Plenaria

Oltre 240 soci riuniti a Napoli per fare il punto sugli avanzamenti della ricerca scientifica sui linfomi

Il sostegno ai giovani ricercatori, la promozione dei centri del Sud, la qualificazione della Fondazione come punto di riferimento per l’aggiornamento di tutte le figure professionali sanitarie che devono trattare pazienti affetti da linfoma.

Sono queste alcune delle sfide che la Fondazione Italiana Linfomi, divenuta punto di riferimento nazionale e non solo, per la cura dei linfomi, sta affrontando e di cui si è discusso nel corso della XI assemblea nazionale, riservata ai soci FIL, dal 10 al 12 novembre a Napoli, al Royal Hotel Continental.

I partecipanti in presenza sono stati 244, con circa 70 collegamenti da remoto attraverso il sito della Fondazione.

I principali risultati presentati in Riunione Plenaria

Nel corso dell’assemblea sono stati presentati i più importanti risultati raggiunti nell’ultimo anno dalle 12 Commissioni Scientifiche FIL, i gruppi di lavoro formati dai soci che operano nel campo dei linfomi e validano le proposte scientifiche e di studio, e dal Gruppo Terapie Innovative FIL, nuovo team di ricercatori trasversali.

Due studi, in particolare, sono destinati a cambiare la pratica clinica. Il trial FIL_ROUGE, riguardante il linfoma di Hodgkin, dimostra che un trattamento intensificato dell’ABVD (trattamento chemioterapico) permette di ottenere risultati superiori in termini di sopravvivenza libera da progressione rispetto alla terapia standard ABVD.

Nell’ambito dei linfomi mantellari, la Fondazione ha contribuito in maniera significativa alla realizzazione dello studio internazionale TRIANGLE, che dimostra come l’impiego dell’ibrutinib migliora sensibilmente i risultati di trattamento nei pazienti giovani con linfoma mantellare. L’Italia con FIL ha coinvolto il 24% del totale dei pazienti inseriti nello studio (206). I risultati verranno presentati alla Plenary Scientific Session del 64esimo congresso ASH, uno dei più importanti convegni mondiali in ambito ematologico.

Di fondamentale importanza, infine, l’avvio a breve del progetto FIL-MAB che permetterà di disporre di un esteso database concentrato sulle nuove terapie a base di anticorpi monoclonali.

Il commento del Presidente

Il Presidente FIL, dottor Andrés J. M. Ferreri, dichiara: “Il 2022 è iniziato all’insegna di un’altra crisi sociale e sanitaria, dopo la pandemia da COVID-19, quella causata dalla guerra in Ucraina.  FIL si è fatta portavoce dell’iniziativa della Lymphoma Coalition finalizzata alla creazione di una rete di personale sanitario e strutture ospedaliere in grado di offrire supporto ai medici sul posto e ospitalità e cura ai profughi malati di linfoma nei centri italiani. Sono riprese, poi, tutte le attività di formazione e aggiornamento, di nuovo in presenza e grande attenzione è stata riservata alla risorsa più importante, le persone, con inserimenti che hanno rafforzato un organico giovane e in prevalenza formato da donne. La Fondazione continuerà il suo lavoro per fornire risposte sempre più efficaci contro il linfoma, irrobustendo le collaborazioni con altri gruppi nazionali (GIMEMA e GITMO in primis) e internazionali (Gruppi Spagnolo, Portoghese, Svizzero, Serbo, Nordico), per promuovere la ricerca indipendente, senza dimenticare la collaborazione con le aziende farmaceutiche multinazionali, che ci ha già permesso di raggiungere obiettivi importanti”.

 

L’assemblea della Fondazione è stata l’occasione per tributare il lavoro del prof. Stefano Pileri, Editore della Classificazione delle Leucemie e dei Linfomi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha recentemente annunciato il suo ritiro professionale nel campo medico.

 

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