Annalisa Arcari - Responsabile Commissione Linfomi dell'Anziano

Su Blood Advances un progetto di ricerca FIL sui pazienti anziani affetti da linfoma diffuso a grandi cellule

Un lavoro sui pazienti anziani affetti da linfoma diffuso a grandi cellule – il tipo più comune di linfoma non Hodgkin – è stato pubblicato sulla rivista Blood Advances a inizio giugno, confermando l’importanza di un grosso studio promosso dalla Fondazione in questo ambito, l’Elderly Project.

Elderly Project

Il progetto originale, il cui Principal Investigator è stato il Dott. Michele Spina del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, ha coinvolto 1163 pazienti di età superiore a 65 anni, curati in 36 centri onco-ematologici italiani, dimostrando l’importanza dell’impiego di una valutazione geriatrica alla diagnosi, effettuata mediante la raccolta informatizzata di notizie riguardanti la presenza di altre malattie oltre al linfoma e il grado di autonomia funzionale del paziente. Uno dei risultati più significativi raggiunti è stata la messa a punto di un indice prognostico (Elderly Prognostic Index – EPI) che considera congiuntamente gli esiti della valutazione geriatrica e le caratteristiche cliniche del linfoma.

Risultati della ricerca pubblicata

Partendo dal database di pazienti già a disposizione, il nuovo sotto-studio ha indagato 383 casi trattati con lo schema di immuno-chemioterapia standard R-CHOP e 308 casi trattati, per scelta del clinico del Centro, con lo schema alternativo R-COMP, che sostituisce la doxorubicina convenzionale con una sua formulazione modificata (veicolata da “liposomi”) caratterizzata da minori effetti collaterali sul cuore.

Il problema della tossicità cardiaca in corso di chemioterapia è molto importante soprattutto nei pazienti anziani, che spesso presentano fattori di rischio cardiovascolari (per es. ipertensione o diabete) o una storia di precedenti ischemie o aritmie – afferma la Dott.ssa Annalisa Arcari, coordinatrice del sotto-studio, insieme al Dott. Francesco Merli. Confrontando i due gruppi di trattamento, abbiamo dimostrato su un ampio numero di pazienti che lo schema R-COMP con doxorubicina liposomiale è altrettanto efficace sulla malattia e permette di offrire un trattamento ad intento curativo anche a pazienti con cardiopatia di base, senza un aumento significativo dei rischi”.

Pubblicazione

La pubblicazione (A Fondazione Italiana Linfomi cohort study of R-COMP vs R-CHOP in older patients with diffuse large B-cell lymphoma) è consultabile a questo link.

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