L’ipnosi clinica è una tecnica psicofisiologica che induce uno stato di rilassamento profondo, in cui il paziente conserva la piena consapevolezza, ma è particolarmente ricettivo a suggerimenti positivi. A differenza del mito popolare, non si tratta di un “controllo della mente”, l’individuo mantiene sempre il proprio senso critico e può interrompere l’esperienza in qualsiasi momento. Durante la trance ipnotica il soggetto si rilassa, riesce a isolarsi parzialmente dall’ambiente esterno ottenendo calma e autocontrollo.
Come si applica in ambito clinico?
Milton H. Erickson è considerato il “padre dell’ipnosi moderna”. Psichiatra e psicologo statunitense, ha rivoluzionato l’approccio all’ipnosi in ambito clinico, spostando l’attenzione dall’ipnosi come tecnica suggestiva e autoritaria, all’utilizzo di un approccio più flessibile, collaborativo e focalizzato sulle risorse del paziente.
Dell’impiego dell’ipnosi clinica in ematologia si è discusso durante un corso promosso dalla Commissione Gruppo Infermieri della Fondazione (GiFIL) che si è svolto lo scorso maggio a Pavia. In quella sede la Dott.ssa Paola Locatelli, infermiera presso la Struttura Complessa di Ematologia della Fondazione I.R.C.C.S. Policlinico San Matteo Pavia, ha spiegato come l’ipnosi clinica possa essere utilizzata come terapia complementare alle cure oncologiche tradizionali, chemioterapia, radioterapia, trapianti e interventi chirurgici, per migliorare l’assistenza al paziente, gestire il dolore, gestire i sintomi durante i percorsi terapeutici, spesso lunghi e complessi.
Questa tecnica viene in aiuto del paziente, considerando l’invasività delle cure, i lunghi periodi di ospedalizzazione, i sentimenti di incertezza della prognosi.
I benefici dell’ipnosi clinica
Le evidenze scientifiche sull’efficacia dell’ipnosi sono ancora preliminari e limitate, ma gli studi condotti fino ad ora e le esperienze raccolte, permettono di individuare una serie di benefici del ricorso a questa tecnica:
- ridurre nausea, affaticamento, infiammazione e altri effetti da radioterapia o chemioterapia;
- ridurre l’ansia pre-procedurale e procedurale;
- diminuire la percezione del dolore;
- migliorare la compliance e la tolleranza del paziente, riducendo anche l’uso di sedativi e analgesici;
- migliorare la qualità complessiva del sonno.
In generale, l’ipnosi clinica migliora lo stato emotivo e il benessere psicofisico durante il percorso di cura, con possibili ricadute positive sui processi di guarigione, sulla risposta immunitaria e sulla qualità della vita.
Approccio sicuro e versatile
L’ipnosi è generalmente considerata sicura, priva di effetti collaterali farmacologici, e può essere integrata all’interno dei programmi terapeutici, anche con registrazioni audio per autoipnosi.
Resta, comunque, fondamentale affidarsi a professionisti formati e qualificati, specialmente in contesti clinici complessi. É importante chiarire che l’ipnosi non cura direttamente la malattia, ma agisce sinergicamente per migliorare la gestione dei sintomi e la qualità della vita.
Affinché diventi una pratica sempre più diffusa, è cruciale continuare a investire nella formazione di figure qualificate e nella ricerca clinica mirata. In questo modo, l’ipnosi può affermarsi come parte integrante di un approccio terapeutico umano, efficace e rispettoso della complessità dei pazienti.
