Comunicato Stampa 03/11/2017

“Utilizzare farmaci estremamente selettivi che focalizzano la loro azione solo sulle cellule tumorali risparmiando quelle sane”. E’ questo uno degli ambiziosi obiettivi che la ricerca della FIL (Fondazione italiana linfomi) si pone per il futuro e di cui si è discusso oggi a Brescia presso l’Auditorium Capretti nel corso di una conferenza stampa, organizzata nell’ambito della tre giorni dei lavori dell’annuale riunione plenaria degli oltre 700 soci italiani. Negli ultimi 30 anni, la ricerca sui linfomi ha fatto grandi passi e come spiegato dall’attuale Presidente della FIL, Maurizio Martelli: “Si sta gradualmente passando dalla sola chemioterapia a dosi convenzionali o a dosi molto elevate usate nei trapianti di cellule staminali, all’impiego di farmaci innovativi detti “intelligenti” che colpiscono in modo molto più selettivo le cellule di linfoma”. Questi farmaci innovativi sono al momento ancora quasi sempre usati in associazione ai chemioterapici con l’obiettivo di ottenere risultati superiori con tossicità pari o se possibile inferiori. “Negli ultimi anni – ha detto ancora Martelli – si sta assistendo sia alla comparsa di nuovi anticorpi a grande potenzialità curativa, nella terapia del linfoma di Hodgkin e di altri sottotipi di linfoma non Hodgkin, sia di molecole biologiche che interferiscono selettivamente con le anomalie insite solo nelle cellule linfomatose agendo quindi in modo molto selettivo”. Interessante strategia per il futuro è infine il tentativo di stimolare il controllo immunologico contro le cellule malate con tecniche di manipolazione linfocitaria: “Si tratta di un’idea affascinante – ha detto in conclusione Martelli – e che sta facendo solo ora i primi passi reali nella sperimentazione clinica”.

La FIL è nata in Italia negli anni “caldi” delle scoperte “industriali” che hanno portato alle citate nuove possibilità terapeutiche. I ricercatori che hanno dato vita alla FIL si sono posti l’obiettivo di attivare ricerche innovative in Italia e di farlo coinvolgendo il maggior numero di centri ematologici senza distinzioni geografiche con lo scopo di innalzare il livello di qualità della ricerca sui linfomi e abbattere il cosiddetto fenomeno della “migrazione sanitaria”. Obiettivi importantissimi, ribaditi anche da Michele Spina, vice presidente della FIL (di cui assumerà la carica di presidente dal 1 gennaio 2018): “Realizzare progetti di ricerca per fornire al maggior numero di pazienti farmaci innovativi – ha spiegato – ma anche scegliere tra le cure attualmente a disposizione quelle migliori e appropriate, far capire quando un farmaco non funziona o produce effetti collaterali tardivi (cardiotossicità, problemi di fertilità, secondi tumori)”. Fondamentale per Spina, parlare di appropriatezza delle cure “che – ha spiegato – è l’insieme di tutti quegli interventi che possano produrre la risposta migliore per quel singolo paziente, coniugando competenze tecniche e scientifiche, adeguata informazione del paziente e il suo coinvolgimento nelle decisioni terapeutiche, le risorse necessarie alla realizzazione della prestazione con standard sufficientemente elevato considerato l’attuale contesto sociale, culturale ed economico”.

