FIL ha concluso uno studio rivolto a pazienti con linfoma follicolare recidivo o refrattario (FL R/R), condotto dal Dott. Umberto Vitolo dell’Istituto di Candiolo, Fondazione del Piemonte per l’Oncologia-IRCCS e dal Prof. Marco Ladetto, dell’Azienda Ospedaliero Universitaria SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria.
Lo studio randomizzato di fase III FIL FLAZ-12, che ha arruolato 159 pazienti in 37 centri italiani, ha confrontato per la prima volta nell’era dell’immunoterapia, due strategie di consolidamento ampiamente utilizzate nel passato:
- chemioterapia ad alte dose
- trapianto autologo di cellule staminali – ASCT- e radioimmunoterapia – RIT
Risultati studio FLAZ-12
I risultati principali non hanno mostrato alcuna superiorità di efficacia del trapianto autologo rispetto alla radioimmunoterapia, confermandone una maggiore tossicità e complessità clinica nella gestione del paziente.
Questi risultati hanno dimostrato che, trattamenti tradizionali come quelli basati sull’impiego di chemioterapia come l’ASCT non dovrebbero più essere considerati la prima scelta di terapia rispetto a trattamenti più innovativi e con minori effetti collaterali. Infatti, la radioimmunoterapia di consolidamento ha confermato un buon controllo della malattia con poca tossicità.
Questi risultati evidenziano la necessità di studiare nuove strategie terapeutiche, come quelle basate sulle immunoterapie più innovative (ex. gli anticorpi bispecifici) e/o in combinazione ad agenti biologici a bassa tossicità. Entrambe le strategie meritano di essere studiate in futuro per migliorare la sopravvivenza dei pazienti con linfoma follicolare recidivo o refrattario.
