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Plenaria FIL 2025 – Un pomeriggio ricco di scienza, collaborazioni e riconoscimenti

Il secondo pomeriggio della riunione plenaria FIL 2025 è stato un concentrato di aggiornamenti scientifici, nuovi progetti, confronto tra esperti e momenti di celebrazione.

Commissione Linfomi T

Sotto la guida della Dott.ssa Cinzia Pellegrini, la Commissione Linfomi T ha presentato i progressi di tre studi rilevanti:

  • Studio Selinexor-IDE: il trial multicentrico di fase II, che coinvolge 9 centri italiani, ha concluso l’arruolamento di 30 pazienti con linfoma T recidivato o refrattario. I primi dati preliminari sono stati condivisi, con focus sull’efficacia della combinazione Selinexor + schema chemioterapico IDE.
  • Studio BEGEV-BGEV NHL T: uno studio osservazionale retrospettivo su regimi chemioterapici a base di bendamustina e gemcitabina. I primi risultati, ottenuti su 20 pazienti coinvolti in 9 centri italiani, puntano a validare queste combinazioni nella pratica clinica.
  • Nuovo progetto FIL_BREAL: sostenuto da donazioni in memoria di Antonio Candidi, lo studio raccoglierà dati clinici e biologici su pazienti con linfoma anaplastico a grandi cellule trattati con BV-CHP, per migliorare la comprensione e l’uso clinico del trattamento.

Incontro con gli Study Coordinator

Nell’incontro con gli Study Coordinator (figure fondamentali nella gestione operativa degli studi clinici: si occupano del coordinamento tra i diversi attori coinvolti, assicurano il rispetto dei protocolli e delle normative, e contribuiscono a garantire la qualità e la sicurezza nella conduzione della ricerca) le referenti FIL dell’area Gestione Studi e dell’area Farmacovigilanza si sono confrontati sulle principali modifiche introdotte nella nuova versione delle GCP (“Good Clinical Practice”, R3 di luglio 2025). Le GCP rappresentano una linea guida internazionale per la corretta conduzione delle sperimentazioni cliniche, al fine di garantire che gli studi clinici sui farmaci siano sicuri per i partecipanti, etici, cioè che rispettino i diritti e il benessere delle persone e affidabili, ovvero che producano dati veri e di qualità.

Inoltre, sono state condivise le modalità adottate dalla FIL per la raccolta delle segnalazioni dei “Suspected Serious Breaches”: violazioni gravi della normativa o del protocollo che possono mettere a rischio la sicurezza o la salute dei partecipanti o compromettere l’integrità e l’affidabilità dei dati dello studio. Queste violazioni devono essere valutate dallo Sponsor e, se confermate gravi, devono essere notificate alle Autorità competenti attraverso il portale europeo delle sperimentazioni cliniche (CTIS).

Commissione Linfomi Cutanei

La Commissione Linfomi Cutanei, coordinata dal Prof. Pietro Quaglino, ha presentato lo stato di avanzamento dei principali progetti attivi:

  • FIL_MOGA: si è da poco concluso lo studio FIL_MOGA, che ha analizzato l’utilizzo del mogamulizumab nella pratica clinica reale. L’obiettivo era valutare il tipo di pazienti trattati, i risultati clinici ottenuti e il profilo di tollerabilità del farmaco.
  • FIL_CTCL: è attualmente in corso questo progetto osservazionale, finalizzato a registrare in real life le terapie sistemiche utilizzate per la micosi fungoide e la sindrome di Sézary.
  • È inoltre in fase avanzata di sviluppo un terzo studio real life, che riguarderà l’uso della clormetina topica (una chemioterapia topica) in pazienti con micosi fungoide. L’apertura dell’arruolamento è prevista a breve.

Oltre a questi, la Commissione è impegnata anche in due ulteriori progetti:

  • Registro clinico nazionale: è in fase di attivazione un registro prospettico per tutte le nuove diagnosi di linfoma cutaneo in Italia. Il suo obiettivo è raccogliere dati clinico-patologici, sul decorso della malattia e sui trattamenti effettuati, per costruire una casistica omogenea e utile alla ricerca.
  • Studio sulla qualità di vita: questo studio mira a valutare l’impatto della malattia sulla qualità di vita dei pazienti con linfoma cutaneo. I risultati potranno contribuire a integrare questi aspetti nei criteri di valutazione della risposta clinica alle terapie.

Gruppo di Lavoro Terapie Innovative

Il Gruppo di lavoro terapie innovative, coordinato dal Prof. Andrés J.M. Ferreri, ha presentato lo stato di arruolamento dello studio FIL_MAB, primo studio nato all’interno del gruppo di lavoro con l’obiettivo finale di creare un registro di dati di oltre 1500 pazienti affetti da linfomi non hodgkin B che verranno trattati nella pratica clinica con i nuovi anticorpi monoclonali bispecifici e farmaco-coniugati. Lo studio è al suo secondo anno di arruolamento e ha già registrato i dati di oltre 600 pazienti provenienti da 86 centri FIL grandi e piccoli di tutta Italia.
Per i pazienti con DLBCL in recidiva e refrattari che hanno invece eseguito un trattamento con terapia cellulare CAR-T continua l’arruolamento dello studio SAR-CAR, studio con arruolamento aperto che si pone l’obiettivo di misurare lo stato di sarcopenia come valore predittivo di outcome e di impatto sulla qualità di vita dei pazienti. Sono stati scrennati 81 pazienti e infusi 61 pazienti con diversi prodotti cellulari. Di recente attivazione è inoltre lo studio neuro-CART che ha l’obiettivo di studiare la tossicità a lungo termine post-CAR-T misurando i disturbi cognitivi con questionari neurocognitivi dedicati. Tale studio è un altro esempio di studio di collaborazione multidisciplinare con diverse figure professionali come i neurologi.
In conclusione, il Gruppo di Terapie Innovative sta assumendo sempre di più il ruolo di un team multidisciplinare ad impostazione trasversale fra le diverse Commissioni Scientifiche FIL, diventando uno strumento importante nella crescita della ricerca contro i linfomi.

