FIL segna una nuova tappa contro il linfoma mantellare e il suo elevato rischio di recidiva
Con lo studio multicentrico MCL0208, la Fondazione è riuscita a evidenziare come l’utilizzo di un trattamento di mantenimento con il farmaco Lenalidomide a seguito di chemioterapia e trapianto autologo, sia in grado di migliorare la sopravvivenza libera da progressione, cioè il tempo in cui il paziente è libero dai segni di ritorno della malattia.
Ne ha parlato a La Repubblica il Prof. Marco Ladetto, ematologo presso l’Ospedale Ss. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria che ha coordinato lo studio insieme al dr. Sergio Cortelazzo, consulente ematologo presso l’Ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo e al dr. Michael Mian, ematologo presso l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige.
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