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Come riconoscere i sintomi dei linfomi

Riconoscere i sintomi dei linfomi non è semplice, in quanto il linfoma, specie nella fase iniziale, può spesso essere asintomatico o presentare una sintomatologia non specifica (ingrossamento non dolente dei linfonodi, febbre e sudorazione notturna, spossatezza, perdita di peso, tosse), che difficilmente può essere ricondotta immediatamente a diagnosi di linfoma.

Per questa ragione, è molto importante affidarsi rapidamente al proprio medico di famiglia e ricorrere a diversi approfondimenti per poter giungere alla diagnosi certa di linfoma.

Data la sintomatologia assente o ritardataria, il rischio è quello di arrivare alla diagnosi di linfoma in uno stadio già avanzato di malattia.

sintomi dei linfomi, inoltre, possono essere estremamente variabili in relazione al tipo di organo che è coinvolto.

E’ naturale che il consiglio è sempre quello di non tergiversare alla comparsa di più sintomi, sebbene nel caso del linfoma, che non produce le metastasi tipiche di un tumore solido, una diagnosi precoce è meno rilevante rispetto ad altre tipologie di cancro.

Quando è il caso di rivolgersi al proprio medico per accertamenti? Quando compaiono, insieme, alcuni dei sintomi che seguono.

 

I sintomi dei linfomi da non sottovalutare

  • Ingrossamento di uno o più linfonodi superficiali, specie nel collo, nelle ascelle e nell’inguine, anche non dolenti
  • Tosse, difficoltà di respiro, dolori toracici
  • Mancanza di appetito, sensazione di precoce sazietà
  • Dolori addominali con possibile individuazione al tatto di masse
  • Disturbi intestinali (diarrea o presenza di sangue nelle feci)
  • Confusione mentale, alterazioni della personalità, disturbi della parola, perdita della forza in uno o più arti

Oltre a questi sintomi dei linfomi più aspecifici, ci sono anche alcuni sintomi, cosiddetti sistemici, frequenti in forme aggressive di linfomi, ovvero:

  • Febbre
  • Prurito generalizzato
  • Sudorazione notturna
  • Calo di peso

Come accennato sopra, non sempre questi sintomi portano a diagnosi di linfoma.

Occorre tenerli presenti come campanelli d’allarme che devono essere verificati attraverso approfondimenti diagnostici .

La prima figura professionale da consultare, dopo il medico di base, è il medico specialista (ematologo, oncologo o chirurgo) che, tramite attenta anamnesi ed esame obiettivo, pone il sospetto diagnostico prescrivendo gli approfondimenti necessari.

Dopo eventuali esami del sangue o radiologici, per la diagnosi conclusiva di linfoma, la biopsia è sempre indispensabile poiché consente di stabilire con certezza il tipo di linfoma cui ci si trova di fronte, permettendo di scegliere il trattamento più adeguato.

Per maggiori informazioni sui sintomi dei linfomi, consulta la sezione dedicata sul nostro sito.

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