vaccinazione

Vaccinazione per COVID-19: le linee guida per soggetti con malattie ematologiche

La Fondazione Italiana Linfomi riporta di seguito un estratto dei punti principali delle linee guida redatte dalla SIE (Società Italiana di Ematologia) e dal GITMO (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo) riguardanti la vaccinazione per COVID-19 nei soggetti con malattie del sangue e sottoposti a trapianto di cellule staminali:

  • La vaccinazione per COVID-19 è raccomandata per i pazienti con malattie del sangue oncologiche, non oncologiche e per i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche o altra terapia cellulare (come ad esempio il trattamento con cellule CAR T)
  • Gli enti regolatori ritengono sicuri e maggiormente efficaci i vaccini ad mRNA nei soggetti immunocompremessi (attualmente quindi si parla dei vaccini Pfizer- BioNTech e Moderna). Al momento il vaccino Astra Zeneca non viene controindicato nei pazienti ematologici ma considerato di seconda scelta rispetto ai vaccini ad mRNA. L’uso di tale vaccino nei pazienti ematologici potrà essere consigliato laddove non siano disponibili vaccini ad mRNA
  • Nei pazienti con malattia oncoematologica si consiglia la vaccinazione preferibilmente all’esordio della malattia con ciclo vaccinale da completare, se possibile, almeno 2-4 settimane prima dell’inizio di una qualsiasi terapia immunosoppressiva o citoriduttiva. Tuttavia, la vaccinazione per SARS CoV-2 non dovrà rappresentare motivo di ritardo terapeutico nei casi di malattia aggressiva che richieda trattamento urgente
  • Nei casi in cui il paziente sia già in trattamento con chemioterapia fortemente mielosoppressiva o con farmaci come anticorpi anti CD20, anti CD 22 e CAR T , è preferibile rinviare la vaccinazione a 6 mesi dopo la sospensione di tali terapie
  • Nei pazienti sottoposti a trattamenti con chemioterapia moderatamente mielosoppressiva, e trattamenti prolungati con steroidi, inibitori delle tirosinchinasi, agenti ipometilanti, inibitori del proteosoma, agenti immunomodulanti la vaccinazione andrà effettuata appena possibile anche durante il periodo di somministrazione di tali terapie
  • Nei pazienti sottoposti a trapianto allogenico di cellule staminali la vaccinazione è consigliata a partire da 3 mesi dal trapianto in base al trattamento immunosoppressivo in atto (in periodi a bassa diffusione dell’infezione virale la vaccinazione potrà essere procrastinata dopo 6 mesi dal trapianto con l’obiettivo di cogliere una fase immunologicamente più favorevole)
  • Nel trapianto autologo di cellule staminali la vaccinazione potrà essere praticata dopo tre mesi dal trapianto
  • Per quanto riguarda i donatori di cellule staminali questi potranno essere vaccinati, sia con vaccino ad mRNA che con vaccino a vettore non replicante, anche a ridosso della donazione
  • La vaccinazione per SARS CoV-2 è indicata anche nei soggetti che hanno già contratto COVID-19 in forma sintomatica o asintomatica in quanto la vaccinazione sembra migliorare l’immunizzazione derivante dalla pregressa infezione
  • Considerando che l’entità della risposta alla vaccinazione non è prevedibile è importante che i pazienti continuino a rispettare le regole igieniche e di distanziamento sociale finalizzate alla prevenzione del contatto con SARS CoV-2
  • Particolarmente per i pazienti che, per vari motivi, non hanno effettuato la vaccinazione anti COVID-19, ed anche per coloro che l’hanno effettuata ma che potrebbero avere una risposta vaccinale non ottimale, è fortemente raccomandata la vaccinazione dei familiari e dei conviventi dei pazienti (con i criteri di priorità definiti per la popolazione generale) al fine di contenere le possibilità di contagio. Si sottolinea nuovamente che, in base alle attuali conoscenze, l’avvenuta vaccinazione non dovrà rappresentare una garanzia di non contagiosità, pertanto le misure di igiene e distanziamento sociale dovranno comunque essere mantenute

 

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