Asta Anna Kanakis

La memoria di Anna Kanakis sostiene la ricerca sui linfomi: all’asta i suoi abiti iconici

Dopo il grande successo dell’asta monegasca del 1° dicembre 2024, che ha visto protagonisti i gioielli di Anna Kanakis, la Casa d’Aste Wannenes, fondata nel 2001 è oggi una delle principali case d’asta italiane, torna a rendere omaggio allo stile inconfondibile dell’attrice con una selezione esclusiva di 24 abiti provenienti dalla sua collezione privata.

Abiti e accessori sono stati battuti lo scorso 29 gennaio e il ricavato della loro vendita, per volontà del marito Marco Merati Foscarini e nel rispetto del desiderio espresso da Anna Kanakis, è stato devoluto alla Fondazione Italiana Linfomi e alla Fondazione Umberto Veronesi.

Tra i capi messi in asta spiccano le creazioni firmate Giorgio Armani, maison con cui Anna Kanakis ha condiviso una visione di eleganza essenziale, sofisticata e senza tempo. Un’estetica che oggi rivive non solo come espressione di stile, ma anche come testimonianza di un impegno che continua oltre la sua scomparsa.

Anna Kanakis, classe 1962, è stata una figura poliedrica della cultura italiana: modella, attrice e scrittrice. Eletta Miss Italia nel 1977 a soli 15 anni, ha costruito una carriera artistica ricca e internazionale, partecipando a oltre 30 produzioni tra cinema e televisione. Accanto all’attività artistica, ha coltivato anche l’impegno culturale e letterario, pubblicando diversi romanzi a partire dal 2010.

Scomparsa prematuramente nel 2023 a causa di un linfoma, Anna durante la sua malattia ha voluto contribuire con sensibilità e determinazione alle iniziative dedicate alla ricerca e alla diffusione della conoscenza su queste patologie.

In questo contesto, iniziative come questa assumono un valore profondo: trasformano il ricordo in azione concreta, sostenendo la ricerca e offrendo nuove speranze ai pazienti.

Fondazione Italiana Linfomi è grata per questo gesto concreto di solidarietà e per la sincera amicizia che ha potuto stringere dapprima con Anna, sostenitrice attiva della Fondazione, e poi con il marito.

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