Maria - La storia con il linfoma a cellule B

L’arma vincente del sorriso

La storia di Maria e il linfoma  non Hodgkin

Sono arrivata alla diagnosi di Linfoma non Hodgkin a grandi cellule B dopo 3 mesi dalla comparsa dei sintomi, avevo 35 anni. Mi sono ritrovata con il lato destro del collo molto molto ingrossato, mi sentivo un pugile! Stanchezza e dolore mi hanno fatto compagnia… Analisi del sangue, ecografia, risonanza magnetica, ecodoppler alle carotidi, due agoaspirati, nessun risultato certo…non è stato subito chiaro cosa fosse. Poi il ricovero in Malattie Infettive, dove ho passato le notti con gli infermieri che mi aiutavano con il ghiaccio ad alleviare il dolore al collo che era ormai diventato poco sopportabile. Con il trasferimento in Otorinolaringoiatria, presa la decisione dai medici di eseguire una biopsia, finalmente è arrivata la diagnosi: “E’ un linfoma, ma è curabile”.

Mi sono attaccata a quelle due semplici parole: “E’ curabile“.

Ho così conosciuto il Dott. Michele Cimminiello e l’equipe dell’Oncoematologia dell’Ospedale San Carlo che mi hanno accolta, coccolata e supportata in ogni aspetto della malattia, soprattutto quello di considerarmi una persona e non una semplice paziente. Non mi hanno mai fatto sentire sola, mi hanno dato fiducia, insegnandomi anche a farmi da sola la puntura sulla pancia del giorno dopo la chemioterapia, integrante nella stessa, evitandomi così di dover tornare apposta in ospedale solo per quella. Ho seguito tutte le indicazioni che mi hanno dato, mi sono affidata e fidata di loro.

Mi sono munita di un taccuino in cui raccogliere tutte le domande che mi venivano in mente… perché ho imparato che rivolgere le domande, anche banali, agli esperti, è la regola numero uno per mantenere serenità e sorriso, il resto toccava alle cure e, quelle, erano affidate a mani sapienti.

Maria

Il mio percorso di cura è stato breve ed intenso, il mio Linfoma maligno e aggressivo fortunatamente era localizzato nel collo e ha richiesto “solo” 4 cicli di chemioterapia ogni 15 giorni e 18 sedute di radioterapia.

Ho perso i capelli? Si, esattamente quando il dottore mi aveva detto che sarebbe successo, non è stato un bel momento, ma dopo essermi rasata ho scoperto la forma esatta della mia testa ed è ricomparso il sorriso. Poi i capelli sono ricresciuti e, da lisci che erano, sono diventati ricci!

Ormai sono passati quasi cinque anni da questa esperienza che mi sono trovata ad affrontare ed oggi, con la pandemia in corso e le restrizioni che riguardano tutti, posso dire che io e la mia famiglia il lockdown l’abbiamo già vissuto quando, a causa del mio stato di immunodepressa, mi veniva raccomandato di evitare luoghi affollati, di non stare a contatto con persone che presentassero sindromi influenzali e di stare riguardata.

Ho imparato che il sorriso è l’arma che il paziente deve sempre sfoderare, perché i dolori, le beghe burocratiche ci sono e ci saranno comunque, ma il sorriso è davvero disarmante!

Aiuta ad affrontare le prescrizioni, le limitazioni e a far uscire il guerriero che è in ogni malato.

 

Maria

 

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