Storia di Federica con il linfoma di Hodgkin

L’unico modo per arrivare dall’altra parte è passarci in mezzo

Nel 2020 sono diventata mamma per la prima volta, bellissimo.

Dopo un anno circa dentro di me nasce la paura sempre più viva di “morire”, voi direte “succede a tutte le mamme”, probabile!

2022: questa sensazione si fa sempre più forte, inizio in maniera compulsiva a controllarmi tutto, alla ricerca di qualcosa. Stavo bene, non avevo sintomi apparenti.

Prima della mia 2° gravidanza nel 2022, faccio un check up completo, tutto perfetto!

Resto incinta e il 30 gennaio 2023, data che non scorderò mai, faccio il primo test del DNA fetale, l’avevo fatto serenamente anche con il primo figlio, ma questo non dà esito: inconcludente per incongruenze cromosomiche. PANICO. Lo rifaccio, stesso esito.

Ricordo come se fosse ieri la prima domanda della prima biologa:
Sig.ra ha mai avuto un linfoma?
No, perché? Cosa è?”
Non si preoccupi, va tutto bene sarà un problema della placenta”.

Dimentico subito quella parola e mi accerto subito che il mio bimbo stia bene. Amniocentesi perfetta, il bambino è sanissimo.

Il mio ginecologo fa maggiori accertamenti anche su di me, la parola “tumore” viene detta ad alta voce per la prima volta. “Scongiuriamo Federica, ma sono certo che non c’è nulla“. Test perfetti.

Inizio ad informarmi, scopro diverse ricerche aperte che parlavano di come questi test possono diagnosticare tumori latenti nel sangue. Da quel giorno, nella mia testa mi convinco che io rientravo in quella percentuale.

La gravidanza prosegue e mi obbligo a non pensarci, l’importante era far nascere sano il mio bimbo!

Purtroppo, diventa una gravidanza a rischio e partorisco in urgenza il mio fortissimo prematuro di 33 settimane. La mia forza della natura cresce benissimo, non con poche ansie e paure, arriviamo a casa e superiamo i primi difficili 4 mesi.

Al suo 5° mese, mi ricordo di me e ricordo le parole di quel secondo Biologo, Giovanni, del centro AMES di Napoli che mi rifece il terzo test. Lui insieme a mio figlio e al mio ginecologo, mi hanno salvato la vita: “Federica come se fossi mia sorella approfondisci, perché c’è qualcosa che non va“.

Lo ascolto. Rifaccio il test del DNA, stessi problemi cromosomici. Sono io, non la placenta.

Serviva farlo: scelgo di prenotare una risonanza Total Body e a novembre 2023 ci sono dei linfonodi che non vanno bene. Mi reco subito allo IEO e il 28 dicembre, altra data che non scorderò mai, ho la diagnosi Linfoma di Hodgkin stadio 2A.

E da qui non si torna indietro. L’unica mia paura vera: lasciare soli i miei bambini.

Non avevo paura di stare male, nel panico e terrore, comunque alle cose ci si passa in mezzo, è l’unico modo per arrivare dall’altra parte.

Non semplice, un sottile equilibrio. Una montagna russa impossibile da controllare, chemioterapia + chemioterapia alte dosi + radioterapia, ma 30 maggio 2024 la PET negativa è arrivata.

Ora ho controlli serrati come per tutti i compagni di percorso, i miei ematologi come migliori amici, ma sta andando tutto bene e tra un controllo e l’altro proviamo a riprenderci la vita.

 

Federica_linfoma hodgkinFederica

 

 

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