Linfoma mantellare: ecco lo studio premiato dal Gilead Fellowship Program 2019

La ricerca impiega nuove tecniche di sequenziamento del DNA per individuare marcatori molecolari e studiare gli effetti della terapia sul sistema immunitario dei pazienti

L’evolversi dei trattamenti chemio-immunoterapici per i linfomi ha permesso di raggiungere negli ultimi venti anni ottimi risultati in termini di ottenimento di risposte durature e di netto miglioramento della sopravvivenza globale dei pazienti. Questi successi non sono stati però scevri da risvolti negativi, soprattutto in termini di aumento delle tossicità a lungo termine nei soggetti lungo-sopravviventi e da un incremento dei costi a carico dei Sistemi Sanitari Nazionali. Un progetto di ricerca condotto tra il 2020 e i primi mesi del 2021 dal dott. Simone Ferrero della Divisione di Ematologia dell’Università di Torino ha indagato questi aspetti, partendo dallo studio MCL0208 promosso dalla Fondazione Italiana Linfomi. Lo studio si intitola “Ricostituzione immunologica del patrimonio B linfocitario e valutazione della malattia minima residua dopo trapianto autologo di cellule staminali in pazienti affetti da linfoma mantellare” ed è risultato vincitore del Gilead Fellowship Program 2019 nella sezione Oncoematologia, aggiudicandosi un grant di 25.000 €.

L’obiettivo dello studio consiste nell’analizzare l’efficienza del sistema immunitario del paziente e della malattia minima residua, ovvero la persistenza anche minima del clone B tumorale.
In particolare, l’utilizzo di tecniche di nuova generazione (NGS) per il sequenziamento del DNA sul locus delle immunoglobuline ha offerto l’opportunità unica di studiare nello stesso esperimento sia il clone B tumorale del linfoma (e quindi la risposta della malattia al trattamento chemio-immunoterapico, i.e. “malattia minima residua”), sia il quadro immunitario fisiologico del paziente pre-terapia e le sue modificazioni indotte dalla terapia, nonché l’efficienza del recupero immunitario conseguente all’attecchimento del trapianto nei tre anni successivi.

Nonostante la condizione eccezionale della pandemia abbia rallentato notevolmente la realizzazione del progetto, l’attività di ricerca è continuata e ha permesso di raggiungere il primo obiettivo del progetto, ovvero di dimostrare l’applicabilità della tecnologia NGS Euroclonality nel linfoma mantellare. Grazie a questo progetto tale metodologia, applicata per la prima volta nel contesto dei linfomi mantellari, ha portato all’identificazione di un nuovo marcatore molecolare per l’analisi MRD in 19 dei 20 pazienti studiati.

La ricerca apre scenari interessanti per l’estensione di questa metodica, di cui sono già in corso azioni di implementazione in altri studi clinici attualmente attivi.

I risultati raggiunti fin qui, grazie alla collaborazione tra FIL, il Laboratorio di Biologia Molecolare della Divisione di Ematologia Universitaria di Torino e il Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, sono stati oggetto di una pubblicazione scientifica sul British Journal of Haematology.[1]

 

[1]  Genuardi E, Romano G, Beccuti M, Alessandria B, Mannina D, Califano C, et al. Application of the Euro Clonality next-generation sequencing-based marker screening approach to detect immunoglobulin heavy chain rearrangements in mantle cell lymphoma patients: first data from the Fondazione Italiana Linfomi MCL0208 trial. Br J Haematol. 2021 May 18. Online ahead of print.

 

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Categorie: Progetti di Ricerca