Dall’inizio della sua attività, la Fondazione Italiana Linfomi (FIL) ha condotto o collaborato alla gestione di oltre 100 studi clinici dedicati alla cura dei linfomi.
Gli studi clinici sono ricerche scientifiche che valutano nuove strategie terapeutiche, come farmaci innovativi oppure nuove combinazioni o dosaggi di farmaci già utilizzati nella pratica clinica. Possono inoltre riguardare la raccolta e l’analisi di dati epidemiologici, come incidenza della malattia, cause, modalità diagnostiche e trattamenti adottati.
Ogni studio clinico è descritto in un documento chiamato protocollo, che definisce gli obiettivi della ricerca e le modalità operative per la sua conduzione.
L’obiettivo delle sperimentazioni è individuare terapie sempre più efficaci e meno tossiche, migliorando la qualità delle cure e trasferendo nella pratica clinica le conoscenze acquisite grazie alla ricerca.
Gli studi clinici FIL
Gli studi della Fondazione Italiana Linfomi vengono condotti contemporaneamente in diversi centri onco-ematologici italiani sotto la responsabilità di un coordinatore scientifico, il Principal Investigator (PI). Tutte le sperimentazioni sono svolte nel rispetto della normativa italiana sulla ricerca clinica e sono approvate dai Comitati Etici e dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), a garanzia della correttezza scientifica, legale ed etica.
Prima di partecipare a uno studio clinico, i pazienti ricevono informazioni dettagliate dal medico responsabile presso il centro ospedaliero di riferimento. Solo dopo aver ricevuto tutte le spiegazioni necessarie possono decidere liberamente se aderire alla sperimentazione, firmando il consenso informato.
La partecipazione consente l’accesso a farmaci innovativi, nuove tecniche diagnostiche o ai migliori trattamenti disponibili nel campo onco-ematologico al momento dello studio.
È importante sottolineare che la partecipazione a uno studio clinico non garantisce necessariamente un esito positivo, ma assicura comunque l’accesso a trattamenti almeno equivalenti a quelli disponibili nella pratica clinica.
La conduzione di questi studi contribuisce in modo concreto al progresso della ricerca sui linfomi grazie alla raccolta di dati clinici (sempre codificati), alla loro analisi statistica e alla pubblicazione dei risultati su riviste scientifiche internazionali.
Come si partecipa a uno studio clinico FIL
Gli studi clinici non sono adatti a tutti i pazienti, anche se affetti dalla stessa malattia, perché ogni protocollo prevede criteri specifici di partecipazione.
È importante chiarire che il paziente non è una “cavia”: le sperimentazioni cliniche seguono regole molto rigorose e sono progettate per garantire la massima tutela della persona.
Il medico responsabile dello studio presso il centro ematologico:
- informa il paziente sugli obiettivi dello studio
- spiega il protocollo e le modalità di trattamento
- illustra possibili benefici ed eventuali effetti collaterali
- risponde a tutte le domande e ai dubbi del paziente
Il paziente ha tutto il tempo necessario per valutare le informazioni ricevute e decidere se partecipare.
La partecipazione a uno studio è completamente volontaria. Il paziente può ritirare il proprio consenso in qualsiasi momento, senza alcuna penalità e senza perdere il diritto alle cure previste al di fuori della sperimentazione.
La decisione di interrompere la partecipazione non compromette in alcun modo la qualità dell’assistenza medica che il paziente riceverà successivamente. In caso di ritiro dallo studio, il medico illustrerà le modalità più sicure per interrompere eventuali terapie in corso.
La partecipazione a uno studio clinico non comporta costi né compensi per il paziente, che viene seguito attentamente durante tutte le fasi della ricerca secondo le indicazioni previste dal protocollo.
