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Esenzione 048 e agevolazioni per malati di linfoma

Durante una malattia come il linfoma, ogni paziente, oltre ad affrontare un’importante condizione psico-fisica, deve fare i conti con bisogni nuovi, di tipo assistenziale, professionale ed economico.

Per tutelare i malati oncologici in questo momento così delicato della loro vita, la legge prevede una serie di agevolazioni come l’esenzione 048 e misure di assistenza sociale garantite a coloro a cui viene riconosciuto lo status di invalido civile o di persona con handicap (legge 104/1992), tra cui rientrano anche i pazienti affetti da linfoma e altre malattie onco-ematologiche.

 

Status di invalidità per pazienti con linfoma

L’invalidità civile consente di accedere ad alcuni benefici e provvidenze, a differenza dell’handicap con connotazione di gravità, che è invece la condizione per fruire di alcune agevolazioni lavorative e in alcuni casi di agevolazioni fiscali o sostegno allo studio.

Per avviare il processo di accertamento dello status di invalidità civile per un paziente affetto da linfoma è necessario recarsi da un medico certificatore e chiedere il rilascio del certificato medico introduttivo, che ha una validità di 90 giorni.

Il medico certificatore, attraverso il servizio dedicato, compila il certificato online e lo inoltra all’INPS, stampa una ricevuta, completa del numero univoco del certificato della procedura attivata. Il certificato medico deve indicare: i dati anagrafici, il codice fiscale, l’esatta natura delle patologie invalidanti e la relativa diagnosi.

La ricevuta viene consegnata dal medico all’interessato insieme a una copia del certificato medico originale, da esibire all’atto della visita medica.

L’accertamento sanitario di malato di linfoma viene eseguito da una commissione medico-legale presso le Aziende Sanitarie Locali, integrate con un medico INPS, presso i Centri medico-legali dell’INPS, nelle regioni che hanno sottoscritto il protocollo per l’affidamento dell’accertamento sanitario all’INPS (cd. Convenzioni CIC).

Per le revisioni sanitarie la convocazione a visita spetta all’INPS.
In caso di minorazioni suscettibili di modificazioni nel tempo, nel verbale sarà indicata anche la data entro la quale sottoporsi ad una nuova visita di revisione.
In caso di percentuale di invalidità riconosciuta superiore al 74%, il richiedente potrebbe avere diritto ad una prestazione economica, se in possesso anche dei requisiti amministrativi di legge.

 

Esenzione 048 dal ticket per malati di linfoma

I pazienti con linfoma hanno diritto all’esenzione 048 dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami specifici per le cure della malattia e delle eventuali complicanze, riabilitazione e prevenzione degli aggravamenti.

Per ottenere questo diritto occorre essere muniti dell’apposita tessera di esenzione.

L’attribuzione del codice di esenzione 048 dà diritto a usufruire, senza partecipare alla spesa, delle prestazioni farmaceutiche e di tutte le prestazioni di specialistica ambulatoriale inserite nei livelli essenziali di assistenza (LEA) appropriate per il linfoma e le sue complicanze, nonché per la riabilitazione e la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.

L’esenzione 048 si ottiene rivolgendosi alla propria ASL territoriale presentando la certificazione rilasciata da un medico specialista che attesti la patologia.

Il codice di esenzione 048 legato alla malattia da linfoma può essere concesso per un tempo limitato (cinque, dieci anni) oppure illimitato.
Nel caso l’esenzione sia limitata, alla scadenza va ripresentata la domanda con la relativa certificazione.

 

Assenza da lavoro di pazienti affetti da linfoma

I lavoratori malati di linfoma hanno frequentemente la necessità di assentarsi per sottoporsi a visite mediche, esami diagnostici e terapie, oppure per una condizione di salute tale da non essere in grado di lavorare, per esempio dopo i trattamenti di cura.

Non esiste una normativa organica che regolamenti in modo specifico le assenze dovute a malattie oncologiche, tuttavia, sia alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro, sia le leggi a tutela dei lavoratori con disabilità gravi, prevedono diversi strumenti giuridici, come permessi e giorni di malattia, di cui anche chi ha un linfoma può beneficiare.

