alimentazione

Linfomi e alimentazione

Una delle domande più frequenti che viene posta all’onco-ematologo da parte dei suoi pazienti è: “Dottore, ma io cosa posso mangiare?”. La risposta potrebbe sembrare semplice, ma in realtà è molto complessa se si considera che con una corretta alimentazione possiamo controllare alcuni degli effetti collaterali delle terapie oncologiche riguardanti l’apparato digerente e che, invece, un’alimentazione inadeguata protratta nel tempo potrebbe portare a uno stato di malnutrizione. Adottare uno stile alimentare corretto e adeguato al proprio stato nutrizionale, sia in corso di terapia che nelle fasi successive, consente quindi una migliore tollerabilità dei trattamenti e un vantaggio in termini di qualità della vita.

Alimentazione durante il trattamento anti-tumorale

È fondamentale osservare un’alimentazione sana e completa, che apporti tutti i nutrienti necessari all’organismo per affrontare la malattia e le cure. Il gusto del cibo potrebbe modificarsi a causa di alterazioni della mucosa del cavo orale, pertanto è importante individuare gli alimenti di proprio gradimento e meglio tollerati, al fine di nutrirsi nella giusta misura. In parallelo, è necessario un adeguato apporto di acqua, secondo le quantità indicate dal medico specialista. Alcuni regimi di chemioterapia si associano, inoltre, ad incremento del peso, legato prevalentemente al trattamento con steroidi. L’osservazione di corrette abitudini alimentari consente di limitare l’aumento di peso e ridurre le conseguenze a breve e lungo termine dei corticosteroidi, quali il diabete e la sindrome metabolica. Un corretto regime alimentare, associato a una attività motoria regolare ed adeguata alle capacità fisiche individuali, consente inoltre di limitare la perdita di massa magra (muscoli, sarcopenia) correlata ai trattamenti.

Linee guida

Un’alimentazione sana è naturalmente composta da frutta e verdura e da una moderata quantità di carne, poco sale e no alcool. Si possono identificare alcune linee guida:

  1. Mangiare quando si ha fame; masticare il cibo molto bene e lentamente per non gonfiare la pancia. Durante il trattamento o subito dopo, è possibile non sentire un senso di fame. È molto importante parlare con lo specialista in caso di inappetenza e anoressia.
  2. Fare tanti piccoli pasti. È meglio fare 5 o 6 piccoli pasti al giorno piuttosto che continuare a rispettare la regola dei 3 pasti (colazione, pranzo e cena). Prima di iniziare un pasto, cercare di rilassarsi e mettersi a proprio agio.
  3. In caso di nausea o vomito durante o dopo un pasto o in caso di cambiamento nella percezione dei sapori (disgeusia) e odori (parosmia), parlare con il proprio medico. Evitare l’utilizzo di pentole e utensili da cucina in acciaio o ferro (possono modificare ulteriormente il gusto dei cibi). Si consiglia di preparare preventivamente le porzioni e i cibi.
  4. Evitare il consumo di carni/pesci/molluschi crudi; sbucciare o lavare molto bene frutta e verdura.
  5. Aggiungere proteine alla dieta, soprattutto per i pazienti non più giovani per evitare l’insorgenza di sarcopenia. Le proteine più adatte sono quelle vegetali, decorticati per evitare troppa fibra, come la crema di cereali e legumi.
  6. Mangiare formaggio, prevalentemente stagionato come integratore di calcio e ferro e non come sostituto dei pasti. Evitare il latte, specialmente nelle enteriti da chemio o radioterapia perché in questa fase si riduce la capacità di digerire il lattosio, con conseguente diarree.
  7. Se a volte si ha difficoltà a masticare o deglutire il cibo, consumare cibi morbidi o sotto forma di minestre per esempio, a patto di non soffrire di disturbi intestinali indotti dalla terapia oncologica. Anche in caso di gravi mucositi è bene mangiare cereali integrali sotto forma di creme di riso.
  8. Optare per alimenti a basso contenuto di fibre solo se si è inappetenti e se le quantità di cibo ingerite sono insufficienti. Infatti, per una ottimale regolarità intestinale le fibre digeribili sono importanti. Evitare le insalate, le bucce e le cuticole.Acqua e limone
  9. Idratarsi il più possibile, soprattutto nei giorni successivi alle somministrazioni dei chemioterapici. Anche l’acqua potrebbe avere un cambio del gusto: per ovviare a questo disturbo, può essere utile aggiungere gocce di limone o usare tisane. L’idratazione riveste un ruolo fondamentale nella regolarizzazione del tratto intestinale. In caso di dissenterie è opportuno ridurre la quantità di liquidi ai pasti (minestroni, brodi, …) a favore di cibi più secchi. In caso contrario, in caso stitichezza, è utile incrementare l’apporto idrico in concomitanza con i pasti.
  10. L’utilizzo di integratori alimentari in modo indiscriminato e senza supervisione non è consigliabile. Vi possono essere possibili interazioni farmacologiche con i farmaci della chemioterapia e possono determinare alterazioni degli esami bioumorali.