Commissione Anatomo Patologi

Coordinata dalla Prof.ssa Arianna Di Napoli, la Commissione ha ribadito il ruolo cruciale delle revisioni delle diagnosi. Queste istologiche centralizzate rivestono un ruolo fondamentale negli studi clinici, poiché garantiscono l’accuratezza e la coerenza della diagnosi patologica su cui si basano le valutazioni cliniche e terapeutiche. Un’analisi istologica centralizzata o revisionata da esperti indipendenti consente di ridurre la variabilità inter-osservatore, assicurando una classificazione uniforme dei campioni e una corretta stratificazione dei pazienti. In questo contesto, la patologia digitale rappresenta un importante strumento di supporto, permettendo la condivisione rapida e standardizzata delle immagini istologiche tra patologi.

É stato inoltre mostrato come l’accrescimento delle conoscenze biologiche dei linfomi impatta sulla loro corretta classificazione nosologica, sottolineando l’importanza dell’integrazione tra dati morfologici, immunofenotipici e molecolari per una diagnosi sempre più precisa e clinicamente significativa.

Gruppo Statistici

Ha proseguito il Gruppo Statistici, coordinato dal Dott. Giovannino Ciccone, che ha sottolineato come uno dei limiti della ricerca clinica sui nuovi trattamenti sia la scarsa rappresentatività dei pazienti inclusi nelle sperimentazioni cliniche rispetto ai pazienti che si incontrano nella pratica clinica quotidiana. Nelle sperimentazioni cliniche vengono inclusi con minore frequenza soggetti di sesso femminile, le fasce di popolazione con età avanzata o con altri problemi di salute o pazienti che hanno problemi a seguire con buona aderenza i trattamenti e i controlli previsti dallo studio. I risultati ottenuti studiando queste popolazioni selezionate in modo favorevole spesso non vengono confermati nella pratica clinica. Per ridurre questi problemi di riproducibilità dei risultati delle sperimentazioni negli ultimi anni sono stati proposti studi che includono la popolazione realmente trattata, utilizzando anche dati raccolti routinariamente (es. cartelle cliniche, registri, definiti Real World Data) e disegni di studio non necessariamente sperimentali, per ottenere risultati più realistici (Real World Evidence).

Tra i vari disegni proposti, i Target Trial Emulation (TTE) rappresentano un approccio innovativo per valutare gli effetti dei trattamenti da dati osservazionali, ricostruendo, per quanto possibile, la struttura di uno studio clinico sperimentale che confronta gruppi di pazienti omogenei (trial randomizzato). I TTE consentono di valutare gli effetti dei trattamenti in contesti reali, su popolazioni più ampie e meno selezionate rispetto a quelle dei trial tradizionali. Inoltre, possono essere particolarmente utili quando un vero trial non è fattibile per motivi etici, logistici, economici o per la rarità della condizione da studiare. Tuttavia, l’emulazione è possibile solo per strategie di trattamento ben definite e osservabili nei dati, e l’assenza di randomizzazione comporta inevitabilmente un rischio di distorsioni (bias e confondimento). Per questo la fase di disegno e di analisi richiede grande rigore metodologico, al fine di minimizzare le distorsioni e produrre risultati credibili e utili per la pratica clinica.

Presentata nuova edizione del Master

Il nuovo Master universitario di II livello in Diagnosi e Terapia dei pazienti con linfoma e malattie linfoproliferative, presentato dal Prof. Francesco Zaja, rappresenta un’importante opportunità formativa, sviluppata in collaborazione tra l’Università degli Studi di Trieste, Università degli Studi di Udine e la FIL. Il corso prenderà il via nel 2026.

Premiazioni ai ricercatori, alle Commissioni e ai Centri

Il pomeriggio si è concluso con le premiazioni:

– della XII edizione del Premio Ercole Brusamolino: bando da 10.000 € in collaborazione con AIL per tre pubblicazioni scientifiche sui linfomi con a primo nome ricercatori sotto i 40 anni;

– della VIII edizione del Bando Giovani Ricercatori – Luigi Resegotti: 100.000€ messi a disposizione in collaborazione con Fondazione GRADE Onlus per un progetto di ricerca ideato e condotto da un ricercatore under 40;

– V edizione del progetto FIL CLUB: 200.000€ raccolti grazie alla rete di privati, aziende ed enti del Terzo Settore per un progetto di ricerca promosso da una delle 13 Commissioni Scientifiche FIL.

Scopri di più sui progetti vincitori.

Si sono poi tenute le premiazioni del Contest fotografico “Istanti di Vita e di Cura”. Lanciato ufficialmente alla Riunione plenaria 2024 di Verona, il concorso ha premiato le immagini più significative dal mondo della cura. A votare sono stati 33 FIL Friends, ovvero i volontari della Fondazione. A vincere le tre categorie:

  • Centro FIL ASL Roma 1 – per le 2 categorie “Vita di reparto” e “Momenti FIL”;
  • Centro FIL Brescia – Ematologia – per la categoria “Laboratorio”;
  • Centro FIL ASL Roma 1 – menzione speciale per la foto più votata.

A domani

Le attività riprenderanno domani con ulteriori contributi scientifici, momenti di confronto e iniziative pensate per rafforzare il legame tra ricerca, cura e società.

Programma

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