Una tosse che non passa, una stanchezza insolita, sudorazioni notturne, prurito persistente. Oppure un linfonodo ingrossato che non fa male. Presi singolarmente, molti sintomi possono sembrare comuni e avere spiegazioni molto diverse. A volte, però, è la loro persistenza, la loro evoluzione o la loro associazione a suggerire che è opportuno approfondire.
Da questa consapevolezza nasce “Riconoscere i segni”, la campagna social promossa dal Gruppo Pazienti Linfomi AIL-FIL in occasione del World Lymphoma Awareness Day 2026, la Giornata Mondiale per la Consapevolezza sui Linfomi che ricorre il 15 settembre.
L’obiettivo è semplice ma importante: aiutare le persone a prestare attenzione ai possibili segnali del proprio corpo, senza generare allarmismi, e favorire il confronto con il medico quando un sintomo persiste, cambia nel tempo o si presenta insieme ad altri segnali.
Sintomi che possono essere difficili da interpretare
Il percorso che conduce alla diagnosi di un linfoma non è uguale per tutti. Alcune persone presentano sintomi evidenti, altre manifestazioni più sfumate o apparentemente riconducibili a condizioni comuni.
È proprio questo uno dei temi al centro di “Riconoscere i segni”. La campagna prende spunto anche dai risultati della Global Patient Survey 2024 della Lymphoma Coalition, che evidenziano come per molti pazienti il percorso tra la comparsa dei primi sintomi e la diagnosi possa protrarsi per settimane o mesi.
Questo non significa che tosse, stanchezza, prurito, sudorazioni o un linfonodo ingrossato siano necessariamente segnali di un linfoma. Nella maggior parte dei casi possono avere altre cause. Ma quando un sintomo persiste, si modifica, si ripresenta o si associa ad altri segnali, parlarne con il proprio medico permette di valutarlo nel modo corretto.
Le storie dei pazienti per imparare a riconoscere i segni
Al centro della campagna ci sono le testimonianze di persone che hanno vissuto in prima persona un percorso di diagnosi di linfoma.
Rita racconta i sintomi che hanno preceduto la diagnosi di linfoma di Hodgkin: una tosse persistente, una stanchezza insolita, il prurito e, ripensando a quel periodo, anche le sudorazioni notturne. Segnali che, considerati singolarmente, potevano sembrare poco specifici, ma che osservati insieme hanno assunto un significato diverso.
Enrico racconta invece il percorso che lo ha portato alla diagnosi di linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL). Alcuni disturbi avevano inizialmente spiegazioni apparentemente semplici: la gastrite, la stanchezza legata al lavoro, le sudorazioni attribuite al caldo estivo. È stato l’approfondimento del quadro complessivo, insieme allo specialista, a condurre alla diagnosi.
Diversa ancora è l’esperienza di Caterina, alla quale è stato diagnosticato un linfoma follicolare. Nel suo caso il segnale era un linfonodo ingrossato, non doloroso e non accompagnato da altri sintomi evidenti: proprio per questo, inizialmente, poteva sembrare qualcosa di poco importante.
Tre storie diverse che restituiscono un messaggio comune: non esiste un’unica modalità con cui un linfoma si manifesta e sintomi apparentemente scollegati possono meritare una valutazione complessiva.
Una goccia, poi un’onda
Il concept visivo della campagna parte da un’immagine immediata: una goccia che increspa la superficie dell’acqua.
Una sola goccia produce un piccolo movimento. Quando le gocce diventano più di una, però, si forma un’onda.
Allo stesso modo, un singolo sintomo può sembrare poco significativo. Quando persiste o si accompagna ad altri segnali, il quadro può cambiare e meritare attenzione.
Attraverso le testimonianze dei pazienti e il contributo degli specialisti, “Riconoscere i segni” vuole quindi contribuire a costruire una maggiore cultura della consapevolezza sui linfomi.
Segui la campagna e condividi
Segui la campagna “Riconoscere i segni” sui canali Facebook e Instagram, guarda e condividi i contenuti per aiutarci a diffondere un messaggio importante: conoscere i possibili segnali, prestarvi attenzione e confrontarsi con il proprio medico quando qualcosa non torna può contribuire a un percorso diagnostico più tempestivo.
Conoscere significa riconoscere. Riconoscere significa poter agire. Agire può fare la differenza.
Il Gruppo Pazienti Linfomi AIL-FIL
Il Gruppo Pazienti Linfomi AIL-FIL nasce dalla collaborazione tra AIL – Associazione Italiana contro Leucemie, linfomi e mieloma e FIL – Fondazione Italiana Linfomi, con l’obiettivo di mettere in dialogo pazienti, caregiver, associazioni e comunità scientifica e contribuire a iniziative di informazione e sensibilizzazione dedicate alle persone che convivono con un linfoma.
Con “Riconoscere i segni”, il Gruppo rinnova questo impegno in occasione del World Lymphoma Awareness Day 2026, dando voce alle esperienze dei pazienti e trasformandole in uno strumento di conoscenza condivisa.
Il 15 settembre, in occasione del World Lymphoma Awareness Day, aiutaci a diffondere il messaggio: conoscere i possibili segnali, prestarvi attenzione e parlarne con il medico è il primo passo per non sottovalutarli.
Sostieni la ricerca
Il tuo contributo aiuta a trasformare la ricerca clinica in nuove possibilità di cura per i pazienti.