Ma non solo ricerca scientifica. Tra le finalità di FIL, anche e soprattutto massima attenzione nei confronti dei pazienti ricaduti o in progressione e della qualità di vita dei pazienti lungo-sopravviventi, avvicinare la ricerca alle persone, far comprendere l’importanza degli studi clinici e cosa implica per un paziente parteciparvi, anche grazie all’aiuto di quanti contribuiscono alla ricerca attraverso le donazioni per progetti come “Destinazione giusta cura”, “che – come spiegato dal dottor Marco Ladetto, Presidente della Commissione Studi Biologici della FIL – mira ad aiutare i medici a prendere la giusta direzione attraverso strumenti e tecniche diagnostiche sempre più precise come l’esame della Malattia Minima Residua (MRD) e la PET un’apparecchiatura di medicina nucleare utilizzata per la produzione di immagini del corpo e la localizzazione dei tumori”. La FIL centralizza presso 4 laboratori specializzati del FIL MRD Network (Torino, Pisa, Roma e Aviano) i campioni biologici necessari alle analisi della MRD dei pazienti inclusi nei protocolli clinici della Fondazione. “I dati sulla MRD – ha spiegato Ladetto – permettono di valutare la durata della risposta alla terapia e in alcuni casi utilizzati negli studi clinici in “tempo reale” per indirizzare i pazienti a cure differenti, “personalizzate” sul profilo di rischio di recidiva”. Nel solo biennio 2015-2016 sono stati centralizzati 530 campioni biologici di pazienti arruolati in studi clinici FIL. Allo stesso modo anche per alcuni tipi di linfoma, come l’Hodgkin (un linfoma che colpisce soggetti di tutte le età ma in particolare giovani tra i 15 e i 35 anni o gli adulti oltre i 50 anni), l’esame PET si rivela molto utile. La FIL ha inserito in alcuni studi clinici la revisione centralizzata delle PET (valutazione degli esami da parte di un panello di esperti) per indirizzare i pazienti a terapie adattate sulla base della risposta alla PET.

E di studi clinici ha parlato il dottor Giuseppe Rossi, direttore della struttura complessa di Ematologia e dipartimento oncologia clinica degli Ospedali Civili di Brescia, il quale ha evidenziato la loro importanza, fondamentali non solo per trovare nuove terapie, ma anche per migliorare le terapie standard e le tecniche diagnostiche, trovare nuovi criteri prognostici e tecniche per personalizzare le terapie e accrescere la pratica clinica senza nessun aggravio per il servizio sanitario nazionale.

Interessante l’intervento di Giuseppe Gioffrè di UDINE, uno dei rappresentanti del “gruppo pazienti linfomi” AIL-FIL, che ha raccontato i disagi e le emozioni che ha vissuto e provato dal momento in cui ha scoperto di avere un linfoma, in avanti. L’esigenza di “capire” cosa stava accadendo e gli step successivi per se stesso e la propria famiglia, non solo dal punto di vista “materiale” o fisico ma soprattutto psicologico. “Tanti gli interrogativi che in un momento di disperazione sorgono – ha detto Gioffrè – e che senza un adeguato supporto, diventano macigni difficili da sopportare”. “Gli studi clinici non sono come spesso si pensa un “esperimento” – ha concluso – noi pazienti non siamo “cavie” ma al contrario veniamo tutelati da ogni punto di vista”.

Il dottor Umberto Vitolo, Direttore della Sezione di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera della Città della salute e della Scienza di Torino, primo presidente FIL, ha ripercorso le tappe fondamentali della Fondazione, ricordando che è stata la naturale evoluzione dell’Intergruppo Italiano Linfomi (IIL), che è sorto nel 1993 con una prima riunione svoltasi a Firenze come gruppo di cooperazione spontanea tra clinici e ricercatori italiani impegnati nello studio e nella terapia dei linfomi. La trasformazione avvenuta con la nascita della FIL nel 2010, ebbe lo scopo di far collaborare gruppi attivi nello studio e nella cura dei linfomi con maggior omogeneità e capillarità sul territorio nazionale. Dalla sua nascita ad oggi la FIL ha condotto o collaborato alla conduzione di circa 50 studi clinici che hanno coinvolto in media 1000 pazienti all’anno. Conta oggi 151 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale, 11 Commissioni Scientifiche multidisciplinari e nel dettaglio 747 soci tra medici, biologi e professionisti della ricerca per ideare nuovi protocolli di ricerca e attivarli in tutto il territorio nazionale.

 Brescia, 3 novembre 2017

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Conferenza Stampa 2017

Trovate in allegato i materiali della prima conferenza stampa che si terrà il 03/11/2017 alle 11.30 c/o Auditorium Capretti, Brescia durante i lavori della Riunione Plenaria 2017.

Comunicato Stampa 2017

Scheda FIL 2017

Dati FIL 2017

Articolo Farmaci Biologici

Articolo Storia FIL

Articolo Appropriatezza e pazienti

Articolo Tappe Ricerca

Articolo Prospettive Future

Articolo Ricerca Diagnostica

CV Umberto Vitolo

CV Michele Spina

CV Giuseppe Rossi

CV Maurizio Martelli

CV Ladetto Marco

 

 

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Riunione Plenaria FIL 2017 -Comunicato Stampa 25_10_17

ONCO-EMATOLOGI E TERAPEUTICI A CONFRONTO NELLA TRE GIORNI BRESCIANA: TERAPIE ALTERNATIVE, FARMACI BIOLOGICI E TEST MOLECOLARI PER I DIVERSI TIPI DI LINFOMA.

