sie 2023

FIL al 50° congresso SIE

Dal 23 al 25 ottobre si è svolto a Roma il 50° Congresso della SIE – Società Italiana di Ematologia.
Le occasioni di scambio sono state molte e la Fondazione ha portato il suo contributo attraverso diverse comunicazioni orali e poster.

Per quanto riguarda le comunicazioni orali, sono state presentate quattro ricerche FIL.

Linfoma del mediastino
LINFOMA B PRIMITIVO DEL MEDIASTINO, UNO STUDIO RETROSPETTIVO DI REAL-LIFE SU SCALA NAZIONALE DA PARTE DELLA FONDAZIONE ITALIANA LINFOMI” (primo nome: U. Consoli)
La ricerca consiste in una raccolta dati retrospettiva multicentrica ed interregionale di pazienti affetti da linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B, con l’obiettivo di analizzare le differenti modalità di trattamento operate nei centri partecipanti e, secondariamente, di indagare la tossicità delle diverse strategie terapeutiche. Lo studio interessa 400 pazienti, in una quarantina di centri FIL ed è promosso nell’ambito di attività della Commissione Linfomi Aggressivi.

Il ruolo prognostico della PET
“L’USO COMBINATO DEL MONITORAGGIO DELLA MALATTIA MINIMA RESIDUA E DELLA FDG-PET PREDICE L’OUTCOME NEL LINFOMA FOLLICOLARE: RISULTATI DAL PROTOCOLLO FOLL12 DELLA FONDAZIONE ITALIANA LINFOMI”
(primo nome: G.M. Assanto)
Il lavoro nasce dalla revisione di dati raccolti all’interno dello studio FIL_FOLL12. Lo studio evidenza il ruolo prognostico della PET di fine trattamento e soprattutto della cinetica della malattia minima residua. É stato ideato e condotto dalla Commissione Studi Biologici FIL e appoggiato dalla Commissione Linfomi Indolenti e dalla Commissione Imaging e Radioimmunoterapia.

Survey vaccini
“LE STRATEGIE VACCINALI NEI PAZIENTI CON LINFOMA: SURVEY DELLA FONDAZIONE ITALIANA LINFOMI” (primo nome: O. Annibali)
I pazienti con neoplasie ematologiche presentano un rischio maggiore di infezioni, alcune prevenibili con la vaccinazione. In particolare, i pazienti con linfoma hanno un’immunità compromessa delle cellule T o delle cellule B, per queste ultime l’immunità è ulteriormente influenzata dai trattamenti farmacologici. La ricerca, nata dalla Commissione Lungosopravviventi, comorbidità, qualità della vita, ha indagato l’atteggiamento sulla vaccinazione nei diversi centri ematologici aderenti alla FIL sui pazienti con linfoma non Hodgkin sottoposti a trattamento chemio-immunoterapico.
Dall’indagine emerge una particolare sensibilità tra gli ematologi verso la vaccinazione per SARS-CoV-2 e un iniziale interesse verso la vaccinazione VZV (Virus Varicella-Zoster).

Il ruolo della PET nei pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule B
“RADIOTERAPIA PET-GUIDATA IN PAZIENTI CON LINFOMA DIFFUSO A GRANDI CELLULE B (DLBCL) A BASSO RISCHIO: PROTOCOLLO DI FASE II MULTICENTRICO DLCL10 DELLA FONDAZIONE ITALIANA LINFOMI” (primo nome: M. Balzarotti)
Il protocollo DLCL10 ha coinvolto 110 pazienti consecutivi con linfoma diffuso a grandi cellule (DLBCL) ” a basso rischio” ma con malattia avanzata oppure con malattia localizzata “bulky”, cioè di dimensioni di almeno 7.5 cm. Lo scopo dello studio consisteva nel valutare se una strategia di radioterapia basata sull’esito della PET finale permetteva un miglioramento della prognosi, rispetto alla strategia convenzionale di irradiare le sedi bulky indipendentemente dalla risposta PET. L’indagine, promossa dalla Commissione linfomi aggressivi, ha confermato che una strategia di radioterapia PET-based è non solo ragionevole, ma permette di risparmiare la radioterapia a una quota consistente di paziente con malattia bulky.

I poster scientifici targati FIL presentati durante la SIE sono stati cinque: uno della Commissione Lungosopravviventi, comorbidità, qualità della vita, due della Commissione Linfomi Aggressivi, due della Commissione Linfomi dell’anziano,

Commissione lungosopravviventi, comorbidità, qualità della vita
Preservazione e monitoraggio della fertilità nei pazienti adulti con diagnosi di linfoma: un position paper consensus-based di Fondazione Italiana linfomi (FIL) & Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU)

Commissione Linfomi Aggressivi
Gestione clinica dei linfomi t nella real life: survey della fondazione italiana linfomi;
Copanlisib in combinazione con Rituximab e Bendamustina in pazienti con linfoma diffuso a grandi cellule b recidivato/refrattario non trapiantabili: risultati dello studio multicentrico di fase II FIL_COPA-RB della Fondazione Italiana Linfomi

Commissione Linfomi dell’anziano
Confronto fra immuno-chemioterapia seguita da radioterapia e immuno-chemioterapia da sola nei pazienti anziani affetti da DLBCL in stadio localizzato. analisi ad hoc dello studio Elderly Project della Fondazione Italiana Linfomi;
R-MINICOMP versus R-MINICHOP in pazienti anziani unfit e frail con linfoma diffuso a grandi cellule b: uno studio di coorte della Fondazione Italiana Linfomi.

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