2025: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (75%) e Fondazione “GRADE Onlus” (25%). Il progetto vincitore dell’ottava edizione del bando è del Dott. Giovanni Manfredi Assanto con il progetto: Multi-layer immune modulation analysis in relapsed/refractory patients with follicular lymphoma treated with zanubrutinib in combination with mosunetuzumab: the (FIL) IMMUNO_MOZART. Il progetto intende studiare gli effetti immunologici di una nuova combinazione terapeutica senza chemioterapia per i pazienti con linfoma follicolare recidivante o refrattario.
2024: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della settima edizione del bando è della Dott.ssa Benedetta Sordi dell’AOU Careggi di Firenze. Lo studio “Geriatric-guided care versus conventional care in elderly unfit/frail patients with Diffuse Large B-cell lymphoma in first line treatment. The Elderly Project 2.0: non-randomized cluster controlled trial” che mette al centro la qualità di vita del paziente anziano affetto da linfoma e quella dei suoi familiari/caregivers. La ricerca ha l’obiettivo di valutare l’impatto del percorso di valutazione geriatrica semplificata ideato nello studio FIL_ Elderly Project, che porta a distinguere i pazienti anziani in tre categorie “fit”, “unfit” e “frail”.
2023: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della sesta edizione del bando è della dott.ssa Luisa Lorenzi dell’ASST Spedali Civili di Brescia. Lo “Studio osservazionale retrospettivo-prospettico sulla valutazione dell’impatto clinico delle anomalie di MYC e della loro correlazione con il microambiente nei linfomi aggressivi a cellule B” – MIMYC, si è distinto per il coinvolgimento di più Commissioni Scientifiche FIL (Aggressivi, Patologi, Studi Biologici). Lo studio intende analizzare con approcci biologici multipli ed innovativi (indagando DNA, RNA e proteine) il tessuto di pazienti con linfomi caratterizzati da diverse anomalie del gene MYC (riarrangiamenti, amplificazioni e mutazioni).
2022: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della quinta edizione del bando è del dott. Riccardo Moia dell’AOU Maggiore della Caritа di Novara. Il progetto FOLL-CHIP “Prevalence, clinical and biological impact of clonal hematopoiesis in follicular lymphoma patients enrolled in the FIL FOLL12 trial”, che si è distinto per originalità, ha come obiettivo valutare la prevalenza dell’emopoiesi clonale, ovvero la presenza di una o più mutazioni in geni associati a neoplasie mieloidi, e la sua risposta alla chemioterapia in oltre 800 pazienti già coinvolti nello studio FIL FOLL12. Inoltre, saranno valutate le biopsie linfonodali dei pazienti con e senza emopoiesi clonale per valutare se le cellule che circondano i linfociti affetti da linfoma possano giocare un ruolo nel favorire la crescita tumorale e la resistenza alla terapia.
2021: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della quarta edizione del bando è del dott. Vincenzo Maria Perriello dell’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia con la ricerca “DUAL CAR-CIK in HL” (Dual targeting of Hodgkin’s Lymphoma by anti-CD30/anti-PDL1 chimeric receptors). Il progetto è stato valutato positivamente per la sua innovazione e il grande potenziale sulla popolazione futura. Lo studio pre-clinico riguarda il trattamento dei linfomi di Hodgkin tramite cellule CAR-CIK. La strategia innovativa di ingegneria genetica sfrutta il potenziale citotossico delle cellule CIK (cytokine induced killers) ingegnerizzate per co-esprimere sulla loro superficie sia un CAR anti-CD30 che un recettore chimerico anti-PDL1. L’obiettivo è quello di dimostrare che è possibile potenziare l’attività antitumorale mediata dal CAR anti-CD30 bloccando l’interazione con il PDL1 delle cellule immunosoppressive.
2020: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della terza edizione del Bando Giovani Ricercatori è del dott. Federico Pozzo dell’Unità di Oncoematologia clinico sperimentale del CRO di Aviano. Il progetto presentato si chiama “GAIA53” (Clinical Impact of on-target and off- target activity of AID: BCR intraclonal diversification and TP53 mutations) e si pone l’obiettivo di identificare potenziali nuovi marcatori biologici del linfoma diffuso a grandi cellule. E’ stato valutato positivamente per l’ampia ricaduta che può avere, dati anche i molti casi clinici già disponibili trattandosi di uno studio su pazienti già individuati. Infatti, attraverso un’analisi retrospettiva condotta mediante l’utilizzo di innovative tecniche molecolari di sequenziamento, sarà possibile mettere in rapporto i risultati con l’andamento clinico e la risposta alla terapia. Tale identificazione precoce di fattori di rischio molecolari, facilmente tracciabili anche sfruttando i nuovi approcci di biopsia liquida eseguibile con un semplice prelievo di sangue, permetterebbe una rapida identificazione dei pazienti a più alto rischio di recidiva, indirizzandoli verso regimi di terapia diversificati e personalizzati.
2019: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della seconda edizione del Bando Giovani Ricercatori è della dott.ssa Francesca Maria Quaglia dell’Ematologia di Verona. Il progetto presentato è “MANTLE FIRST BIO” che è stato valutato positivimente per le importanti ricadute sull’approccio clinico in quanto si pone l’obiettivo di identificare le caratteristiche biologiche responsabili della resistenza alla terapia del linfoma mantellare, uno degli istotipi di più difficile approccio nel panorama dei linfomi. Il progetto presenta inoltre dal punto di vista della fattibilità il vantaggio di essere in linea di continuità con lo studio clinico MANTLE-FIRST a cui partecipano già molti centri FIL. Ciò permetterebbe uno studio completo sulla clinica e biologia del linfoma mantellare.
2018: fondi messi a disposizione da Fondazione Italiana Linfomi (20%), “Fondazione Giulia Maramotti” (50%) e Fondazione “GRADE Onlus” (30%). Il progetto vincitore della prima edizione del Bando Giovani Ricercatori è del dott. Simone Ferrero dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Il progetto presentato è il “BIO-FOLL12” ed è stato valutato positivamente per le ricadute sul sistema di sanità pubblica in quanto cerca di ridurre l’esecuzione di esami radio-diagnostici sostituendoli con esami di laboratorio. Questo fattore incide positivamente sulla qualità di vita dei pazienti. Il progetto presenta inoltre dal punto di vista della fattibilità il vantaggio di accrescere la conoscenza di un importante studio sul linfoma follicolare garantendo un principio di continuità con la strategia della FIL per questa tipologia di linfoma.
Attenzione: anche se le informazioni fornite sono state verificate dai medici della Fondazione, ogni decisione e terapia va individualizzata e monitorata per ciascun paziente dal medico curante, cui Vi preghiamo di fare sempre riferimento, non potendo le informazioni offerte sostituirsi, in alcun modo, al rapporto medico/paziente.
