Prof Carlo Visco - Responsabile Commissione Linfomi Aggressivi

Intervista al Prof. Carlo Visco – Responsabile Commissione Linfomi Aggressivi

Il prof. Carlo Visco è un ematologo presso il Dipartimento di Medicina, Sezione di Ematologia dell’Università di Verona. Da gennaio 2022 ricopre l’incarico di Responsabile di una delle 12 Commissioni Scientifiche FIL, quella dedicata ai pazienti con linfomi aggressivi.

Nell’intervista ci racconta lo stato della ricerca in questo campo e gli obiettivi della Commissione.

Per quanto riguarda la specializzazione della sua Commissione, come sta procedendo la ricerca sui linfomi?

Stiamo vivendo un’epoca incredibilmente prolifica per il continuo avvento di nuovi farmaci nei linfomi aggressivi. Le terapie immunologiche ed innovative, guidate dalle Car-T, ma seguite a ruota dal recente sviluppo degli anticorpi bispecifici, stanno portando una vera rivoluzione nel trattamento dei pazienti con malattia recidivata o refrattaria. Per questo la Commissione Linfomi Aggressivi, come tutte le altre, verrà affiancata da un gruppo di ricercatori trasversali (cosiddetto gruppo per le terapie innovative) che si occuperanno di sviluppare protocolli di terapia in questo settore. La situazione è in ebollizione, molto buona per i nostri pazienti, e la nostra commissione deve farsi trovare pronta e aggiornata per le sfide che ci aspettano a breve termine.

Molti centri FIL sono ormai attivi per la terapia Car-T, altri gioveranno della terapie immunologiche “pronte all’uso” nel prossimo anno, altri ancora potranno approfittare di combinazione di nuovi farmaci, con o senza chemioterapia, che si sono dimostrati attivi in pazienti che prima avevano poche possibilità terapeutiche. Nel linfoma diffuso a grandi cellule, come nel linfoma a cellule del mantello, si discutono combinazioni di terapie mirate, da inserire in protocolli fin da subito, e la FIL è in prima linea su questi aspetti e sarà pioniera di nuove iniziative che vadano ad impattare favorevolmente sulla salute dei nostri pazienti.

Come nuovo responsabile della Commissione, spero di essere all’altezza di questo importante compito, e raccolgo volentieri il testimone fornitomi dalla dottoressa Monica Balzarotti, sperando di proseguire il lavoro impostato con altrettanta efficacia.

Quali sono le sfide maggiori che la Commissione dovrà affrontare nei prossimi anni?

La sfida più importante sarà stare al passo con i tempi, essere all’altezza degli altri gruppi internazionali e avere protocolli efficaci e poco tossici per i nostri pazienti.

La Commissione Aggressivi cura patologie frequenti e coinvolge una grande massa di ricercatori. Per questo necessita di continuo rinnovamento ed entusiasmo anche nei protagonisti, ovvero i medici che la compongono. A questo fine abbiamo voluto dare vita ad un gruppo che abbiamo denominato GG-CA (gruppo giovani-commissione aggressivi) che speriamo possa beneficiare dell’esperienza delle persone che da anni fanno parte della  Commissione per portare avanti nel tempo le nostre iniziative con l’entusiasmo e l’originalità, che i giovani ricercatori possono sicuramente dare, se ben supportati.

Qual è il suo legame con la FIL?

Sono e sempre sarò un uomo e un professionista legato alla FIL. Da circa 8 anni faccio parte del Comitato Direttivo e sono stato tesoriere nell’Ufficio di Presidenza del precedente mandato. Nella FIL ho trovato amicizie e grandi professionisti, dai quali ho imparato a perfezionare metodologie scientifiche e di lavoro di gruppo. Nella FIL spero che tanti giovani possano, come me, trovare ispirazione per le loro idee.

Può raccontarci qualcosa di lei?

Sono veronese di nascita, vicentino di adozione. A Vicenza ho lavorato e mi sono formato come medico specialista ematologo per 17 anni, ora sono rientrato nell’Ospedale della mia città, come professore universitario. Ho fatto almeno due esperienze prolungate di lavoro negli Stati Uniti che sono state fondamentali per la mia carriera. A Vicenza tuttora vivo (ma preferisco Verona se me lo chiedete) perché ho sposato una splendida vicentina e con lei ho avuto due figli a cui sono visceralmente legato. Amo l’ematologia e i linfomi e mi piace coltivare passioni come la bicicletta, il calcio, la lettura, e cercare di amare la vita.

 

 

 

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