Cinzia Pellegrini referente commissione linfomi t

“I linfomi T sono rari e curarli è la nostra sfida quotidiana”. Intervista alla Dott.ssa Cinzia Pellegrini, nuova Responsabile della Commissione Linfomi T.

I linfomi T sono una famiglia di tumori meno comuni che coinvolgono il sistema linfatico, ovvero le cellule e i tessuti che hanno il compito di difendere l’organismo dagli agenti esterni e dalle malattie e di garantire una corretta circolazione dei fluidi nell’organismo.

Da gennaio 2024 la Commissione FIL per lo studio di questo tipo di linfomi è coordinata dalla Dott.ssa Cinzia Pellegrini, ematologa presso l’Istituto di Ematologia “Seragnoli” di Bologna.

Si racconti in poche righe.

A partire dagli ultimi anni di specializzazione ho indirizzato il mio campo di ricerca verso la cura e lo studio dei linfomi. Da anni lavoro presso l’Istituto Seragnoli di Bologna sotto la guida del Prof. Pier Luigi Zinzani. Nella mia attività clinica ho sperimentato come l’introduzione di terapie innovative possa avere un impatto favorevole sia in termini di miglioramento di sopravvivenza dei pazienti, sia per quanto riguarda la tollerabilità delle cure e la qualità di vita.

Il suo legame con la FIL.

Faccio parte della Commissione Linfomi T dalla sua nascita e ho sempre partecipato con grande interesse alla ricerca clinica che la Commissione ha portato avanti in questi anni, conducendo studi innovativi e di grande valore per i nostri pazienti. Per me è un onore ricevere questo incarico di guida della Commissione, incarico che porterò avanti in maniera condivisa con tutti i componenti del board.

Per quanto riguarda la specializzazione della sua Commissione, come sta procedendo la ricerca nel campo dei linfomi?

I linfomi T sono una patologia rara e purtroppo difficilmente curabile in una quota significativa di pazienti e l’obiettivo della ricerca è il miglioramento della loro sopravvivenza e della loro qualità di vita. Continueremo portando avanti progetti già attivi nella Commissione per cercare di caratterizzare a livello molecolare alcuni sottotipi di linfoma T a prognosi più sfavorevole, cercheremo inoltre di standardizzare alcuni strumenti come l’utilizzo della PET e lo studio della Malattia Minima Residua, che potenzialmente possono essere in grado di identificare precocemente pazienti a cattiva prognosi, per creare delle strategie di intensificazione o di consolidamento per questo gruppo di pazienti.

Su quali obiettivi la Commissione Linfomi T intende misurarsi nel prossimo futuro?

Lavoreremo in collaborazione con le altre commissioni della FIL, questa è la forza della Fondazione Italiana Linfomi che consente di integrare le conoscenze e le competenze nell’obiettivo di migliorare la ricerca clinica per i nostri pazienti.

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