Nel corso della giornata di oggi, venerdì 15 novembre, si sono svolte le premiazioni di tre Bandi promossi dalla Fondazione.
FIL CLUB
FIL Club è una rete di imprese, associazioni, enti, privati che opera a sostegno della FIL per supportare studi no profit dedicati alla ricerca sui linfomi.
Nella quarta edizione sono stati raccolti e messi a bando 300.000€ per un progetto di ricerca. Su 4 candidature, ha vinto il progetto presentato dalla Commissione Linfomi di Hodgkin “PET- guided dose reduction for involved site radiotherapy in early stage unfavourable Hodgkin lymphoma: a randomized phase III trial (PRIORITY study)” coordinato dal Prof. Umberto Ricardi (Città della Salute e della Scienza di Torino).
Lo studio si rivolge a pazienti affetti da linfoma di hodgkin stadio iniziale con fattori prognostici sfavorevoli con l’obiettivo di valutare la possibilità di ridurre le dosi di radioterapia di circa 1/3 da 30 grey a 20 grey in un contesto di un trattamento combinato di chemioterapia con schema ABVD seguito da radioterapia di consolidamento.
La possibilità di ridurre tale percentuale di radioterapia sarà a vantaggio di una minore tossicità dei trattamenti in termini di radiazioni mediastiniche, quindi tossicità cardiaca, e un minor rischio di secondi tumori. Lo studio si inserisce in un contesto di ricerca clinica che punta ad assicurare ottimi risultati con minore tossicità per i pazienti.
BANDO GIOVANI RICERCATORI
Il Bando Giovani Ricercatori – Luigi Resegotti, ha messo in palio 100.000 € finanziati da FIL (20%), Fondazione Giulia Maramotti (50%) e Fondazione GRADE (30%), per premiare un progetto, coordinato da under 40, che introduca aspetti innovativi nella gestione diagnostica e terapeutica dei pazienti con linfoma, per conoscere meglio la malattia, migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.
Su 12 candidature, l’edizione 2024 del Bando Giovani Ricercatori è stata vinta con il progetto The Elderly Project 2.0 con Sperimentatore Principale la Dott.ssa Benedetta Sordi (Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi di Firenze).
“Elderly Project 2.0” mette al centro la qualità di vita del paziente anziano affetto da linfoma e quella dei suoi familiari/caregivers. La ricerca ha l’obiettivo di valutare l’impatto del percorso di valutazione geriatrica semplificata ideato nello studio FIL_ Elderly Project, che porta a distinguere i pazienti anziani in tre categorie “fit”, “unfit” e “frail”.
Al paziente individuato come “unfit” o “frail” viene proposta una immunochemioterapia standard a dosi ridotte affiancata dalla valutazione e presa in carico da parte dello specialista Geriatra, con un programma nutrizionale/riabilitativo e di gestione delle comorbidità, allo scopo di migliorare lo stato funzionale e la tolleranza alle cure.
Il modello organizzativo dei Centri in cui questo percorso integrato è già utilizzato nella pratica clinica verrà confrontato con il modello organizzativo dei Centri in cui il paziente viene seguito solo dall’oncoematologo. In tutti i casi verrà eseguita una valutazione “dinamica” dello stato di fitness dei pazienti, non solo al basale ma durante e al termine del programma terapeutico, con particolare attenzione all’utilizzo delle risorse sanitarie, in termini di accesso in Pronto Soccorso, ospedalizzazioni, istituzionalizzazioni.
“Crediamo che questo studio, di cui non esistono precedenti in ambito di linfomi, possa favorire una futura innovazione dei percorsi di cura e proponga una forte integrazione di più discipline, finalizzate alla presa in carico globale del paziente anziano.” Dichiara la Dott.ssa Sordi
PREMIO BRUSAMOLINO
Il Premio in ricordo del Dott. Ercole Brusamolino anche quest’anno è stato promosso da FIL in collaborazione con AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma).
