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Premiazioni ai ricercatori, alle Commissioni e ai Centri FIL

Il pomeriggio si è concluso con uno dei momenti più attesi della Riunione Plenaria: le premiazioni che celebrano il valore della ricerca, l’impegno delle Commissioni e la creatività dei Centri FIL.

Premio Ercole Brusamolino – XII edizione

In collaborazione con AIL, la Fondazione ha assegnato 10.000€ complessivi per tre pubblicazioni scientifiche sui linfomi firmate da giovani ricercatori sotto i 40 anni.

Sezione lavoro clinico sui linfomi

Vincitore: Dott. Giovanni Manfredi Assanto
Pubblicazione: Predicting thrombotic risk in patients with classical Hodgkin lymphoma: Thro-HL multicenter study – HemaSphere

Nel linfoma di Hodgkin classico (cHL) non esistono indicazioni precise su a chi eseguire la profilassi per la formazione di trombi (coaguli di sangue), nonostante il rischio non sia trascurabile. Questo studio ha analizzato 470 pazienti trattati tra il 2014 e il 2022, senza terapie preventive per la trombosi, e ha scoperto che il 12% ha sviluppato un evento trombotico, quasi esclusivamente entro 3 mesi dalla diagnosi.

I punteggi di valutazione del rischio trombotico più usati (ThroLy e Khorana) non si sono dimostrati efficaci nel prevedere chi fosse più a rischio, probabilmente perché non specifici per la patologia. I ricercatori hanno quindi sviluppato un nuovo modello predittivo specifico per il linfoma di Hodgkin, chiamato Thro-HL, basato su fattori come:

  • presenza di una massa tumorale voluminosa (bulky disease)
  • stato generale compromesso (ECOG 2–4)
  • uso di catetere venoso centrale ad inserzione periferica (PICC)
  • coinvolgimento del mediastino

Il nuovo punteggio suddivide i pazienti in tre fasce di rischio (basso, intermedio, alto) con tassi di trombosi progressivamente più elevati. Rappresenta uno strumento facilmente applicabile nella pratica clinica e che potrebbe aiutare in futuro a decidere quando e per chi è utile eseguire la profilassi antitrombotica, tuttavia è necessario che sia validato in un’esperienza prospettica più ampia.

Sezione lavoro non clinico sui linfomi

Vincitrice: Dott.ssa Valeria Cancila
Pubblicazione: Aggressive B cell lymphomas retain ATR-dependent determinants of T cell exclusion from the germinal center dark zoneThe Journal of Clinical Investigation

Nel nostro sistema immunitario, i centri germinativi (GC) sono aree specifiche dei linfonodi dove le cellule B si moltiplicano e si specializzano. Queste aree si dividono in due zone: la zona scura (dark zone, DZ) e la zona chiara (light zone). Alcuni linfomi aggressivi, come il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL), mostrano caratteristiche genetiche simili a quelle della zona scura e sono associati a prognosi peggiori.

Abbiamo identificato una firma molecolare della zona scura del centro germinativo, correlata all’esclusione dei linfociti T in questo comparto, cellule fondamentali per attivare la risposta immunitaria contro il tumore. Attraverso tecniche avanzate di analisi spaziale dei tessuti, i ricercatori hanno collegato questa “esclusione” dei linfociti T a specifici meccanismi molecolari di risposta al danno del DNA e compattazione della cromatina.

Un ruolo chiave è svolto dalla proteina ATR, che regola la risposta al danno del DNA. Inibendo ATR nei modelli sperimentali, è stato possibile riattivare l’ingresso dei linfociti T e modificare il profilo genetico immunosoppressivo del linfoma.

Questi risultati suggeriscono che bloccare ATR potrebbe aiutare a superare la “chiusura immunitaria” del tumore, rendendo più efficaci le terapie immunologiche nei linfomi aggressivi con caratteristiche simili alla zona scura dei centri germinativi.

Sezione lavoro non clinico sui linfomi

Vincitore: Dott. Francesco De Felice
Pubblicazione: CAR+ extracellular vesicles predict ICANS in patients with B cell lymphomas treated with CD19-directed CAR T cellsThe Journal of Clinical Investigation

Una delle complicazioni più temute dopo la terapia CAR-T nei linfomi è un quadro di neurotossicità noto come Immune effector Cell-Associated Neurotoxicity Syndrome ICANS, che può comparire improvvisamente nei giorni successivi all’infusione. Finora, è stato difficile prevedere l’insorgenza di questa tossicità, essendo i segnali precoci e specifici legati all’attivazione delle cellule CAR-T poco chiari.