Permettere ai pazienti di avere terapie di eccellenza sotto casa”. E’ questo uno degli obiettivi che si pone la ricerca della Fondazione Italiana Linfomi Onlus (FIL), presente in tutta Italia con una rete di centri dislocati presso ospedali, aziende sanitarie e poli universitari. Sono otre 150 quelli che si contano in totale, presenti in ogni regione italiana “perché – come spiegato dal Presidente della FIL, Maurizio Martelli – stare vicini alla propria famiglia, mantenere le proprie abitudini, passare dal proprio giornalaio di fiducia a scambiare due chiacchiere aiuta a vincere la malattia”. Sarà proprio “l’attenzione verso la persona” il filo conduttore della riunione plenaria annuale della Fondazione, che si svolgerà a Brescia nei giorni 2, 3 e 4 Novembre prossimi presso l’Auditorium Capretti (Sala Piamarta) alla presenza degli esperti che costituiscono le Commissioni Scientifiche attraverso le quali opera la FIL e che si confronteranno sugli studi clinici portati avanti in materia di terapie e tecniche diagnostiche per i diversi tipi di linfoma. Per la prima volta l’evento dedicherà un momento aperto (il 3 novembre alle ore 11.30) oltre che ai giornalisti, anche a tutti gli interessati, in modo speciale ai destinatari finali delle terapie, che in tutto il percorso della FIL, sono sempre i protagonisti delle attenzioni degli specialisti.
Non dobbiamo curare solo la patologia, ma soprattutto la persona ha spiegato infatti il professor Michele Spina, vice presidente della FIL (di cui assumerà la carica di presidente dal 1 gennaio 2018) – individuando in “persona” non solo il paziente ma anche e soprattutto tutti coloro che girano intono a lui e quindi prendendoci cura anche delle loro famiglie”. I pazienti e i familiari, rappresentano per FIL, gli interlocutori fondamentali della la ricerca anche in relazione all’utilizzo dei farmaci biologici o biosimilari. La Fondazione nasce difatti negli anni caldi dello sviluppo delle terapie complementari alla chemioterapia e per questo ha dato un validissimo contributo all’introduzione di nuovi approcci terapeutici dei quali si discuterà ampiamente durante la conferenza stampa del 3 novembre, grazie all’alternanza di onco-ematologi e terapeuti che forniranno chiavi interpretative su casi specifici, terapie con farmaci bio e biosimilari, test molecolari e quanto altro di interesse nel sistema di ricerca FIL. Dati importanti incoraggiano la ricerca: l’80% dei linfomi di Hodgkin e il 60% dei Non- Hodgkin
guarisce, ma trovare nuove soluzioni per la cura del restante 20-40% e dedicare l’attenzione alla qualità della vita dopo le cure, sono gli obiettivi ambiziosi che FIL vuole raggiungere. Tutto questo, anche grazie all’aiuto di quanti contribuiscono alla ricerca attraverso le donazioni per progetti come “Destinazione giusta cura”, che mira ad aiutare i medici a prendere la giusta direzione attraverso strumenti e tecniche diagnostiche sempre più precise e al sostegno dei giovani ricercatori grazie anche alla promozione di eventi come il Premio “Ercole Brusamolino”, che sarà consegnato ai due vincitori nel corso della tre giorni bresciana.

Firenze, 25 ottobre 2017

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SAVE THE DATE

In occasione della Riunione Plenaria FIL 2017, venerdì 3 novembre, si terrà a Brescia la CONFERENZA STAMPA della Fondazione Italiana Linfomi Onlus presso l’Auditorium Capretti, ore 11:30.

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AVVISO SELEZIONE PERSONALE

Si comunica che è aperta da martedì 10 ottobre 2017 fino a giovedì 16 novembre 2017 la procedura di selezione di 1 Addetto tecnico amministrativo per gli Uffici Studi FIL – Sede di Alessandria.

Si allega l’avviso con i requisiti richiesti e tutti i dettagli per la partecipazione alla selezione.

 

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