Alimentazione e terapie in estate: i nostri consigli

Nonostante un inizio a fasi alterne l’estate è, ormai, entrata nel vivo ed il gran caldo comincia a farsi sentire.

Un’alimentazione corretta ed equilibrata (unita ad un’attività fisica ponderata sulle specifiche condizioni di salute) è indispensabile in qualunque momento dell’anno ed assume ancor più importanza in questa stagione in cui le condizioni ambientali talvolta estreme mettono a dura prova l’organismo.

Ma come conciliare un’alimentazione “estiva” con le esigenze di chi sta affrontando un percorso terapeutico impegnativo come quello per la cura del linfoma?

Spesso i pazienti si trovano a dover affrontare gli effetti collaterali delle cure quali, ad esempio: nausea, vomito, stipsi, dissenteria, inappetenza, problemi di masticazione, infiammazione delle mucose, spossatezza. In particolare quest’ultima può essere percepita in misura maggiore quando la temperatura esterna aumenta.

È indispensabile, quindi, trovare il giusto equilibrio tra alimentazione e terapie.

A tal proposito è utile fare due premesse.
La prima: sebbene vi siano delle indicazioni “generiche” e valide per chiunque in merito ad un’alimentazione appropriata, è bene tener presente che ogni individuo è un caso a sé ed ogni organismo reagisce in maniera differente alle terapie. È, pertanto, necessario rivolgersi sempre al proprio medico per ricevere indicazioni sulla dieta da seguire e sui cibi da evitare.

In secondo luogo, bisognerebbe mettere da parte alcune cattive abitudini prima fra tutto il fumo, ma anche l’assunzione ricorrente di “confort food” o una vita eccessivamente sedentaria (ovviamente compatibilmente con le proprie condizioni fisiche).

Nel caso in cui le terapie non diano origine a particolari effetti collaterali è consigliabile seguire un’alimentazione varia, fatta di cibi leggeri, pasti frugali ma frequenti e soprattutto tenere sempre ben idratato l’organismo bevendo almeno due litri di acqua al giorno (meglio se a temperatura ambiente e comunque non gelata).

Su queste basi, un’ottima idea sarebbe quella di seguire la celeberrima “dieta mediterranea” che anche in questi casi si conferma un modello nutrizionale estremamente valido.
Alcuni consigli per una corretta alimentazione.

Le “buone prassi” in ambito alimentare devono, nel caso di pazienti che si preparano ad affrontare un percorso terapeutico o che già lo stanno affrontando, tenere in considerazione la specifica situazione.

Ecco alcune indicazioni che possono essere d’aiuto.

Preferite pasti leggeri, frequenti e porzioni ridotte. In questo modo non solo favorirete la digestione, ma l’organismo avrà sempre a disposizione la giusta riserva di energie per affrontare le attività quotidiane e le cure evitando fastidiosi “alti e bassi”.

Le terapie possono provare, talvolta anche duramente, il fisico: per evitare un ulteriore ed inutile appesantimento è bene consumare bevande a temperatura ambiente evitando bibite gassate, estremamente zuccherate o che possano provocare la produzione di gas intestinali (come ad esempio i succhi di frutta).

È importante preservare il più possibile la corretta funzionalità degli organi in particolare quella dei reni. Per farlo è bene idratarsi con attenzione bevendo almeno due litri d’acqua al giorno. Ciò è funzionale, tra l’altro, all’espulsione dei farmaci.

Frutta e verdura, cibi ricchi di fibre, pasta e pane di farine integrali sono un toccasana nel caso soffriate di stipsi; la contrario sono assolutamente da evitare se siete alle prese con una fastidiosa dissenteria. In questo caso meglio preferire cibi leggeri e ricchi di sali minerali (come ad esempio banane, patate e frutta secca) utili a reintegrare i liquidi persi e ad evitare la disidratazione.
Ma come fare a stimolare l’appetito quando proprio non avreste voglia di mangiare?

Ci sono dei piccoli “trucchetti” a cui ricorrere per farsi venire l’acquolina in bocca e (perché no?) anche concedersi qualche “sfizio” può essere d’aiuto.
Qualche suggerimento?

Dedicatevi un piccolo aperitivo da accompagnare con degli appetitosi stuzzichini; provate cibi dal gusto “esotico” ed insaporiti da aromi che non avete mai provato (questi ultimi sono, ovviamente, sconsigliati nel caso abbiate nausea o vomito); tenete a portata di mano (in borsa, in un cassetto in ufficio, in macchina…) degli spuntini golosi con cui commettere dei piccoli peccati di gola utili a gratificare non solo il gusto, ma anche la psiche.

Ancora una volta ci teniamo a sottolineare che, a questi semplici suggerimenti è bene unire un consulto con il proprio medico e con l’ematologo che sapranno consigliare caso per caso la dieta più corretta da seguire o i cibi e le bevande da evitare.

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