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Linfoma e pazienti stranieri: come accedere alle cure in Italia

Il linfoma è una patologia oncologica del sistema linfatico che richiede un percorso diagnostico e terapeutico tempestivo e strutturato. In Italia sono disponibili trattamenti avanzati, tra cui chemioterapia, immunoterapia (incluse le terapie con cellule CAR-T), radioterapia, trapianto di cellule staminali, erogati all’interno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).

Ma si può curare un linfoma in Italia se si è stranieri?  La risposta è sì. Ma le modalità di accesso alle cure cambiano in base alla posizione amministrativa della persona. Comprendere le modalità di accesso è essenziale per avviare correttamente il percorso di diagnosi e trattamento. In questo articolo ti spieghiamo chi ha diritto alle cure, quali trattamenti sono garantiti e come accedere concretamente al sistema sanitario italiano.

Un diritto fondamentale

In Italia, la salute è un diritto fondamentale della persona, riconosciuto dall’articolo 32 della Costituzione e tutelato anche dalla normativa europea. Questo diritto non riguarda solo i cittadini italiani, ma tutti gli individui presenti sul territorio, indipendentemente dalla nazionalità. Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) garantisce, quindi, l’accesso alle cure anche ai cittadini stranieri. Tuttavia, le modalità e il livello di copertura possono variare in base alla situazione della persona. Per questo motivo, è importante conoscere le diverse possibilità di accesso ai servizi sanitari, così da poter iniziare il percorso di cura nel modo più corretto e tempestivo.

La normativa distingue tra:

  • cittadini stranieri regolarmente soggiornanti
  • cittadini stranieri non regolarmente soggiornanti
  • cittadini dell’Unione Europea

Questa distinzione incide sul tipo di assistenza erogata e sulle modalità di accesso alle cure.

Accesso alle cure per stranieri con permesso di soggiorno

I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia sono tenuti, nella maggior parte dei casi, all’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, che rappresenta il principale strumento di accesso alle cure.

Cosa significa in concreto? Questa iscrizione non è solo un passaggio amministrativo, ma permette di essere seguiti in modo continuativo all’interno del sistema sanitario pubblico.  Una volta iscritti, è possibile scegliere un medico di medicina generale o un pediatra di libera scelta e accedere a tutte le prestazioni sanitarie, comprese quelle specialistiche e ospedaliere necessarie per la diagnosi e la cura del linfoma, come visite ematologiche, esami diagnostici, tutte le terapie per il linfoma, ricoveri e follow-up.  L’iscrizione al SSN ha la stessa durata del permesso di soggiorno e rimane valida anche durante la fase di rinnovo (art. 42 del DPR 394/99).

Come fare: Vai alla tua ASL à Richiedi l’iscrizione al SSN à Ottieni la tessera sanitaria

Da quel momento accedi alle cure pagando solo eventuali ticket. Ogni visita specialistica comporta il pagamento di una quota di partecipazione alla spesa sanitaria (ticket), come avviene per i cittadini italiani, con possibili esenzioni in presenza di specifiche condizioni, come per le patologie oncoematologiche.

Accesso alle cure per stranieri senza permesso di soggiorno (irregolare)

Anche in assenza di regolare permesso di soggiorno, il sistema sanitario italiano garantisce comunque l’accesso alle cure. Questo avviene attraverso il codice STP ovvero “Straniero Temporaneamente Presente”, che rappresenta uno strumento fondamentale di tutela della salute pubblica.

Il codice STP viene rilasciato dalle aziende sanitarie locali (ASL) o direttamente dalle strutture ospedaliere e consente di accedere alle prestazioni sanitarie senza che ciò comporti segnalazioni alle autorità. Ha una validità limitata nel tempo, generalmente sei mesi, ma può essere rinnovato.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il tipo di cure garantite. La normativa prevede infatti l’accesso non solo alle cure urgenti, ma anche a quelle definite essenziali, cioè tutte le prestazioni necessarie per evitare un peggioramento dello stato di salute. Questo include esplicitamente le patologie gravi e croniche e i relativi percorsi terapeutici, come quelli ematologici. Nel caso del linfoma, ciò significa che il paziente può essere preso in carico e seguito nel tempo, con accesso a diagnosi, trattamenti e controlli, sia in regime di ricovero standard che di ricovero diurno, senza limitarsi a interventi d’emergenza.

Per quanto riguarda i costi, la partecipazione alla spesa sanitaria è prevista esclusivamente per prestazioni ambulatoriali o per farmaci non correlati alla patologia ematologica esente. In presenza di condizioni economiche difficili, è comunque possibile dichiarare lo stato di indigenza e ottenere l’esenzione dal pagamento.

Cittadini dell’Unione Europea e codice ENI

La situazione dei cittadini dell’Unione Europea segue una logica in parte diversa. In presenza della Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM), è possibile accedere alle cure necessarie durante un soggiorno temporaneo in Italia. Questo tipo di assistenza è pensato per prestazioni non programmabili, mentre per trattamenti pianificati, come quelli ematologici, possono essere richieste procedure di autorizzazione preventiva.

Quando la persona non dispone di copertura sanitaria nel proprio Paese o non può utilizzare la TEAM, può essere attribuito il codice ENI (Europeo Non Iscritto), che consente l’accesso alle cure essenziali, inclusa la gestione di malattie importanti come il linfoma. Anche in questo caso, la finalità è garantire la continuità assistenziale, soprattutto in presenza di patologie rilevanti.

Comprendere e farsi comprendere

Un aspetto fondamentale del percorso di cura è la comunicazione con il personale sanitario. Quando la lingua rappresenta una barriera, è previsto il supporto di interpreti e mediatori linguistico-culturali. Questo permette di comprendere correttamente la diagnosi, le terapie e tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni consapevoli.

 

Ioana Mogos
Infermiera presso Ospedale Maggiore Policlinico di Milano

Comitato di Redazione FIL

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