Attività fisica durante e dopo le terapie per linfoma

Attività fisica durante e dopo la terapia per un linfoma: benefici e consigli

L’attività fisica gioca un ruolo fondamentale nel benessere di chi affronta un linfoma, sia durante che dopo il trattamento. Nonostante la stanchezza e gli effetti collaterali della terapia, infatti, l’attività fisica quotidiana, se praticata con le giuste precauzioni e compatibilmente con le condizioni cliniche, può aiutare a migliorare la qualità della vita e facilitare il recupero delle normali condizioni psico-fisiche.

Molti pazienti con linfoma possono sentirsi deboli o affaticati, a causa degli effetti collaterali indotti dai diversi tipi di trattamento (chemioterapia, immunoterapia, terapie biologiche, radioterapia) o ancor di più dal trapianto di midollo osseo.

I vantaggi nel breve termine

Numerosi studi dimostrano che l’esercizio fisico può portare diversi benefici nell’immediato:

  • Riduce la fatica legata alle terapie, migliorando i livelli di energia.
  • Aiuta a gestire gli effetti collaterali delle terapie come il dolore, la nausea, il vomito, la stipsi e a sopportare meglio i trattamenti.
  • Rafforza il sistema immunitario, aiutando a contrastare infezioni e infiammazioni.
  • Migliora la salute cardiovascolare e la circolazione, spesso compromesse dalle cure.
  • Aumenta la forza muscolare e riduce la perdita di massa magra.
  • Aiuta a gestire lo stress, l’ansia e la depressione, migliorando il benessere mentale.
  • Migliora il sonno e la qualità della vita, aiutando il corpo a recuperare più velocemente.

 I vantaggi nel lungo termine

Inoltre, l’esercizio fisico determina benefici anche a lungo termine:

  • Contrasta l’insorgenza di osteoporosi
  • Contribuisce alla prevenzione del diabete, dell’obesità e dell’ipertensione
  • Contribuisce alla prevenzione della cardiotossicità a lungo termine

Infine, uno studio condotto dalla Mayo Clinic nel 2017 ha documentato che l’attività fisica aiuta i pazienti con linfoma a vivere più a lungo, riducendo il rischio di morte per qualsiasi causa e da linfoma. (Pophali P. et al. The association of physical activity before and after lymphoma diagnosis with survival outcomes. Am J Hematol. 2018 Dec;93(12):1543-1550.

Molti pazienti riferiscono che l’attività fisica aiuta a sentirsi di nuovo “padroni” del proprio corpo, dando loro più forza e fiducia nel processo di guarigione.

L’intensità dell’esercizio dipende dallo stato di salute del paziente, dal tipo di terapia e dalla fase della malattia. Pertanto, la tipologia di attività fisica va definita con il proprio ematologo coadiuvato, in casi specifici, da altre figure specialistiche, come ad esempio da un fisioterapista.

Occorre osservare cautele particolari in determinate condizioni come, ad esempio, per i pazienti che hanno un Catetere venoso centrale (CVC o PICC) ed occorre specificare che esistono in ogni caso condizioni in cui è sconsigliabile svolgere attività fisica moderata-intensa.

Sul sito FIL è disponibile il manuale di Attività motoria per i pazienti affetti da Linfoma.

Quali attività praticare?

In sintesi, tra le attività consigliate in corso di trattamento ci sono:

  • Camminate leggere (in casa o all’aperto, per migliorare la circolazione).
  • Esercizi di stretching per mantenere la mobilità.
  • Yoga o Pilates dolce, utili per ridurre stress e tensioni muscolari.
  • Esercizi di respirazione per migliorare la capacità polmonare.

In ogni caso è estremamente importante ascoltare il proprio corpo e non forzare quando si è molto affaticati. Anche pochi minuti di movimento al giorno possono fare la differenza.

Attività fisica da eseguire al termine della terapia:

  • Camminate più lunghe e nordic walking per riattivare il corpo in modo graduale.
  • Nuoto e acquagym, ideali per il recupero muscolare senza impatto sulle articolazioni.
  • Bicicletta o cyclette, per migliorare la resistenza cardiovascolare.
  • Esercizi di tonificazione muscolare leggeri (con elastici o pesi leggeri).
  • Tai Chi o Qi Gong, ottimi per equilibrio e rilassamento.

Se la ripresa procede bene, nel tempo si può tornare anche a sport più intensi, sempre previo confronto con il proprio ematologo.

Precauzioni e consigli utili:

  • Parlare sempre con il medico prima di iniziare qualsiasi attività fisica.
  • Ascoltare il proprio corpo: se si avverte troppa fatica, fermarsi e riposare.
  • Mantenere un’idratazione adeguata, soprattutto dopo le cure.
  • Evitare ambienti affollati (piscine pubbliche, palestre affollate) in caso di immunodepressione.
  • Se si è sottoposti a un trapianto di midollo, evitare sforzi eccessivi nei primi mesi.
  • Integrare esercizi di respirazione e rilassamento per gestire lo stress.

 

In conclusione: l’attività fisica nei pazienti con linfoma va sempre incoraggiata, anche dopo il termine del trattamento. Non deve essere vista come un obbligo, ma come un alleato del recupero. Anche un movimento leggero può portare grandi benefici, aiutando corpo e mente a ritrovare energia dopo la malattia. L’importante è procedere con gradualità, scegliendo lo sport più adatto alle proprie condizioni.

 

Dott.ssa Valentina Bozzoli
Medico Ematologo presso l’Ospedale Vito Fazi, Lecce
Comitato di Redazione FIL

 

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