congresso European Hematology Association 2024

Chiuso il congresso annuale dell’European Hematology Association: 1 presentazione orale e 5 poster a firma FIL

Dal 13 al 16 giugno scorsi si è tenuto a Madrid il congresso annuale dell’European Hematology Association (EHA), una delle più importanti organizzazioni europee che si occupa di ricerca in ematologia, che ha registrato quest’anno 18.000 partecipanti.

Anche quest’anno è stata scelta la formula di congresso “ibrido”, vale a dire con partecipazione possibile in presenza o tramite una apposita piattaforma online accessibile ai partecipanti registrati all’evento.

I contributi della FIL sono stati sei, di cui uno in presentazione orale, a conferma del prestigio riconosciuto alla ricerca italiana in ambito europeo.

Presentazione orale

La presentazione orale, Artificial Intelligence-Powered Molecular Docking For Proper scFv (single chain variable Fragment Selection) of Anti-CD30 Chimeric Antigen Receptor (CAR) [Abs S280] a cura del Dott. Nico Martarelli e relativo allo studio proposto dal Dott. Vincenzo Maria Perriello, vincitore del Bando Giovani Ricercatori 2021, ha riguardato l’applicazione della intelligenza artificiale (AI) per mettere a punto nuove tecniche computazionali per generare le cellule CAR-T anti CD30 contro il Linfoma di Hodgkin recidivato/refrattario alle terapie convenzionali. L’accurata riproduzione della struttura tridimensionale degli anticorpi Anti-CD30 attraverso tecniche di AI ha permesso di simulare al computer la loro interazione con la molecola bersaglio espressa dalle cellule tumorali, consentendo di identificare l’anticorpo più efficace e quindi la generazione delle cellule CAR-T anti-CD30 più appropriate. Il risultato di questa analisi virtuale, rapida e poco costosa, è stato comparabile a quello ottenuto con le attuali tecniche di laboratorio disponibili. Questo nuovo approccio potrà consentire in futuro di ridurre i tempi e i costi per la generazione delle cellule CAR-T e, nell’ambito del progetto Giovani Ricercatori, consentirà di affinare ulteriormente l’efficacia del modello di cellule DUAL CAR-T anti-CD30/anti-PDL1.

Presentazioni in forma di Poster

In forma di poster è stata presentata dal Dott. Manuel Gotti una analisi dei dati raccolti nell’ambito dello studio Intergruppo H10, in particolare Outcome of Patients with Limited-Stage Hodgkin Lymphoma (HL) Enrolled in the EORTC/LYSA/FIL H10 and Progressed/Relapsed After Initial Therapy. [Abs P1107] Sono stati identificati 106 pazienti con recidiva, in 102 dei quali erano disponibili informazioni sulla terapia di seconda linea, costituita nella maggior parte dei casi (83%) in terapia ad alte dosi. A 10 anni la sopravvivenza globale e la sopravvivenza libera da progressione di malattia a partire dalla recidiva erano 71% e 55%, pertanto l’esito può considerarsi complessivamente abbastanza buono anche per i pazienti in progressione/recidiva dopo la terapia iniziale.

La Dott.ssa Maria Elena Nizzoli ha presentato una sotto-analisi su dati di pazienti arruolati nello studio FIL_FOLL12 per il trattamento iniziale di pazienti con linfoma follicolare avanzato: Relapse Patterns And Outcomes Of Patients With Follicular Lymphoma Achieving Complete Metabolic Response After Induction Therapy. A FIL-FOLL12 Sub-Study [Abs P1111] L’analisi è stata eseguita sui 176 (27%) pazienti in risposta metabolica completa (cioè, negativi alla PET) alla fine dell’induzione, che costituiva la prima fase del trattamento di prima linea, per i quali è stata registrata una recidiva di malattia. Il tempo mediano alla prima recidiva è stato di 28 mesi, con 67 pazienti (38%) recidivati entro 24 mesi dalla diagnosi. In 17 degli 87 pazienti che hanno eseguito biopsia alla recidiva è stata diagnosticata una trasformazione in linfoma aggressivo. Sono state registrate 71 seconde recidive e 19 deceduti , ma l’outcome dei pazienti è complessivamente buono, con una sopravvivenza libera da progressione di malattia e una sopravvivenza globale rispettivamente del 60% e 94% a 3 anni, indipendentemente dal tipo di trattamento iniziale, della terapia di salvataggio e dall’intervallo di tempo dopo il quale veniva registrata la recidiva. I pazienti con trasformazione istologica in linfoma aggressivo alla recidiva hanno mostrato un outcome peggiore rispetto agli altri, che però è migliorato dopo essere stati sottoposti a trapianto autologo di cellule staminali.