Alimenti consigliati

Oltre a queste indicazioni di carattere generale, i nutrienti utili per affrontare al meglio il periodo delle cure oncologiche e ridurne i possibili effetti collaterali sono contenuti nei seguenti alimenti, che quindi sono consigliati:

  • pesce azzurro, magro e di piccola taglia preferibilmente pescato nei nostri mari (es. sogliola, merluzzo, orata, sgombro, sardine, spigola, sarago, polpo). Meglio evitare i pesci provenienti dall’Estremo Oriente, tipo il pangasio, pescati in fiumi contaminati da arsenico e altri metalli pesanti. È preferibile che il pesce venga cotto ai ferri, al vapore o bollito;
  • omega 3 da olio extravergine di oliva, frutta secca e semi oleosi;
  • proteine vegetali in forma raffinata (es. creme di legumi);legumi
  • verdure a foglia tenera, spinaci, carote cotte, zucchine;
  • frutta di stagione, evitando banane, uva, fichi, cachi, datteri e frutta tropicale per gli eccessi zuccherini, e arance rosse e pompelmo per le possibili interazioni farmacologiche; sì al limone, da assumere giornalmente ogni mattina spremuto in un bicchiere di acqua tiepida;
  • pasta o riso e altri cereali integrali; da evitare in presenza di mucositi (infiammazioni della bocca).
  • deteinato o caffè decaffeinato, camomilla, caffè d’orzo, yogurt magro alla frutta da latte delattosato;
  • acqua non gassata.

Alimenti da evitare

Al contrario, ci sono alcuni alimenti che andrebbero evitati in parte o del tutto durante il trattamento oncologico:

  • proteine animali provenienti da carne rossa e conservata, che possono produrre sostanze tossiche per la mucosa dell’intestino o favorire processi infiammatori;
  • crostacei, molluschi, che possono sensibilizzare ad allergie, mitili;
  • latte (in particolare in presenza di enterite) poiché il danno all’intestino tenue può compromettere la capacità di digerire il lattosio scatenando possibili diarree;
  • zucchero e farine molto raffinate o altri amidi ad alto indice glicemico, quali patate e mais, dolci di pasticceria;
  • cibi piccanti, eccessivamente conditi, fritture;
  • salumi e insaccati, formaggi cremosi o grassi, carni grasse;
  • alcolici;
  • bevande con zuccheri aggiunti.

Alimentazione dopo il trattamento anti-tumorale

La dieta dopo la chemioterapia dovrà ritornare a un equilibrio fondato su verdure e cereali poco raffinati, legumi e pesce, prestando attenzione alle fonti non carnee di ferro e di altri sali minerali essenziali ed evitando gli alimenti ad alto indice glicemico, zuccheri raffinati, amido di mais e patate. Si possono ricominciare a mangiare occasionalmente le proteine animali, ma con moderazione, preferendo le carni bianche, pollo, tacchino, coniglio allevati a terra, evitando salumi e le carni conservate in genere.

Naturalmente, questi suggerimenti sono generali. È essenziale definire la propria alimentazione, anche in base a specifiche caratteristiche del trattamento proposto e dei suoi possibili effetti collaterali, a stretto contatto con il medico, che può rispondere a ogni domanda e indirizzare verso una consulenza con un nutrizionista.

 

Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute

Ippocrate 460 a.C.

 

Dott.ssa Sara Bigliardi
Medico Ematologo
Comitato di Redazione FIL

 

Dott. Maurizio Agradi
Biologo Nutrizionista

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