Con la finalità di promuovere le pubblicazioni di lavori di ricerca nell’ambito dei linfomi condotti da giovani ricercatori, i premi, da 5.000€ ciascuno, riguardano le pubblicazioni scientifiche di un lavoro sulla clinica dei linfomi e di un lavoro non clinico sui linfomi.
Per l’edizione 2024 sono stati candidate 9 pubblicazioni scientifiche.
A vincere la categoria Lavoro sulla clinica dei linfomi la Dott.ssa Rita Tavarozzi dell’AOU SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria con la pubblicazione “Radioimmunotherapy versus autologous hematopoietic stem cell transplantation in relapsed/refractory follicular lymphoma: a Fondazione Italiana Linfomi multicenter, randomized, phase III trial” sulla Rivista Annals of Oncology con Impact Factor di 56,7
Lo studio randomizzato FIL_FLAZ12 ha confrontato due strategie di consolidamento ampiamente utilizzate nel linfoma follicolare recidivato o refrattario: il trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche e la radioimmunoterapia. Lo studio confrontava quindi due differenti strategie: quella del trapianto autologo, considerata all’epoca lo standard di cura in questo setting di pazienti, più tossica e impegnativa (con un ricovero anche superiore alle tre settimane) e un’altra, la radioimmunoterapia, meno “intensiva” ed eseguibile in regime di day-hospital. Lo studio ipotizzava che il trapianto autologo potesse essere giudicato preferibile se si fosse dimostrato in grado di migliorare la Progression-free survival di almeno il 20%. Tuttavia, i risultati hanno dimostrato un andamento comparabile dei due regimi di consolidamento, suggellando così che il trapianto autologo non è più da considerare la strategia migliore rispetto a consolidamenti meno tossici.
Questi risultati hanno implicazioni molto rilevanti per la pratica clinica e hanno confermato che i nuovi modelli terapeutici chemo-free possano rappresentare la “strada giusta” nel trattamento del linfoma follicolare recidivato o refrattario.
A vincere la categoria “Lavoro non clinico sui linfomi” la Dott.ssa Selene Mallia (Azienda Unità Sanitaria Locale-IRCCS – Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia) con la pubblicazione “HELLS regulates transcription in T-cell lymphomas by reducing unscheduled R-loops and by facilitating RNAPII progression” sulla Rivista Nucleic Acids Research con Impact Factor 16,6.
Al centro dello studio c’è HELLS, una proteina che rimodella il DNA e che risulta alterata in molte patologie tumorali compreso il linfoma anaplastico a grandi cellule T con sottotipo ALK negativo. Questo tipo di linfoma non Hodgkin, sebbene sia molto raro si presenta in forma estremamente aggressiva, conducendo in molti casi ad una prognosi purtroppo infausta.
La ricerca ha identificato per la prima volta una duplice azione di HELLS nel sostenere l’aggressività dei linfociti T tumorali. HELLS, infatti, da una parte controlla i geni legati alla risposta immunitaria, influenzando la relazione tra le cellule di linfoma e microambiente tumorale, dall’altra parte, modula i geni legati alla sopravvivenza e al fenotipo delle cellule tumorali, preservando la stabilità del loro genoma. Inoltre, la ricerca ha dimostrato come l’inibizione mirata di HELLS aumenti la sensibilità delle tumorali al trattamento con basse dosi degli attuali chemioterapici usati nella pratica clinica.
Questo studio, oltre ad aver descritto il meccanismo inedito che spiega come vengano controllati i programmi trascrizionali del linfoma ALK negativo, ha un importante risvolto traslazionale dato che apre la strada all’idea che HELLS possa essere un nuovo target terapeutico. Inibendo, quindi, HELLS in maniera specifica in combinazione con la chemioterapia si possono rendere più efficaci gli attuali trattamenti, con minori recidive a vantaggio del paziente.