Il Dott. Simone Ferrero ha presentato i risultati di un’analisi traslazionale (termine utilizzato per descrivere il processo attraverso il quale i risultati della ricerca svolta in laboratorio vengono utilizzati direttamente per sviluppare nuovi metodi di trattamento dei pazienti) dello studio FIL_FOLL-EZ, condotta su pazienti arruolati nello studio FIL_FOLL12  EZH2 Aberrations in Advanced Follicular Lymphoma: First Translational results of FOLL-EZ, an ancillary study from the Fondazione Italiana Linfomi (FIL) FOLL12 Trial [Abs P1149]. Lo studio FIL_FOLL-EZ ha analizzato la più grande casistica prospettica ad ora pubblicata (409 campioni di sangue midollare) per la presenza di mutazioni e CNV del gene EZH2. L’analisi ha rilevato un’alta prevalenza di mutazioni del gene, ma è stata riscontrata una tendenza discordante dell’impatto delle mutazioni di EZH2 sull’efficacia della terapia di prima linea. Sono pertanto necessarie ulteriori indagini, da condurre su campioni ottenuti da materiale proveniente dalla biopsia del linfonodo utilizzata per la diagnosi prima di poter utilizzare questo biomarcatore per modulare la scelta terapeutica in questi pazienti.

Il Dott. Riccardo Moia ha presentato una analisi condotta su dati di pazienti arruolati nello studio FIL_MCL0208. TP53 and CDKN2A disruptions are independent prognostic drivers in mantle cell lymphoma: long term outcome of the Fondazione Italiana Linfomi (FIL) MCL0208 trial [Abs P1125]. Lo ha previsto un sotto-studio sul DNA tumorale alla diagnosi, analizzato per repertare mutazioni e anomalie dei cromosomi. I risultati hanno dimostrato che alcune anomalie cromosomiche sono fattori prognostici sfavorevoli indipendenti, cioè, rendono la prognosi dei pazienti peggiore. È importante analizzare le eventuali anomalie genetiche in tutti i pazienti con linfoma mantellare per poter meglio individuare una terapia efficace nei pazienti con fattori sfavorevoli.

Il Dott. Simone Ragaini ha presentato un contributo dal titolo Myeloid clonal hematopoiesis affects outcome in younger mantle cell lymphoma patients: updated results from the Fondazione Italiana Linfomi MCL0208 clinical trial [Abs P1247] che riguarda lo studio della emopoiesi clonale (CHIP) in pazienti con linfoma mantellare che hanno partecipato allo studio clinico FIL_MCL0208.  È stato trovato che 34 dei 254 pazienti (13%) per i quali era disponibile per l’analisi un campione di sangue periferico o sangue midollare erano portatori di almeno una mutazione CHIP e che la presenza di mutazioni CHIP con una frequenza superiore o uguale al 10% influenzava negativamente sia la sopravvivenza libera da malattia che la sopravvivenza globale dei pazienti con linfoma mantellare.

Nel corso dei lavori alcuni soci FIL, membri della Commissione Patologi, sono stati coinvolti in sessioni di lavoro.
Il Prof. Claudio Tripodo è stato invitato a fare una presentazione dal titolo “The impact of spatial organization on aggressive B cell lymphoma biology and prognosis“, moderata dal Prof. Maurilio Ponzoni.
La Dott.ssa Elena Sabattini è stata coinvolta in un simposio sulle neoplasie blastiche plasmocitoidi dendritiche.

 

E’ disponibile una piattaforma online a libero accesso con gli abstract e i poster dei contributi presentati all’EHA 2024 e ai congressi EHA precedenti.

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