SIE 2025

La ricerca FIL al Congresso SIE 2025

Dal 20 al 22 ottobre 2025 si è svolto a Milano il 52° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia, uno dei principali appuntamenti della comunità scientifica ematologica in Italia.

Anche quest’anno, la Fondazione Italiana Linfomi ha avuto un ruolo da protagonista, presentando ben otto contributi scientifici: 3 Comunicazioni Orali, 3 Poster Discussi e 2 Poster.

Gli studi presentati coprono aspetti fondamentali della ricerca sui linfomi: dalle terapie più innovative per i pazienti refrattari o recidivati, fino alle strategie per migliorare la qualità di vita dei pazienti lungo-sopravviventi. Un impegno a 360° che mostra quanto sia importante la ricerca clinica per rispondere ai bisogni reali delle persone.

Comunicazioni Orali

Terapia con vitamina D nei pazienti anziani con DLBCL
Lo studio FIL_PREVID, promosso dalla Commissione Anziani della FIL, ha coinvolto oltre 340 pazienti anziani con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL). Tutti, prima del 1° ciclo di chemioterapia, hanno ricevuto una terapia di pre-fase con prednisone; i pazienti coinvolti nello studio hanno ricevuto anche la vitamina D. I risultati mostrano che integrare vitamina D non migliora la prognosi. Lo studio sottolinea anche il valore dell’indice EPI (Elderly Prognostic Index) nel riconoscere i pazienti più fragili.

CAR T: una risorsa decisiva per i pazienti con PMBCL recidivato o refrattario
Nei pazienti con linfoma mediastinico primitivo (PMBCL) che non rispondono alle cure iniziali, la terapia con cellule CAR T anti-CD19 si sta dimostrando un’opzione molto promettente. Questo studio, condotto su quasi 200 pazienti, ha messo a confronto chi ha ricevuto CAR T con chi ha avuto trattamenti convenzionali. I dati indicano che chi ha avuto accesso alle CAR T ha avuto una sopravvivenza significativamente migliore.

Le mutazioni genetiche nei pazienti con linfoma mantellare recidivato
Lo studio FIL_MANTLE-FIRST BIO, progetto vincitore del Bando Giovani Ricercatori, ha analizzato i profili genetici di oltre 80 pazienti con linfoma mantellare che hanno avuto una ricaduta o non hanno risposto alla prima linea di cura. I ricercatori hanno identificato diverse mutazioni associate a una progressione più rapida della malattia. Questi dati aiutano a comprendere meglio il comportamento clinico del linfoma mantellare e potrebbero, in futuro, guidare scelte terapeutiche più personalizzate.

Poster Discussi

Il ruolo della delezione CDKN2A nel linfoma mantellare
Un approfondimento del progetto FIL_MANTLE-FIRST BIO ha evidenziato che una specifica alterazione genetica, la delezione 9p21.3 (CDKN2A), è fortemente legata a una progressione precoce della malattia. Questo marcatore potrebbe diventare in futuro un elemento importante per la stratificazione del rischio.

Disordini linfoproliferativi post-trapianto (PTLD)
Quando un paziente riceve un trapianto – sia di organo che di midollo – può sviluppare complicanze rare ma gravi, come i PTLD. Lo studio multicentrico FIL_PTLD ha raccolto dati da numerosi centri italiani per descrivere caratteristiche, prognosi e variabili cliniche di queste patologie, ancora poco conosciute.

Questionario sulle cure palliative e fine vita nei pazienti con linfoma

Un’indagine su 41 centri FIL ha mostrato che, sebbene la maggior parte disponga di servizi di cure palliative, solo pochi professionisti hanno una formazione specifica in questo ambito. Le cure vengono spesso attivate tardi. Nel complesso, i professionisti mostrano un atteggiamento positivo verso l’integrazione precoce delle cure palliative nei pazienti con linfoma.

Poster

Come valutare il coinvolgimento midollare nel linfoma follicolare?
Nel linfoma follicolare, capire se il midollo osseo è coinvolto è fondamentale. Lo studio FIL_FOLL12 ha confrontato tre metodi: biopsia ostermidollare, PET e PCR (test molecolare). Le analisi su 175 pazienti hanno dimostrato che  nessun metodo è perfetto da solo, ma combinandolo con gli altri si migliora l’accuratezza della valutazione. Un passo avanti verso una valutazione più precisa e personalizzata.

Stili di vita e follow-up nei pazienti lungo-sopravviventi
Nello studio FIL_LS-SCP, si valuta l’efficacia di un piano di cura strutturato per pazienti in remissione da linfoma da almeno 3 anni. Il piano include consigli su alimentazione, attività fisica e monitoraggio clinico. L’obiettivo è quello di validare un modello efficace di prevenzione terziaria e empowerment del paziente. Lo studio è in corso e coinvolge 66 pazienti in 25 centri in tutta Italia.

Un impegno che continua

Gli studi presentati al Congresso SIE 2025 confermano quanto la Fondazione Italiana Linfomi sia attiva su più fronti: dalla ricerca genetica alle nuove terapie, dalla qualità di vita alla formazione dei professionisti.

Questo è possibile grazie al lavoro quotidiano di medici, infermieri, ricercatori, e anche al sostegno di chi sceglie di contribuire alla ricerca clinica indipendente.

 

 

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