caratterizzazione del ruolo dei recettori nucleari “LXR”, in particolare dell’isoforma α, in una specifica popolazione immunitaria del microambiente tumorale, i macrofagi, che a seconda di stimoli esterni possono agire da alleati o nemici del tumore.

Lo studio proposto prevede un approccio multidisciplinare che coinvolgerà anche bio-matematici per l’analisi del ruolo prognostico del recettore LXR mediante metodi computazionali e per la validazione dei risultati ottenuti su ampie casistiche indipendenti di pazienti con DLBCL (tra le quali quella ricompresa nello studio RI-CHOP guidato dalla stessa FIL).

L’originalità dell’ipotesi alla base del progetto premiato dal Bando Roche per la Ricerca 2020 consiste nell’esistenza di una significativa diversità tra i pazienti al momento della diagnosi, legata alla componente immunitaria della malattia e indipendente da quella tumorale.

Le sottopopolazioni immunitarie, infatti, potrebbero condividere caratteristiche fenotipiche simili, ma differire nella loro funzione, influenzando la sopravvivenza dei pazienti. Quest’ultimo aspetto può aprire scenari terapeutici innovativi finora inesplorati.

I ricercatori prevedono lo sviluppo di modelli di colture cellulari tridimensionali e l’utilizzo di tumoroidi creati con cellule prelevate da pazienti per una maggiore comprensione della biologia del recettore LXR e della sua potenziale modulazione con finalità terapeutiche.

Il progetto, valutato da una commissione indipendente di esperti, è stato finanziato con un grant incondizionato elargito dalla Fondazione Roche, pari a € 50.000,00 e prenderà ufficialmente avvio entro la fine del prossimo ottobre.

 

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