Il Linfoma presenta una familiarità? Ci sono fattori di rischio che predispongono all’insorgenza del linfoma?
Queste sono tra le domande più frequenti che vengono poste dal paziente e dai suoi familiari all’inizio del percorso terapeutico.
Relativamente alla prima domanda, possiamo dire che il linfoma non presenta una trasmissione ereditaria, in quanto le alterazioni (mutazioni) responsabili dell’insorgenza della patologia sono somatiche e quindi non ereditabili. Inoltre, a differenza di altre forme tumorali, come il carcinoma della mammella e del colon, non è stato ancora identificato un corredo genetico che possa essere correlato a un aumentato rischio di sviluppare neoplasie linfoproliferative.
Tuttavia, in letteratura è stato riportato che i familiari di primo grado di pazienti affetti da linfoma presentano un rischio lievemente superiore alla popolazione sana di insorgenza di queste patologie. Questo potrebbe essere spiegato dalla presenza di fattori di rischio ambientali comuni al malato ed al familiare.
I fattori di rischio ambientali
Ma quali sono i fattori di rischio associati al linfoma?
- esposizione a determinate sostanze chimiche come il benzene, gli erbicidi e gli insetticidi;
- esposizioni alle radiazioni;
- quadri di immunodepressione sia congenita che secondaria;
- malattie autoimmunitarie;
- terapie immunosoppressive di lunga durata come quelle post trapianto di organo;
- agenti infettivi tra cui ritroviamo:
- l’Helicobacter pylori (HP), associato allo sviluppo del linfoma gastrico del MALT;
- l’Infezione cronica da virus dell’epatite C, correlato all’insorgenza del linfoma marginale;
- la Chlamydia psittaci, talvolta presente nel linfoma degli annessi oculari;
- il virus di Epstein-Barr (EBV) associato, ad esempio, ai linfomi post trapianto;
- l’HIV (Human Immunodeficiency Virus) che predispone all’insorgenza di linfomi aggressivi.
È importante sottolineare che la presenza di un fattore di rischio non è sinonimo di insorgenza della malattia, ma è soltanto correlato a una probabilità maggiore di ammalarsi rispetto ad una persona non esposta a tale fattore.
I consigli contro il cancro
Per ridurre ulteriormente il rischio di neoplasie, si consiglia, di seguire le 12 regole del codice europeo contro il cancro:
- non fumare;
- libera la tua casa dal fumo e sostieni le politiche che promuovono un ambiente senza fumo sul posto di lavoro;
- mantieni il peso nella norma;
- svolgi attività fisica ogni giorno e limita il tempo che trascorri seduto;
- segui una dieta sana;
- se bevi alcolici, limitane l’assunzione. Per prevenire il cancro è meglio evitarli del tutto;
- evita un’eccessiva esposizione al sole, soprattutto per i bambini, e utilizza le protezioni solari. Non usare lettini abbronzanti;
- osserva le istruzioni in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro per proteggerti dall’esposizione ad agenti cancerogeni noti;
- accertati di non essere esposto a concentrazioni naturalmente elevate di radon presenti in casa e fai in modo di ridurne i livelli;
- per le donne: l’allattamento al seno riduce il rischio di cancro per la madre. Se puoi, allatta il tuo bambino. Inoltre, la terapia ormonale sostitutiva aumenta il rischio di alcuni tipi di cancro, per cui è bene limitarne l’uso;
- assicurati che i tuoi figli partecipino ai programmi di vaccinazione, in particolare contro l’epatite B e, per le femmine, contro il papillomavirus umano;
- partecipa ai programmi organizzati di screening per il cancro dell’intestino, del seno e del collo dell’utero.
Luigi Petrucci
Medico Ematologo presso Policlinico Umberto I – Università “La Sapienza”
Comitato di Redazione FIL
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