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Storia della ricerca sui linfomi

La ricerca sui linfomi è fondamentale non solo per trovare nuove terapie, ma anche per migliorare le terapie standard e le tecniche diagnostiche, per trovare nuovi criteri prognostici, per personalizzare le cure e per migliorare la pratica clinica senza nessun aggravio per il Servizio Sanitario Nazionale.

Tutte le terapie convenzionali utilizzate oggi nella pratica clinica per la cura dei linfomi e delle altre malattie sono il risultato di precedenti studi di ricerca clinica.

A quando risale la scoperta dei linfomi? E quali sono le tappe che caratterizzano la storia della ricerca sui linfomi?

1832: il medico Thomas Hodgkin descrive per la prima volta il linfoma di Hodgkin, caratterizzato dalla presenza di cellule chiamate di Reed-Sternberg.

1865: nasce la definizione “Malattia di Hodgkin”. Successivamente, nei primi anni del ‘900, Dreschfeld e Kundrat coniano il termine “linfosarcoma” e Ewing descrive due tipi di linfosarcoma: uno a piccole cellule, l’altro a cellule tonde e larghe (reticolosarcoma).

1925: viene descritto per la prima volta da Brill e Symmers il linfoma follicolare, inizialmente considerato come una patologia benigna.

1956: Rappaport propone un sistema di classificazione istopatologica dei LNH, poi modificata nel 1966 e nel 1976, basato sull’architettura dei linfonodi, nodulare o diffusa, e sulla citologia cioè morfologia del tipo cellulare.

1958: Burkitt descrive un caratteristico linfoma infantile diffuso in Africa, la cui manifestazione è associata alla presenza del virus di Epstein-Barr (EBV).

1974: vengono proposti 4 nuovi sistemi di classificazione istopatologica dei linfomi:

  • il sistema di Lukes-Collins basato sull’origine delle cellule neoplastiche dai linfociti B o T
  • il sistema di Dorfman
  • il sistema di Kiel: raggruppa le classi dei linfomi nei 3 gradi di malignità basso, intermedio ed alto
  • il sistema di Bennet

Storia delle terapie di cura dei linfomi

Passando alle terapie di cura dei linfomi derivanti dall’attività di ricerca sui linfomi, le principali tappe sono le seguenti:

1975: Gianni Bonadonna, oncologo dell’Istituto Tumori di Milano, introduce un trattamento efficace per il Linfoma di Hodgkin basato sulla combinazione di 4 chemioterapici (ABVD) e tutt’ora impiegato.

1997: un nuovo farmaco, basato su un anticorpo monoclonale anti CD20 (Rituximab) in grado di riconoscere ed eliminare le cellule linfatiche B, viene approvato per la prima volta negli USA per il trattamento dei Linfomi non Hodgkin B.

2006: l’impiego di un nuovo anticorpo monoclonale coniugato con una molecola radioattiva aumenta l’efficacia del trattamento contro i linfomi Non Hodgkin.

2012: viene tentata per la prima volta una nuova strada contro i tumori, fra cui i linfomi: manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario del paziente per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. Nasce la tecnologia CAR-T.

2019: AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, approva le CAR-T e i primi centri vengono autorizzati a somministrare la terapia.

 

Non di minore importanza, nella storia della ricerca sui linfomi, sono tre iniziative mondiali di grande rilievo:

1994: viene pubblicata la Revisione Americana-Europea della Classificazione dei Linfomi (REAL) che riconosce almeno 20 tipi di NHL e 4 tipi di HL.

2001: l’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblica la classifica WHO Classification of all haematopoietic tumours per individuare le diverse tipologie di linfoma, successivamente aggiornata nel 2008 e nel 2017, attuale riferimento.

2004: viene istituita, il 15 settembre di ogni anno, la Giornata Mondiale per la consapevolezza sul linfoma.

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