Paziente

I pazienti lungoviventi protagonisti della ricerca FIL

Il tasso di persone lungoviventi a linfoma, ovvero di pazienti che hanno concluso i trattamenti anti-tumorali da almeno 5 anni, è in continuo incremento. Le terapie oncologiche possono determinare anche a distanza di diversi anni alcune tossicità tardive, che si manifestano con quadri patologici che alterano la qualità della vita del paziente. È pertanto fondamentale individuare precocemente tali alterazioni ma anche prevenirle mediate strategie di prevenzione terziaria. Le principali tossicità tardive che possono svilupparsi nel paziente trattato per linfoma sono la cardiotossicità, le seconde neoplasie, l’infertilità e i disordini del sistema endocrino-metabolico e neuro-cognitivo.

La ricerca clinica in termini di lungovivenza a linfoma sta mirando negli ultimi anni ad uniformare il monitoraggio dei pazienti, rendendo il follow-up multidisciplinare e dedicato, ed a prevenire le sequele tardive mediante la correzione dei fattori di rischio. Le attuali linee guida sul monitoraggio del paziente guarito dopo trattamenti oncologici sono basate soprattutto sulle evidenze emerse dalle esperienze con i tumori solidi.

In questo contesto nasceva ad inizio 2019 un progetto di ricerca clinica multidisciplinare della  Commissione FIL “Lungosopravviventi, Comorbidità e Qualità della Vita” volto ad analizzare, con la metodologia della revisione sistematica, le evidenze disponibili nella letteratura scientifica internazionale circa l’incidenza, la diagnosi precoce, il monitoraggio e la prevenzione delle principali tossicità a lungo termine dei trattamenti, con particolare riferimento ai pazienti adulti guariti da oltre 5 anni da Linfoma di Hodgkin classico e Linfoma diffuso a grandi cellule B.  Il linfoma di Hodgkin insorge prevalentemente nella II-III decade di vita, rendendo rilevante l’ottenimento di un approccio standardizzato per la prevenzione e diagnosi precoce delle tossicità tardive.

Il progetto, che si è concluso dopo tre anni di lavoro a marzo 2022, è stato coordinato dal dr. Attilio Guarini, responsabile della commissione lungosopravviventi per il biennio 2020-2021, dalla dr.ssa Carla Minoia, componente della commissione lungosopravviventi, e, per la parte metodologica, dalle dr.sse Chiara Gerardi ed Eleonora Allocati dell’Istituto “Mario Negri” di Milano. Il gruppo di lavoro era composto da circa 20 ricercatori della FIL includenti onco-ematologi, radioterapisti, cardiologi, ginecologi, endocrinologi, nutrizionisti, psicologi.

Attraverso questo lavoro di ricerca multi-disciplinare è stato possibile riassumere le evidenze della letteratura in sette articoli scientifici pubblicati sulla rivista internazionale indicizzata Cancers nell’ambito di una special issue (collezione di articoli scientifici incentrati su una tipologia di argomento) dedicata al progetto, dal titolo “Lymphoma survivorship”.

Lo studio condotto ha portato ai seguenti risultati:

  • la creazione di una raccolta unica e aggiornata sulle sequele a lungo termine dei trattamenti e sulle metodiche e tempistiche di monitoraggio;
  • la valutazione del rischio individuale del paziente in relazione al tipo di trattamento anti-tumorale ricevuto, al fine di strutturare gli screening mirati soprattutto per le tossicità tardive cardiovascolari e per le seconde neoplasie, al fine di migliorarne la prognosi;
  • sottolineare l’importanza di studiare anche tossicità meno note come quelle neuro-cognitiva e metabolica;
  • sviluppare dei programmi di prevenzione della fertilità;
  • proporre un modello strutturato, multi-disciplinare e basato sulle evidenze scientifiche per questa popolazione crescente di pazienti;
  • rafforzare in questa popolazione di pazienti il concetto di correzione degli stili di vita a rischio, come l’abitudine tabagica, il sovrappeso, l’inattività motoria, la dieta non equilibrata, al fine di prevenire alcune sequele tardive e di migliorare il benessere psico-fisico dei pazienti.

Nella special issue sono stati pertanto esaminati in maniera approfondita tutti gli aspetti della lungo vivenza a linfoma.

Attraverso questa analisi, è stato inoltre possibile individuare gli ambiti che la ricerca clinica può contribuire a migliorare. Sono infatti in corso di stesura ed ideazione nell’abito della commissione FIL alcuni studi clinici prospettici che saranno avviati nel prossimo periodo. Nello specifico il primo studio clinico in partenza andrà a valutare l’efficacia dell’applicazione di una scheda di monitoraggio standardizzata o Survivorship Care Plan (SCP), appositamente disegnata, in termini di qualità della vita e prevenzione delle sequele tardive.

Per la conduzione del progetto di ricerca che è stato qui riassunto e per gli studi futuri è stato fondamentale il finanziamento di AIL (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma) e della Banca di Credito Cooperativo di Castellana Grotte (BA).

 

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