Valentina: la sua storia con il linfoma e la sclerosi multipla

Non bisogna arrendersi mai!

La storia di Valentina tra sclerosi multipla e linfoma di Hodgkin

Mi chiamo Valentina, ho 38 anni e il mio “incontro” con il linfoma è avvenuto alcuni anni fa, era il 2017. Soffro di sclerosi multipla e nell’autunno del 2017, durante la seduta di fisioterapia, la fisioterapista percepisce che sotto la clavicola sinistra c’è una pallina, io sinceramente non me ne ero mai accorta. Faccio un’ecografia, sembra solo una cisti quindi non ci penso più finchè alcuni mesi dopo, era il gennaio 2018, mi compare un’altra pallina, questa volta più grande, sul lato destro del collo. Inizia così una serie di esami, prima per la tiroide, poi la visita dall’endocrinologo che però mi consiglia di fare una biopsia e di rivolgermi ad un ematologo. Dopo tanti esami e l’esito della biopsia, il responso è linfoma di Hodgkin. Non sapevo cosa fosse, o meglio ne avevo sentito parlare ma senza sapere effettivamente di cosa si trattasse, c’erano altri termini più familiari per me, leucemia, mieloma, ma non linfoma.

E’ stato proprio in quel momento che ho fatto la conoscenza con il dott. Cimminiello e l’equipe dell’oncoematologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza: il dottore mi spiega che avrei dovuto fare quattro mesi di chemioterapia seguiti poi dalla radioterapia e che avrei perso i capelli. E’ stata dura in quel momento, forse può sembrare una cosa futile, ma più di ogni cosa non riuscivo ad accettare che avrei dovuto fare a meno dei miei folti pazzi capelli ricci. Avevo 34 anni al momento della diagnosi, stavo già affrontando altre battaglie, aggiungere anche questa non ci voleva proprio.

Per fare le cure previste ho dovuto interrompere provvisoriamente quelle per la sclerosi multipla che infatti poi purtroppo ha avuto una piccola progressione. Però non si poteva fare diversamente, in quel momento era più urgente curare il linfoma.

Ho affrontato i mesi di terapia con grande spirito combattivo, come sono sempre abituata a fare, tutto sommato le terapie non mi hanno dato troppi disagi, i giorni immediatamente successivi alla chemio erano quelli in cui si manifestava qualche disturbo come il dolore allo stomaco, non riuscivo a mangiare se non gelato al limone e crackers, poi però tornavo in forze.

Al termine delle cure la PET ha dato esito negativo, è arrivata la notizia della remissione!

Sicuramente mi ha anche aiutato il fatto che il linfoma mi sia stato diagnosticato al secondo stadio, quindi tutto sommato in fase precoce, grazie alla mia fisioterapista che quel giorno si è accorta di qualcosa che non andava.

E’ stato tutto sommato un periodo breve ma intenso, sono stata e sono una combattente, equilibrata a livello mentale, ho avuto una vita segnata da tanti momenti brutti (la mia mamma non c’è più proprio a causa della sclerosi multipla, aveva solo 40 anni, allora non c’erano le cure che ci sono adesso), ma sono stata sempre affiancata da tante persone giuste, poche ma buone, mio papà, mia sorella, il mio compagno e un paio di amiche. Loro non mi hanno mai abbandonato e non mi hanno mai fatto sentire sola. La luce dei miei occhi poi è la mia nipotina, anche lei mi ha dato tanta energia.

In reparto poi ho trovato uno staff splendido, è stato molto importante soprattutto il rapporto con il dottor Cimminiello che è sempre stato molto schietto, mi ha spiegato passo per passo ciò a cui sarei andata incontro, preparandomi ad affrontare il percorso di cura.

Sono passati due anni e mezzo da allora, sono ancora nella fase delle visite di controllo, ma i miei capelli sono tornati ad essere folti e oggi parlo di questo pezzo di vita vissuta con grande serenità. Il messaggio che mi sento di condividere con chi ha passato o dovrà attraversare questa esperienza è che la cosa importante è essere forti, l’aspetto caratteriale è fondamentale. Tutto si può affrontare. Ho molta fiducia nella ricerca scientifica, per fortuna ci sono persone e realtà come la Fondazione Italiana Linfomi che cercano di migliorare per quanto possibile le cure che ci vengono proposte e di fare in modo che ne siano disponibili di nuove e migliori per il futuro.

 

Valentina

 

 

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