Studi Clinici - Fondazione Italiana Linfomi Onlus - Ricerca sul Cancro

Gli studi clinici sono ricerche che coinvolgono pazienti e hanno l’obiettivo di migliorare la conoscenza delle malattie e dello stato di salute. Servono a valutare l’efficacia e la sicurezza dei trattamenti, la qualità di vita dei pazienti e l’evoluzione della malattia nel tempo.

Attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, gli studi clinici permettono di comprendere meglio l’incidenza e le cause delle patologie, sviluppare nuove strategie diagnostiche e valutare le terapie esistenti durante il follow-up.

Gli studi clinici possono essere ideati e promossi da singoli medici o da gruppi di ricerca.
Possono essere chiamati anche sperimentazioni cliniche, trial clinici o protocolli clinici. Il protocollo è il documento che descrive in modo dettagliato come viene condotto lo studio.

Gli studi clinici si dividono in due grandi categorie:

Studi osservazionali

Il ricercatore osserva i pazienti senza modificare le terapie previste dalla normale pratica clinica.

Questi studi permettono di:

• Analizzare fattori di rischio e cause della malattia
• Valutare l’appropriatezza delle cure
• Raccogliere dati sulla sicurezza delle terapie in uso

Studi interventistici

Sono studi progettati per valutare l’efficacia e la sicurezza di nuove terapie, al fine di stabilire il corretto rapporto tra benefici e rischi.

Gli studi clinici che hanno per oggetto una terapia, sono classificati in quattro fasi. Queste fasi sono successive a quella fase definita di preclinica in cui i farmaci vengono testati in laboratorio.

Gli studi su nuovi farmaci iniziano dalla Fase I. Questi studi sono in genere avviati e condotti dalle Aziende Farmaceutiche non a scopo terapeutico ma per verificare:

  • la farmacocinetica, che studia i processi attraverso cui il farmaco viene assorbito, distribuito, metabolizzato ed eliminato dal nostro organismo e quindi reso disponibile per promuovere un effetto sul corpo umano;
  • la farmacodinamica, che studia i bersagli cellulari della terapia in atto;
  • alcuni dati preliminari di sicurezza e tollerabilità del farmaco.

In questa fase vengono stabiliti dosaggi del farmaco utili per vedere un primo effetto sull’organismo valutando anche i possibili effetti collaterali.

Gli studi che valutano propriamente l’attività del farmaco sull’organismo, i possibili effetti terapeutici, la dose/risposta e il profilo rischio/beneficio sono gli studi clinici di Fase II. Permettono di studiare l’efficacia di una terapia e le tossicità del farmaco su un piccolo numero di pazienti (in genere da 10 a 60) con la stessa malattia e caratteristiche cliniche simili ben descritte nel Protocollo. La FIL è promotore di numerosi studi di Fase II. L’importanza di questi studi per i pazienti affetti da Linfoma consiste nella possibilità di accedere a terapie innovative, pongono infatti la base per la pianificazione di studi più estesi.

Gli studi di Fase III sono gli studi che valutano l’efficacia e le reazioni avverse della terapia su larga scala (centinaia di pazienti) e sono mirati a confrontare diverse terapie per lo stesso tipo di pazienti. Questi studi sono condotti per effettuare la valutazione definitiva di tolleranza ed efficacia di una terapia. In genere si confronta una terapia sperimentale innovativa con una terapia standard già in uso per quel particolare tipo di malattia per dimostrare per tutti i pazienti un’efficacia non inferiore alla terapia standard e un accettabile profilo di rischio/beneficio. L’assegnazione del paziente ad un braccio di terapia (“randomizzazione”) può essere definito secondo criteri stabiliti dallo studio (specifiche caratteristiche molecolari, stadio del linfoma, ecc…) oppure in maniera casuale 1:1 (1 paziente in ogni braccio). La FIL conduce numerosi studi di Fase III.

Gli studi della Fase IV sono gli studi post marketing, dopo che il farmaco è stato immesso in commercio ed abbia ottenuto una autorizzazione per una specifica indicazione terapeutica. Si continuano a valutare in questa fase gli effetti indesiderati o proprietà farmaceutiche non evidenziate durante le prime tre fasi. Sono studi legati all’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci e al loro rinnovo. Sono legati alla realtà commerciale.

La FIL, in quanto ente di ricerca no profit, promuove esclusivamente studi che abbiano quale obiettivo il miglioramento delle cure e della pratica clinica e la valutazione del rapporto rischio/beneficio e non allo sviluppo commerciale dei farmaci. Gli studi che conduce sono di Fase I/II, di Fase II e di Fase III. Non conduce sperimentazioni di Fase I e di Fase IV.