Questo studio ha individuato un nuovo potenziale indicatore precoce: le vescicole extracellulari CAR+ (CAR+EVs), piccole particelle rilasciate nel sangue dalle cellule CAR-T subito dopo il contatto con l’antigene. I ricercatori hanno osservato che queste vescicole compaiono già un’ora dopo l’infusione e che un’alta concentrazione nei primi momenti è in grado di predire con alta sensibilità e specificità l’insorgenza di ICANS.

Inoltre, è stato evidenziato come queste vescicole possano danneggiare le cellule nervose, suggerendo un possibile coinvolgimento diretto nella comparsa dei sintomi neurologici.

In sintesi, il monitoraggio delle CAR+EVs nel sangue potrebbe diventare uno strumento utile per prevedere in anticipo le complicanze neurologiche e intervenire tempestivamente nei pazienti trattati con CAR-T.

Bando Giovani Ricercatori – VIII edizione

Il Bando Luigi Resegotti, promosso da FIL e Fondazione GRADE Onlus, ha assegnato 100.000€ a un progetto di ricerca ideato e condotto da un giovane ricercatore under 40.

Vincitore: Dott. Giovanni Manfredi Assanto
Progetto: IMMUNO MOZART

Il progetto IMMUNO MOZART studia gli effetti immunologici di una nuova combinazione terapeutica senza chemioterapia per i pazienti con linfoma follicolare recidivante o refrattario. Si basa sull’uso di due farmaci innovativi: mosunetuzumab, un anticorpo che attiva il sistema immunitario contro le cellule tumorali, e zanubrutinib, un inibitore che può potenziare l’efficacia delle difese immunitarie.

L’obiettivo è capire come queste terapie influenzano i linfociti T – cellule fondamentali per l’immunità – e se è possibile prevedere quali pazienti risponderanno meglio al trattamento. Il progetto prevede analisi approfondite su campioni di sangue e tessuto per monitorare la risposta del sistema immunitario nel tempo.

“In uno scenario terapeutico che cerca di allontanarsi dalla chemioterapia convenzionale, e che fa sempre più affidamento su terapia immunologiche, poter predire quale trattamento avrà la massima efficacia per quel determinato paziente, diventa la priorità della medicina di precisione. Con questo studio puntiamo a valutare la fitness immunologica dei pazienti trattati con questa combinazione, e a misurarne l’impatto sul successo del trattamento con un approccio definito multiomico. I dati derivanti da questo progetto potranno potenzialmente fornire le basi per ottimizzare nuovi approcci terapeutici senza chemioterapia o permetteranno di scegliere sulla base della fitness immunitaria del paziente il trattamento più adatto.” dichiara il Ricercatore.

FIL Club – V edizione

Grazie al contributo di aziende, enti del Terzo Settore e privati, sono stati raccolti 200.000 € a sostegno di un progetto di ricerca di una delle 13 Commissioni FIL.

Progetto vincitore: FIL4LIFE, coordinato dal Dott. Guido Gini – Commissione Lungosopravviventi, Comorbidità e Qualità della vita.
Una piattaforma digitale dedicata alla qualità della vita dei pazienti con linfoma, che li accompagna nel follow-up monitorando:

  • cardiotossicità
  • perdita ossea/osteoporosi
  • fertilità
  • disturbi neurocognitivi
  • aspetti nutrizionali e stili di vita

Con strumenti di engagement e gamification, FIL4LIFE trasforma il follow-up da semplice controllo medico a percorso attivo di benessere.

“Grazie a tutti i sostenitori del FIL Club che con il loro contributo rendono possibile la ricerca indipendente sui linfomi”.

Contest fotografico “Istanti di Vita e di Cura”

In chiusura, spazio all’emozione delle immagini:

  • Centro FIL ASL Roma 1 ha vinto nelle categorie “Vita di reparto” e “Momenti FIL”
  • Centro FIL Brescia – Ematologia ha vinto per “Laboratorio”
  • ASL Roma 1 ha ottenuto anche la menzione speciale per la foto più votata dalla giuria di volontari FIL Friends

Un grazie che guarda al futuro

La giornata si è conclusa celebrando il valore della ricerca indipendente e l’impegno condiviso di ricercatori, personale sanitario, volontari e donatori. Ogni premio è stato un segno concreto di fiducia nel futuro e nella forza delle persone che rendono possibile il lavoro della Fondazione Italiana Linfomi.

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