Approfondiamo in cosa consistono i permessi di assenza da lavoro:

  • Permessi lavorativi retribuiti: il malato a cui sia stato riconosciuto lo stato di disabilità in situazione di gravità, come stabilito dalla legge 104, può usufruire di 2 ore al giorno o di 3 giorni al mese di permessi retribuiti, che può sfruttare per conciliare l’attività lavorativa con le esigenze di cura.
  • Indennità di malattia: il lavoratore dipendente che non sia in grado di svolgere le sue mansioni può assentarsi per il periodo necessario per le terapie e fino alla guarigione percependo un’indennità commisurata alla retribuzione.
  • Divieto di licenziamento: il lavoratore subordinato assente per malattia da linfoma ha diritto a conservare il posto di lavoro per un periodo di tempo, detto periodo di comporto, durante il quale non può essere licenziato. La durata del divieto varia a seconda del contratto applicato, della qualifica e dell’anzianità di servizio.
  • Assenza per terapie salvavita: alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro, sia del pubblico impiego che del settore privato, contengono disposizioni speciali per i lavoratori con patologie gravi, come quelle oncologiche, che debbano sottoporsi a terapie salvavita. In questi casi, i giorni di ricovero ospedaliero o di trattamento in day hospital e, in generale, i giorni di assenza per le cure sono esclusi dal calcolo dei giorni di malattia normalmente previsti per i lavoratori e vengono retribuiti interamente.

I malati di linfoma che hanno necessità di assentarsi dal lavoro per periodi di tempo prolungato possono anche usufruire di congedi, con modalità e durata variabili.

I contratti collettivi di lavoro, inoltre, prevedono anche la possibilità, per i lavoratori, di usufruire di un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di salute e di cura: in questi casi, il malato non percepisce alcuna indennità economica ma ha la possibilità di mantenere il posto di lavoro anche se l’assenza si prolunga oltre la fine del periodo di comporto.

 

Legge 104 e assistenza a un malato di linfoma

In alcune situazioni, la necessità è invece quella di assentarsi per assistere un familiare malato di linfoma.

La legge 104 dà la possibilità ai lavoratori dipendenti di usufruire di 3 giorni di permesso mensile retribuito, eventualmente frazionabili in ore: ne hanno diritto i genitori, il partner (coniuge, convivente di fatto o altra parte in caso di unione civile), i parenti entro il secondo grado (o entro il terzo grado, in caso di mancanza, assenza o decesso dei familiari di grado inferiore) che assistono un proprio caro con disabilità in condizione di gravità.

Inoltre, la legge 104 consente al lavoratore dipendente di beneficiare di due anni di congedo straordinario retribuito, continuativi o frazionati, per assistere un familiare con disabilità grave.

Come stabilito dall’INPS, questa misura spetta in via prioritaria al partner: in caso di assenza, malattia o decesso del partner possono usufruirne il padre o la madre, oppure, se anche i genitori sono impossibilitati o deceduti, il figlio e, a seguire, con gli stessi criteri di priorità, il fratello o la sorella oppure un familiare entro il terzo grado di parentela.
Requisito essenziale per godere del congedo parentale è convivere con il proprio caro da assistere.

In generale, il lavoratore dipendente pubblico o privato ha anche ha diritto a un congedo non retribuito, continuativo o frazionato, per gravi e documentati motivi familiari per un massimo di 2 anni: in questo periodo non può svolgere alcuna attività lavorativa e non percepisce alcuna retribuzione, ma conserva il posto di lavoro.

Nel 2015, infine, la legge ha introdotto le ferie e i riposi “solidali”: si tratta della possibilità, per i dipendenti, di donare volontariamente e a titolo gratuito a un collega i giorni di riposo e di ferie maturati. Il lavoratore che ne beneficia può utilizzarli per assistere i figli che, per motivi di salute, hanno bisogno di cure costanti, come i trattamenti oncologici.

Fonte: Inps, Unisalute, AIL

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