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Concluso il primo studio internazionale sul trattamento del linfoma secondario del sistema nervoso centrale

Dopo dieci anni di ricerca si è concluso il progetto MARIETTA (IELSG42), studio internazionale promosso dal gruppo cooperativo IELSG (International Extranodal Lymphoma Study Group) e avente come oggetto il trattamento dei linfomi aggressivi che infiltrano il sistema nervoso centrale (linfoma secondario del sistema nervoso centrale; SCNSL).

La ricerca ha coinvolto 75 pazienti provenienti da Italia, Olanda, Regno Unito e Svizzera, attestandosi come il primo studio prospettico internazionale mai realizzato su questa tipologia di linfoma raro e quello con il maggior numero di pazienti registrati.

La Fondazione Italiana Linfomi ha condotto la sperimentazione per l’Italia, arruolando il 66% dei pazienti totali e contribuendo a raggiungere importanti risultati.

Lo studio è stato coordinato dal Prof. Andrés J. M. Ferreri, Past President FIL e Direttore dell’Unità Linfomi dell’IRCCS San Raffaele di Milano, in collaborazione con la Dr.ssa Kate Cwynarski dell’University College London Hospital, Regno Unito, la Dr.ssa Jeanette Doorduijn dell’Erasmus MC Cancer Institute di Rotterdam, Olanda, e il Prof. Emanuele Zucca dell’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana di Bellinzona, Svizzera.

Lo studio sul linfoma secondario del sistema nervoso centrale

Il protocollo di ricerca ha riguardato pazienti affetti da linfoma a grandi cellule B sistemico con localizzazione nel sistema nervoso centrale presente alla diagnosi o alla recidiva. Si tratta di un linfoma raro, ma molto aggressivo per cui non erano ancora state individuate strategie terapeutiche specifiche.

Ai pazienti è stata somministrata una combinazione di chemioterapia e immunoterapia, secondo due regimi di trattamento conosciuti come MATRIX ed RICE, già usati nella pratica clinica in pazienti affetti da altri tipi di linfoma, seguita poi da un trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe.

I risultati

Il follow-up a lungo termine dello studio internazionale MARIETTA (mediana di 71 mesi; il più lungo finora concepito per questi linfomi) conferma che è possibile ottenere remissioni durature nei pazienti affetti da SCNSL che riescono a sottoporsi a trapianto di cellule staminali autologhe.

Gli esiti più favorevoli sono stati osservati nei pazienti con con coinvolgimento del Sistema Nervoso Centrale all’esordio della malattia o con recidiva isolata a livello del Sistema Nervoso Centrale.

Al contrario, gli esiti rimangono migliorabili nei pazienti non eleggibili al trapianto o con malattia recidivante o progressiva.

Questi risultati evidenziano la necessità di sviluppare strategie per aumentare la percentuale di pazienti eleggibili al trapianto di cellule staminali autologhe alla prima risposta.

 

Prof. Andrés J.M. Ferreri
Coordinatore dello studio MARIETTA (IELSG42) per l’Italia

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