Ash 2021

11 contributi FIL al più importante evento ematologico del mondo

Dall’11 al 14 dicembre scorsi si è tenuto ad Atlanta, in Georgia, il 63° Meeting Annuale della American Society of Hematology (ASH), fruibile anche in modalità virtuale. Il meeting annuale ASH è considerato l’evento di ematologia oncologica e non oncologica primo a livello internazionale per l’opportunità di prendere visione dei risultati di migliaia di studi scientifici condotti dai vari gruppi cooperatori delle diverse aree del globo permettendo l’aggiornamento sui temi più critici dell’ematologia.

Ogni anno vengono inviati all’organizzazione più di 5.000 abstract scientifici, di cui poco più della metà considerati i migliori tra i contributi sottomessi e accettati per presentazione orale o in forma di poster al meeting annuale. I contributi vengono selezionati attraverso un ampio processo di revisione da parte di esperti e rappresentano importanti e nuove ricerche nel campo dell’ematologia.

Quest’anno la FIL ha visto accettati ben 11 contributi, di cui 6 per presentazione orale e 5 per presentazione in forma di poster, risultato quindi molto soddisfacente.

Gli studi con Presentazione Orale

L’aggiornamento presentato sui risultati dello studio FIL_FOLL12, per pazienti con prima diagnosi di linfoma follicolare, ha dimostrato la superiorità del trattamento di mantenimento standard con Rituximab, dopo un trattamento iniziale con Rituximab associato a chemioterapia rispetto ad un mantenimento adattato alla risposta al trattamento di prima linea. Lo studio è il primo a confermare in maniera prospettica che il mantenimento è imprescindibile per garantire l’esito positivo del trattamento.

Con presentazione dedicata sono stati riferiti anche i risultati delle analisi biologiche previste dallo studio FIL_FOLL12 che hanno confermato che l’osservazione della malattia minima residua (abbreviata in MRD, cioè la persistenza dopo trattamento di cellule biologicamente alterate) è correlata a un esito negativo del trattamento e alla probabilità per quel paziente di avere una sopravvivenza libera da progressione più breve.

Sono poi stati esposti i risultati finali dello studio FIL_BRB che prevedeva il trattamento con la combinazione Bendamustina-Rituximab-Bortezomib (BRB) come seconda linea in pazienti con malattia di Waldestrom che non hanno risposto o sono ricaduti dopo la terapia di prima linea: lo studio ha identificato il trattamento BRB come clinicamente e biologicamente efficace e ben tollerato.

Lo studio FIL_PTCL13, per il trattamento dei linfomi T in prima diagnosi, in cui il farmaco Romidepsina veniva aggiunto alla terapia regolare, non ha dimostrato un aumento di efficacia della combinazione rispetto allo standard.

Per quello che riguarda i pazienti anziani con linfoma aggressivo a cellule B e fragili per contemporanea presenza di altre patologie, lo studio FIL_RERI è il primo a proporre la possibilità di trattare anche pazienti che non riuscirebbero ad affrontare i trattamenti standard. Ha dimostrato che un trattamento senza impiego di chemioterapia, ma con utilizzo di soli farmaci biologici (Lenalidomide e Rituximab, detto anche R2), pur non avendo raggiunto l’attività antitumorale prevista, è stato efficace in una proporzione significativa di casi, e può indicare che l’approccio chemo-free al paziente anziano fragile è una via praticabile con ulteriori esplorazioni di combinazioni di altri farmaci biologici.

I risultati a lungo termine dello studio FIL_R-BAC, per pazienti anziani con linfoma mantellare, hanno mostrato un’efficacia sostenuta nel tempo, superiore ad altri regimi utilizzati in popolazioni simili e che ha avuto un impatto significativo sull’aspettativa di vita dei pazienti anziani con linfoma mantellare.

Poster Scientifici

I risultati presentati al meeting ASH in forma di Poster scientifico hanno riguardato i progetti di ricerca:

  • V-RBAC sul linfoma mantellare in pazienti anziani ad alto rischio;
  • Elderly Project sul linfoma a Grandi Cellule B in pazienti anziani;
  • RECANZ sul linfoma aggressivo recidivato o resistente alla terapia di prima linea in pazienti anziani con linfoma non Hodgkin aggressivo;
  • Car t – SIE sulla terapia Car-t in collaborazione con SIE (Società Italiana di Ematologia) e GITMO (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo);
  • IELSG20 e IELSG32 sul linfoma al Sistema Nervoso Centrale promossi dall’International Extranodal Lymphoma Study Group, di cui il secondo in collaborazione con FIL.

Le ricerche presentate confermano il ruolo sempre più autorevole che la Fondazione sta assumendo a livello internazionale e rappresentano un incoraggiamento a proseguire per raggiungere nuovi traguardi di cura.

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