Un paziente può chiedere al suo medico se ci sono studi clinici disponibili per la sua malattia o condizione medica. Nella sezione Elenco Centri è possibile trovare i centri FIL in Italia.

I dati relativi agli studi clinici interventistici sono disponibili anche su piattaforme online come clinicaltrials.gov in cui sono registrati tutti gli studi clinici nel mondo o www.clinicaltrialsregister.eu in cui sono registrati tutti gli studi clinici in Europa.

La FIL, in qualità di promotore dello studio clinico, deve richiedere le necessarie autorizzazioni e valutazioni prima che lo studio sia disponibile presso i singoli centri aderenti in Italia. Lo studio interventistico o osservazionale con oggetto uno o più farmaci deve essere valutato da AIFA (o, in casi specifici, dall’Istituto Superiore di Sanità) e dai Comitati Etici di riferimento per tutti i centri partecipanti.
Il Comitato Etico è un ente indipendente e ha la responsabilità di garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti in sperimentazione attraverso la valutazione dei protocolli di sperimentazione clinica, degli studi osservazionali ed epidemiologici. Una volta ottenute le approvazioni previste dalla legge la FIL invia ai medici responsabili presso i centri tutte le procedure operative per la corretta gestione amministrativa ed operativa dello studio e provvede all’apertura del centro.
Da quel momento il medico responsabile presso il centro può proporre la partecipazione allo studio ai pazienti con le caratteristiche previste dallo studio (tipologia di linfoma, età, stadio malattia, ecc…).
Il paziente che accetta di partecipare ad uno studio firma l’apposito consenso informato.

Gli studi non sono adatti a tutti i pazienti anche se con la stessa malattia.
Il paziente NON è una “cavia”. Le regole delle sperimentazioni sono molto rigorose.
Il medico, responsabile dello studio presso il centro ematologico, informa il paziente sullo studio, sugli effetti secondari e i benefici che il paziente può trarre dalla ricerca.
Il medico ha il compito di spiegare il protocollo e di soddisfare tutte le richieste e i dubbi del paziente. Il paziente deve avere il tempo per formulare domande.
La partecipazione ad uno studio è una libera scelta del paziente che può ritirarsi anche durante il suo svolgimento, senza alcuna penalità e senza perdere alcun beneficio di cui sarebbe titolare al di fuori della ricerca. La decisione di abbandonare lo studio non compromette in alcun modo la qualità dell’assistenza e delle cure mediche che il paziente riceverà successivamente al ritiro del suo consenso. Il medico dello studio avrà il compito di illustrare le modalità di interruzione della terapia eventualmente in corso per evitare rischi alla salute del paziente. La partecipazione ad uno studio clinico non comporta alcun compenso né alcun costo per il paziente. Il paziente sarà seguito in ogni tappa della ricerca attentamente e secondo precise indicazioni definite nel Protocollo.

Nonostante i numerosi progressi della ricerca scientifica sui linfomi, sono ancora tante le domande che al momento non hanno una risposta. La modalità che viene utilizzata in medicina per progredire nella conoscenza delle malattie è proprio l’utilizzo di Studi Clinici (SC). Gli SC sono fondamentali non solo per trovare nuove terapie, ma anche per migliorare le terapie standard, migliorare le tecniche diagnostiche, trovare nuovi criteri prognostici e tecniche per personalizzare le terapie e migliorare la pratica clinica senza nessun aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale.
Vengono condotti in tutte le aree della medicina, ma sono particolarmente utilizzati in campo oncologico e oncoematologico.
Gli SC sono importanti perché permettono di trasferire le acquisizioni della ricerca biomedica alla pratica clinica.
Le terapie standard (o convenzionali) utilizzate oggi nella pratica clinica per la cura dei linfomi sono, infatti, il risultato di studi clinici precedenti.

Per saperne di più sugli studi clinici SCARICA il nostro opuscolo informativo.

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FIL – Fondazione Italiana Linfomi – ETS sviluppa progetti di ricerca scientifica non profit e indipendenti per la cura dei linfomi coinvolgendo oltre 150 centri in Italia e collaborando con organismi internazionali con gli stessi obbiettivi di studio.FIL lavora per migliorare diagnosi, terapie e qualità di vita dei pazienti, creando una base scientifica, organizzativa e legale comune e condivisa tra tutti i centri impegnati nella ricerca contro i linfomi.

Responsabile Scientifico del sito filinf.it: Prof. Marco Ladetto

FONDAZIONE ITALIANA LINFOMI

Sede legale: Piazza Turati 5, 15121 Alessandria
Tel: 0131.033152
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